Spigolo Noaro, un’elegante via classica sulle Piccole Dolomiti

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Logicità della linea

8

Ingaggio della salita

6.5

Bellezza dell'ambiente

7

Qualità della roccia

6.5

Eleganza dell'arrampicata

6.5

Una classica di IV delle Piccole

Se si guardano le cime a ovest del Pian delle Fugazze, è facile notare un’impressionante fenditura, che taglia in due la montagna come una coltellata: si tratta del Vajo Stretto, uno degli angoli più suggestivi di tutte le Piccole Dolomiti vicentine. Sul pilastro a sinistra del Vajo, il più imponente, sale la storica via dello Spigolo Noaro: una linea che appare in tutta la sua maestosità soltanto quando si è all’attacco, o al terzo tiro dell’attacco diretto, bella e logica variante aperta pochi anni fa.

Roccia più che buona, difficoltà abbordabili e ambiente dolomitico, rendono lo Spigolo Noaro una delle vie più ripetute della zona. All’accesso breve fa da contraltare una discesa un po’ meno agevole, che comunque rende più pepata e completa l’ascensione; consigliabile anche concatenare allo spigolo un’altra via sulle cime vicine, come il Cornetto e la Torre dell’Emmele.

Prima salita Spigolo Noaro: C. Cavion, A. Pojer il 19 maggio 1957

Prima salita attacco diretto: A. F. Castagna, R. Ferretto il 23 agosto 2007

PILASTRO EST VAJO STRETTO (1590 m) – SPIGOLO NOARO CON ATTACCO DIRETTO

Pilastro Est Vajo Stretto - Spigolo Noaro
Lo Spigolo Noaro

Esposizione
Avvicinamento
30 min (210 m D+)
Discesa
In doppia e a piedi 1.15 h (400 m D-)
Tempo totale
4.45 h (3 h la via)
Dislivello
390 m D+ (180 m la via)
Sviluppo
260 m (160 m la via classica)
Punti d’appoggio
Acqua
A Malga Cornetto
Salita il
3 Giugno 2017
Cordata REDclimber
Itinerario
Spigolo Noaro
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
1200 m – 1590 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
D-
Passi di V-, spesso III e IV
Difficoltà tecnica
V-
Chiodatura
RS2
Soste a golfari (alcune su chiodi); sui tiri chiodi
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Friend a misure alterne, 10 rinvii

Vista sul gruppo del Sengio Alto dal Passo Campogrosso

ALTRE WEBCAM PICCOLE DOLOMITI, PREALPI VICENTINE E COLLI EUGANEI

Passo Campogrosso (VI) | Sisilla e Baffelan
Passo Campogrosso (VI) | Vista sul Gruppo del Carega
Pian delle Fugazze (VI) | Pasubio da sud
Cogollo del Cengio (VI) | Vista sul Costo
Casa Marina (PD) | Vista sui Colli Euganei
Rifugio Bassano. Monte Grappa (PD) | Vista sul Sacrario

PREVISIONI METEO PICCOLE DOLOMITI, PREALPI VICENTINE E COLLI EUGANEI

INDICAZIONI STRADALI

Da Rovereto (A22, Brennero) o da Schio (A31, Valdastico) si raggiunge il passo di Pian delle Fugazze. Da qui si imbocca la Strada del Re (indicazioni per l’Ossario del Pasubio) e si parcheggia – a pagamento – dopo circa 1 km nei pressi di Malga Cornetto.

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio di Malga Cornetto proseguire qualche metro lungo la strada asfaltata, e ad un tornante imboccare il sentiero per il Vajo Stretto (cartello che informa della chiusura). Il sentiero taglia a destra per i prati, indicato da radi bolli rossi, poi entra nel bosco. Giunti ad una radura con un masso, piegare decisamente a sinistra e iniziare a salire nel bosco, ignorando una traccia a destra con un bollo. Raggiunta la base dello spigolo, dove a destra il sentiero entra nel Vajo, sono visibili i primi chiodi (0,30 h).

SALITA

Attacco diretto Spigolo Noaro

1° tiro: salire la bella paretina verticale sfruttandone le debolezze, inizialmente vicino al filo dello spigolo poi spostandosi un poco a destra, con passaggi esposti (IV+/V-, clessidre e vari chiodi). Usciti su terreno più facile ed erboso, superare un altro risaltino (chiodo) e raggiungere la base del secondo risalto dello spigolo. La sosta – tre chiodi e cordoni – si trova appena dopo il primo muretto (45 m, IV+ e p. V-).

2° tiro: doppiare lo spigolo a destra in bella esposizione (IV+, 2 chiodi), dunque salire la divertente placca lavorata (IV, chiodi) fino ad un terrazzino con un pino mugo (sosta evitabile); proseguire facilmente lungo il filo fino al comodo terrazzo con sosta su due chiodi e libro di via (30 m, IV+ e III).

3° tiro: superare il risalto sopra la sosta (p. IV+, chiodo) e continuare lungo l’ampio crestone cercando la via più facile (II, mugo con cordone). E’ ora visibile lo Spigolo Noaro vero e proprio: puntare alla sua base dove si sosta su pino mugo con cordini e maglia rapida (40 m, p. IV+ e IV poi II).

Spigolo Noaro Classico

4° tiro: salire i vari risaltini appena a sinistra dello spigolo (II, mughi e 1 clessidra); arrivati ad un canale non attraversarlo, ma sostare su un ampio terrazzo con due golfari (50 m, II e p. III).

5° tiro: salire la paretina sopra la sosta (III) e proseguire all’interno di un canale o sullo spigoletto alla sua sinistra (III+, clessidre). Quando la parete inizia a farsi più ripida, sostare su un terrazzino con golfaro (30 m, III/III+).

6° tiro: dalla sosta inizialmente in diagonale a sinistra (IV, chiodo con anello), poi riportarsi a destra aggirando uno strapiombino (IV, 3 chiodi). Di nuovo un poco a sinistra fino alla comoda sosta (golfaro), sulla verticale della precedente (30 m, IV).

7° tiro: salire la placca sopra la sosta, dunque proseguire seguendo una bella fessura in direzione dello strapiombo finale (IV+, 6 chiodi). Superarlo nel punto più debole (p. V-, chiodo), dunque per terreno più facile salire fino a un grande terrazzo con due golfari nuovi di sosta (30 m, IV+ e p. V-, II).

DISCESA

Dal terrazzo è possibile slegarsi e proseguire per terreno più facile (tracce di sentiero, p. II) fino alla vetta del pilastro. Qui scendere sulla sinistra e superare un caratteristico cunicolo (bolli rossi), sotto il quale si trova un terrazzino con sosta di calata. Una doppia di 15 metri porta ad una forcelletta, da cui si imbocca a sinistra una cengia esposta (pp. II, bolli e ometti).

Riguadagnata la cresta, individuare una sosta con vari cordini e maglia rapida e calarsi 15 m in un camino sulla destra, atterrando sulla forcella alla fine del Vajo Stretto.

Da qui si può scendere lungo il sentiero del Vajo Stretto, attrezzato con cavi metallici (ufficialmente chiuso), oppure proseguire in salita sul faticoso ghiaione fino alla Sella delle Emmele, da cui si scende con il sentiero 15 fino alla Strada del Re, che seguita a sinistra riporta a Malga Cornetto.

E’ anche possibile, ma decisamente sconsigliato in presenza di altre cordate, calarsi in doppia lungo la via.

osservazioni

Dopo un po’ di confusione nell’avvicinamento – stavamo per attaccare la Cresta delle Emozioni! – abbiamo trovato la via giusta e la abbiamo salita senza nessuno davanti, protetti dal sole grazie alle immancabili nuvole delle Piccole. L’attacco diretto è un poco più difficile rispetto alla via classica (essenzialmente il primo tiro); ma rende più logica e completa la salita, oltre a permettere in caso di affollamento di fare defluire un po’ di gente lungo il Noaro. Nel pomeriggio abbiamo salito la Via Soldà al Cornetto, raggiungibile in circa 45 minuti dopo la seconda calata. Su difficoltà simili, e leggermente più vicino, lo Spigolo Daniele Scorzato alla Torre dell’Emmele (135 m, max V+).

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Malga Cornetto, bar al Pian delle Fugazze.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Pilastro Est Vajo Stretto - Spigolo Noaro
Malga Cornetto: è visibile la recente frana sulla parete sud – est del Pilastro
2° tiro
In vetta al pilastro
Spigolo Noaro - Pilastro Est Vajo Stretto
Prima sosta di calata
Il Vajo Stretto

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