FEDERICO ROSSETTI

Il REDclimber

Scalo, fotografo, racconto

Ho sognato REDclimber in una piovosa giornata d’autunno, correva l’anno 2012. Da allora ho trasformato la passione per la montagna in una ragione di vita. Dall’Appennino, terreno prediletto tra ghiaccio e macigno, alle Alpi spinto dalla voglia di ricerca, riscoperta e avventura.

Mi dedico a raccontare le montagne dal blog alle pubblicazioni editoriali. Uno dei miei progetti è « Vie normali Valle d’Aosta », salire tutte le 1226 cime della Valle d’Aosta e pubblicare una collana di 8 guide escursionistiche – alpinistiche.

Nel 2020 ho fondato Mountain Communication, un’agenzia di comunicazione che si occupa di valorizzare realtà legate al mondo della montagna.

SEGNI DISTINTIVI: non amo programmare troppo e leggere le relazioni.

CURIOSITÀ: colleziono libri e guide di montagna.

SOGNO ALPINISTICO: una salita invernale in stile himalayano sul lato più selvaggio dell’Appennino.

LA PIÙ BELLA SALITA: il Cervino, una via sul Bianco, girare solitariamente lungo le vie normali della Valle d’Aosta… ma poi il pensiero è quasi uno solo ”riconcorrere l’inverno in Appennino”.

LUCA CASTELLANI

Il Montagnatore

Salgo dunque sono

Nato 35 anni fa a Parma, in mezzo alla pianura, lavoro come falegname. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… ma l’attività che prediligo è l’arrampicata su roccia. 

Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna.

Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili… così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

SEGNI DISTINTIVI: tendenza irresistibile al ravanage.

CURIOSITÀ: decido sempre la sera prima dove andare, tra mille indecisioni.

SOGNO ALPINISTICO: percorrere tutte le creste delle Alpi Apuane in condizioni davvero invernali.

LA PIÙ BELLA SALITA: Via del Pilastro Grigio al Mulaz.

GIACOMO GUIDETTI

Il Jack

La montagna è verità

Classe 1984, guida ambientale escursionistica e alpinista della domenica. Sono il ‘nonno’ del gruppo e, anno dopo anno, cerco sempre più affannosamente di stare dietro agli altri red climbers! Ma è l’intramontabile Passione per la montagna che mi porta a compiere lo sforzo sovrumano di scollarmi dal divano, di imbarcarmi per clamorose sfacchinate per ritrovarmi, ogni volta, in un bagno di sudore e con un bel sorriso stampato sul volto e a ripetermi che sì, ne vale sempre la pena!! 

Con un passato da boulderista impenitente, mi piace adesso seguire i ragazzi su vie di roccia e ghiaccio di difficoltà classiche e giù per discese scialpinistiche cercando sempre di non stamparmi contro rocce o alberi. Sono anche amante del trekking e dei viaggi di avventura in giro per il mondo. Amo la Montagna e la Natura in ogni sua forma e mi stupisco ogni volta di come essa susciti fascino ed emozioni agli esseri umani.

SEGNI DISTINTIVI: Ogni volta che c’è da svegliarsi presto mi chiedo: “ma chi me lo fa fare???”

CURIOSITÀ:  la prima ferrata a 8 anni…son tornato indietro a metà perché avevo troppa  paura…per fortuna mio papà non ha desistito dal portarmi ancora in montagna  : )

SOGNO ALPINISTICO: Una spedizione in Nepal o sulle Ande, insieme a tutti i Red Climbers al gran completo.

LA PIÙ BELLA SALITA: Grand Jorasses e Aiguille de Bionnassay restano nel cuore.

FRANCESCO SAVERIO MARTINI

Il Frasso

Tutti dovrebbero vedere un ghiacciaio

Sono il più giovane e l’ultimo arrivato del gruppo. Cresciuto negli scout ho sempre amato andare in montagna, condividere il cammino, dormire in tenda e fare foto delle avventure vissute. Nel 2020, anche grazie al boom del momento, mi avvio allo scialpinismo e scopro il fascino della neve e dell’Appennino in inverno. Da quel momento inizio a sognare la montagna in tutte le sue forme e nel giro di un anno mi ritrovo assunto in un negozio specializzato. Da questa inaspettata scelta scaturiscono nuove passioni, nuove amicizie e molte opportunità di crescere come alpinista.

I Redclimber mi adottano e senza troppi indugi mi introducono rapidamente all’alpinismo. La mia formazione da ingegnere si svela nella grande conoscenza dei materiali, nel gusto per la leggerezza e per il buon design delle attrezzature.

SEGNI DISTINTIVI: ho una inesorabile tendenza a perdere il sentiero, anche nelle montagne di casa.

CURIOSITÀ: per la prima comunione i mie genitori mi hanno regalato un piccolo giro sulla Mer de Glace con tanto di micro arrampicata su ghiaccio in un crepaccio. Chi ben semina…

SOGNO ALPINISTICO: difficile dirlo, sicuramente alcune delle grandi classiche delle alpi. In generale mi è sempre piaciuto andare “in alto”.

LA PIÙ BELLA SALITA: la normale de Le Grandes Jorasses e la Kuffner all’Aiguille de Glacier. Restano tra i ricordi più belli i primi giri di scialpinismo in appennino.

Mario

MARIO BRUNELLI

Il Marione

Parma, 1993. Ex giovane del gruppo, mi diverto nelle salite di tutti i tipi in montagna (i giri, come li chiamo io) che negli anni ci hanno avvicinato.  La montagna è ormai per me un elemento sempre presente, seppur senza costanza, quello che in una ricetta si legge come QB.

Sebbene non faccia troppe distinzioni sulla disciplina prediletta e tendo ad accettare (quasi?) ogni proposta dei venerdì sera delle chat, non nego il fascino che le ravanate suscitano in me molto più delle falesiate comode (e affollate). Sono uno degli ultimi baluardi ad aprirsi allo scialpinismo, sebbene per particolari motivi mi ritrovo ad avere in attivo più notturne che diurne skialp.

Anche a un osservatore veloce non sfugge un certo ingombro al mio imbrago: colpa dell’immancabile mezzo fotografico con cui nel tempo ho fatto pace, specialmente per le foto che quasi divoro con gli occhi più volte anche a distanza di tempo. Nasco come escursionista d’Appennino, spesso solitario. Mi sono avvicinato all’alpinismo per ampliare i miei confini e soddisfare meglio la curiosità che mi ha portato in montagna e che continua a richiamarmi.