Combin de Valsorey – Parete NO, un’elegante linea glaciale nel cuore del Grand Combin

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Logicità della linea

9.5

Ingaggio della salita

9

Bellezza dell'ambiente

10

Eleganza dell'arrampicata

8

Elegante, logica, dritta in vetta a un 4000!

…presenta a un tempo il carattere orrido e prerutto (dirupato) del Monte Bianco e le linee dolci e pittoriche del Monte Rosa. Adolfo Hess

Ci sono montagne che si lasciano salire con facilità e montagne che impongono rispetto fin dal primo sguardo. Il Grand Combin appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Massiccio enorme, glaciale e isolato, domina le Alpi Pennine occidentali con una imponenza quasi himalayana, fatta di ghiacciai sospesi, seraccate e lunghe creste che sembrano non finire mai.

La parete nord-ovest del Combin de Valsorey rappresenta l’itinerario più interessante del versante nord e soprattutto il più sicuro, non essendo (oggi rispetto al passato) mai esposto ai seracchi. Una salita estetica, continua, interamente su neve e ghiaccio, che si sviluppa per circa 600 metri con inclinazione costante fino al tratto terminale, più stretto e ripido, incassato tra rocce. Dal basso appare quasi semplice nella sua linearità, ma avvicinandosi emergono le reali dimensioni della montagna e la severità dell’ambiente.

GRAN COMBIN (4314 m) - PARETE NO

Esposizione
Avvicinamento
1° giorno (4 h, 1300 m D+), 2° giorno (1 h, 300 m D+, 50 m D-)
Discesa
6.30 h (3.30 h dalla cima alla Cabane de Valsorey)
Tempo totale
16 h (1° giorno: 4 h, secondo giorno 12 h, 3 h la via)
Dislivello
2800 m (1° giorno: 1300 m, 2° giorno: 1500 m, 600 m la via)
Punti d’appoggio
Acqua
No.
Salita il
6 Luglio 2024
Itinerario
Grand Combin per la parete NO, discesa per il Couloir Gardien
Tipologia itinerario
Quota di partenza e arrivo
1761 m – 4314 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
Difficoltà tecnica
40/45° sostenuti
Chiodatura
Assente
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da ghiacciaio, 2 piccozze

Val de Bagnes – Vista sul Glacier de Corbassiere (in alto a sinistra il versane nord del Grand Combin)

INDICAZIONI STRADALI

Da Aosta si risale la strada statale del Gran San Bernardo, raggiungendo la Svizzera attraverso il colle oppure il tunnel, fino nei pressi di Bourg-Saint-Pierre. Prima dell’abitato si imbocca sulla destra una stretta strada asfaltata con indicazioni non visibili (presenti in senso opposto) per la Cabane de Valsorey. La si segue per circa un chilometro fino al primo parcheggio. Si può per ridurre leggermente avvicinamento e dislivello continuare ancora lungo la strada asfaltata, attraversare il vallone e risalire fino a incontrare una strada sterrata segnalata da paline gialle. Poco oltre è presente un piccolo spiazzo dove si possono lasciare alcune auto.

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio si torna brevemente sulla strada principale fino a incontrare sulla destra il sentiero segnalato per la Cabane de Valsorey. Il percorso sale inizialmente tra prati e pascoli raggiungendo rapidamente l’alpeggio di Cordonne (1841 m), dove confluisce anche il sentiero proveniente dal parcheggio superiore. Si prosegue nel vallone, aperto e verdeggiante, da cui è già ben visibile lo scivolo nevoso della NO del Grand Combin de Valsorey. Il sentiero attraversa un ponte metallico e continua lungo il torrente, che qui scorre incassato e impetuoso. Si ignora una deviazione sulla destra che attraversa il vallone e si continua sul tracciato principale, superando alcuni corsi d’acqua; uno di questi può risultare delicato in caso di forte portata ed è attrezzato con corde fisse. Si lascia a destra un nuovo ponticello consente di attraversare il Torrent du Valsorey. Al successivo bivio si segue a sinistra la direzione per la Cabane de Valsorey, trascurando a destra il sentiero per la Cabane du Vélan. La salita diventa progressivamente più sostenuta e conduce alle baite in pietra di Chalet d’Amont (2196 m). Con un ampio semicerchio il sentiero risale il versante destro orografico del vallone e prosegue poi in traverso ascendente, con ampie vedute sul severo versante nord del Mont Vélan. Un breve tratto attrezzato con catene agevola il passaggio in un punto esposto ma semplice. Raggiunto un dosso la pendenza si attenua temporaneamente e si attraversa il pianoro di Le Plan des Crétons (2422 m), ai margini della morena del Glacier du Valsorey. Si riprende quindi a salire seguendo sempre il sentiero principale, superando un ulteriore tratto attrezzato e alcuni pendii erbosi dai quali compare finalmente il rifugio. L’ultimo tratto è più ripido e può presentare nevai residui a inizio stagione. Una breve fascia rocciosa attrezzata con catene permette infine di raggiungere la Cabane de Valsorey (3030 m, 4 h).

SALITA

Dal rifugio si seguono le tracce (catarifrangenti e numerosi ometti, anche di grandi dimensioni). Per terreno detritico si raggiunge una conca nevosa. A inizio stagione, il pendio che sale al colle è interamente nevoso. Si sale prima verso destra, puntando a uno spallone, poi direttamente su pendenze sostenute (30/40°). Si sale poi con progressiva ascesa a sinistra e, traversando, si raggiunge il Col du Meitin (3609 m, 1.40 h). Si scende sul lato opposto, cercando di rimanere il più possibile alti a destra. Perdendo un po’ di quota si raggiunge la base della parete NO (1.45 h). Si attacca direttamente il versante, salendo con andamento verso sinistra e costeggiando la fascia rocciosa che sorregge la Cresta del Meitin. Oltrepassato un canale nevoso proveniente dalla cresta stessa, ci si porta nell’ampio scivolo principale. Si può salire restando più a destra o direttamente al centro in funzione delle condizioni; le pendenze sono sempre sostenute (45/50°). Nella parte alta, bisogna passare a sinistra di un isolotto roccioso. Mantenendosi a destra, si raggiunge il tratto finale della Cresta del Meitin. Si punta quindi direttamente alla fascia rocciosa che costituisce la vetta e in particolare al canalino nevoso al centro. Lo si sale incassato in ambiente suggestivo e con pendenze sempre sostenute (45/50, tratto a 60°), fino ad uscire direttamente nei pressi della croce di vetta del Combin de Valsorey (4184 m, 3 h dall’attacco, 4.45 h dalla Cabane de Valsorey). Dalla cima, ci si abbassa al sottostante colle e si sale in bellissimo ambiente glaciale, rimanendo sempre in cresta o poco sul lato sinistro, al Combin de Grafeneire (4314 m, 0.45 h dal Combin de Valsorey, 5.30 h dalla Cabane de Valsorey).

DISCESA

Dalla cima si ritorna al colle posto tra il Combin de Valsorey e il Combin de Grafeneire e si inizia la discesa sul versante nord, entrando nel vasto plateau glaciale sottostante. Mantenersi sempre in direzione nord senza tendere verso sinistra dove porta il pendio, raggiungendo quota 4000 m circa fino a individuare con attenzione il punto per superare la fascia seraccata (Couloir Gardien). Si affronta quindi un primo tratto inclinato con andamento leggermente verso destra, seguito dalla sezione più sostenuta della discesa (45-50°). Superato il trappo più ripido, il terreno si apre in un ampio versante glaciale che conduce verso il plateau sottostante. Dal pianoro è preferibile perdere quota decisamente, evitando di traversare in alto sotto i seracchi, soggetti a frequenti crolli. Con un largo aggiramento ci si porta quindi sul lato opposto del ghiacciaio e si risale faticosamente al Col du Meitin (3609 m, 2.30 h). Dal colle si scende con attenzione il pendio nevoso, spesso su neve delicata al pomeriggio, e si raggiunge la Cabane de Valsorey (3.30 h), quindi la partenza (6.30 h).

osservazioni

Il Grand Combin è una montagna enorme, e raggiungerlo non è cosa semplice né scontata. Per salire la parete NO del Combin de Valsorey occorrono le giuste condizioni di innevamento, che di solito si verificano a inizio stagione, anche se molto dipende dall’andamento dell’annata. È possibile percorrerla anche durante la stagione scialpinistica (maggio), quando gli sci risultano indispensabili per l’avvicinamento ed è più facile trovare neve più morbida in parete.

Le difficoltà sono quelle classiche di una parete nord: più fisiche che tecniche, e fortemente legate alle condizioni della neve. Il versante è imponente e non è facile intuirne le reali dimensioni; una volta intrapresa la salita non vi sono veri punti di riposo o possibilità di fuga, ad eccezione del tratto finale. Prima del canalino conclusivo è infatti possibile uscire a sinistra (ingresso abituale per chi la scende con gli sci, ripido! E2 5.2), oppure più in basso salendo a destra dell’isolotto roccioso e raggiungendo la Cresta del Meitin.

L’avvicinamento alla Cabane de Valsorey è lungo ma piacevole, in un ambiente molto suggestivo; decisamente meno gradevole la salita al Col du Meitin, delicata con neve cattiva, soprattutto in discesa, e caratterizzata da un marcato pericolo di caduta pietre dalla soprastante Cresta del Meitin. La scelta più importante resta comunque quella della discesa. Il Couloir Gardien, qui descritto come discesa, è senza dubbio la soluzione più semplice e rapida, ma non priva di pericoli oggettivi. Individuarne l’attacco senza traccia o con brutto tempo non è scontato, e occorre prestare molta attenzione a non finire in altri punti della fascia seraccata, spesso strapiombante; una traccia GPS può risultare molto utile. In alternativa è possibile scendere lungo la Cresta del Meitin (doppie ben attrezzate), soluzione sicuramente più laboriosa ma anche più sicura.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Bibliografia
Cartografia
Salendo in Valsorey
Verso la Cabane de Valsorey
Sulla parete NO del Grand Combin
Verso il Combin de Grafeneire
La parete NO del Combin de Valsorey

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