Pace senza confini, una via senza infamia e senza lode a Tessari

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Logicità della linea

6

Ingaggio della salita

6.5

Bellezza dell'ambiente

7

Qualità della roccia

6.5

Eleganza dell'arrampicata

6.5

Merita più che altro per il giro

Negli ultimi anni sulle bastionate rocciose sopra il paesino di Tessari sono nate molte nuove vie multipitch di difficoltà abbordabili, che hanno reso la zona molto frequentata ed apprezzata specialmente per l’organizzazione di corsi di alpinismo. Una delle ultime aperture, già diventata una classica molto ripetuta, è la via Pace senza confini, opera di Tony Zanetti e Mario Brighente, quest’ultimo chiodatore attivissimo in valle e principale protagonista della (ri)scoperta di Tessari.

Sicuramente la comodità di accesso, sia a piedi sia in auto, ha avuto il suo peso; ma anche lo scenario in cui si arrampica, nonostante la presenza rumorosa dell’autostrada sottostante, può piacere: le pareti dominate dai forti di memoria napoleonica sembrano precipitare come in un canyon verso il fiume e il vicino canale, le vigne, le case dei piccoli borghi. Sulle bastionate di Tessari si può scalare quasi tutto l’anno avendo l’accortezza di scegliere gli orari giusti; la roccia calcarea non è ovunque compatta, almeno sulla via in questione, ma mediamente buona e ricca di appigli.

Sicuramente le vicine pareti di Brentino e Ceraino offrono di più in termini di qualità della roccia, esposizione e continuità nelle difficoltà; ma anche qui ci si può divertire e imparare a procedere su un terreno dal sapore alpinistico, nonostante la chiodatura generosa a spit. Pace senza confini, al netto di qualche discontinuità e di un avvicinamento meno comodo di altre vie, ha un buon sviluppo ed esce vicino alla vetta del Monte Cordespino: oltre all’arrampicata in sè è dunque un bel giro panoramico che senz’altro lascerà un ricordo piacevole a chi non ha mai visitato la zona.

Prima salita: Mario Brighente e Tony Zanetti, inizio 2022

MONTE CORDESPINO (TESSARI, 638 m) - PACE SENZA CONFINI

Gruppo Montuoso
Esposizione
Avvicinamento
45 min, 230 m D+
Discesa
A piedi (1 h, 473 D-)
Tempo totale
4.45 h (3 h la via)
Dislivello
473 m (250 m la via)
Sviluppo
360 m
Punti d’appoggio
Acqua
Fonte presso il Lago di Salarno. Al rifugio ufficialmente non potabile
Salita il
11 Marzo 2023
Itinerario
Via Pace senza confini
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
150 m – 623 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
D
Difficoltà tecnica
V+
passi di III
Chiodatura
S2
Ben spittata
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
12 rinvii, Da arrampicata

Caprino Veronese (VR), Versante sud Baldo e Sengio Rosso

ALTRE WEBCAM NEL GRUPPO DEL MONTE BALDO

Rifugio Telegrafo (VR), Monte Baldo
Rifugio D. Chiesa (TN) | Cima Monte Altissimo di Nago
Caprino Veronese (VR) | Versante sud Baldo e Sengio Rosso
Rifugio Chierego (VR) | Monte Baldo, Cima Costabella

PREVISIONI METEO GRUPPO DEL MONTE BALDO

INDICAZIONI STRADALI

Dall’uscita autostradale di Affi, seguire per Rivoli, dunque per Trento imboccando a Zuane la strada provinciale destra Adige. Scesi per un paio di tornanti, si supera l’abitato di Canale di Rivoli e si raggiunge poco dopo Tessari, con le pareti vicine e ben visibili. Superare un cavalcavia sull’autostrada e parcheggiare in uno spiazzo erboso vicino a un vigneto o sulla strada sterrata che lo costeggia. Fare attenzione alle proprietà private (non entrare nell’abitato).

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio si vedono due pareti entrambe con due strapiombi rossi: su quella più vicina sale la via il Leone di Nemea, su quella più a destra, situata sulla verticale della parete del Trapezio e dell’abitato di Tessari, sale Pace senza confini, che si lascia gli strapiombi sulla destra. Imboccare il sentiero principale che dall’ingresso nel parcheggio, presso il vigneto, sale dritto verso le pareti e poi tende a destra passando sopra le uscite delle vie del Trapezio. Proseguire tenendo d’occhio la parete che ogni tanto compare, e superato un piccolo ghiaione si rinviene un ometto. Abbandonare il sentiero e salire nel bosco ripido seguendo i bolli rossi. Raggiunta la base della parete piegare a destra costeggiandola fino all’attacco della via, scritta (30 minuti dal parcheggio).

SALITA

1° tiro: superare lo zoccolo su roccia ripulita e andare a sostare sotto uno strapiombo (20 m, III, 3 chiodi).

2° tiro: traverso un po’ gratuito a sinistra sopra un canale, sosta presso la base di un camino (12 m, 3 spit).

3° tiro: salire il camino su roccia a tratti infida, superata una strozzatura si può uscire a sinistra poi riportarsi sulla destra andando a sostare su un piccolo terrazzo (20 m, V, pp V+, 6 spit).

4° tiro: salire le placche grigie all’incirca dritti, la roccia migliora ma richiede comunque attenzione (15 m, V-, 5 spit).

5° tiro: continuare sulle placche con qualche bel passaggio verticale, subito dritti poi piegando un poco a destra (20 m, V, 7 spit).

6° tiro: ancora in parete seguendo una fessura verso sinistra, poi la si abbandona per superare uno strapiombino a destra nel punto più facile e uscire su una zona abbattuta (20 m, V, 7 spit).

7° tiro: per terreno più facile ma instabile (attenzione a non far cadere sassi perché finiscono in via!) piegare leggermente a destra e aggirare una paretina, continuare sempre in obliquo a destra camminando fino a un’altra parete con due clessidre con cordino (possibile sosta intermedia). Salire dritti sulla verticale della sosta per bella roccia lavorata (altre clessidre con cordoni) piegando infine a destra. Si sosta sul bordo della grande cengia che interrompe la via (50 m, II e III, 2/3 cordoni e una sosta intermedia).

Slegarsi e proseguire per tracce fino a una caratteristica placca a forma di parabola con sosta alla base (100 m circa).

8° tiro: a destra della placca per facili fessure. Si esce su un’altra cengia percorsa da un sentierino (che conduce alla vicina falesia Babo 2.0) e si va a sostare ai piedi dell’ultima parete (15 m, 3 spit, III).

9° tiro: affrontare il muretto compatto aiutandosi con la piccola fessura, poi traversare a destra qualche metro e riprendere dritto fino a una nicchia (20 m, V+, 6/7 spit).

10° tiro: strapiombino secco ma ben ammanigliato poi parete a buchi, si può stare nel diedro oppure più elegantemente a sinistra sul filo dello spigolo. Un breve tratto marcio vicino a una pianta precede il muretto finale con sosta al culmine della parete (20 m, V+, 6 spit), nei pressi della vetta del Monte Cordespino (638 m).

DISCESA

Seguire il panoramico crinale in direzione sud prendendo come riferimento il forte san Marco. Il sentiero con ometti e segni di vernice porta fino alla sella compresa tra il Cordespino e la parete che sorregge il forte. Qui si scende a sinistra verso Tessari seguendo i bolli rossi. A un primo bivio dopo una corda fissa tenere la sinistra, la traccia è ripida e un po’ cedevole, specialmente nel bosco, e ma ben battuta e facile da seguire. Raggiunto il sentiero percorso in salita si è in breve al parcheggio (40 minuti circa dall’uscita della via).

osservazioni

La via in sé non ci ha particolarmente entusiasmato: l’avvicinamento è piuttosto scomodo, i primi tiri piuttosto marciotti, la sezione successiva sulle placche sarebbe meritevole ma la roccia lascia sempre un po’ di dubbi. I tiri più belli, saldi e continui sono gli ultimi due, ma danno l’idea di essere un prolungamento un po’ forzato, come si trattasse di un tiro della vicina falesia.

La giornata splendida e tersa ha comunque aiutato a dare una buona impressione globale: la via non sale come altre a ridosso dell’autostrada ma sta un po’ più alta offrendo un bel colpo d’occhio sulla valle. All’uscita la vista sul lago di Garda è stata una piacevole sorpresa.

Meno piacevole invece la scarica di sassi piuttosto consistente che ci ha schivati sul 5° tiro, quasi sicuramente smossi dalle cenge soprastanti… il problema di vie come questa è che accesso breve e spittatura abbondante possono illudere di essere in falesia, invece si è su terreno alpinistico con tutti i pericoli e gli imprevisti del caso. E i gradi abbordabili possono condurci arrampicatori alle prime armi non abituati a certe accortezze – poi sia chiaro, i sassi possono farli cadere anche i più esperti! Sarebbe sempre meglio evitare di salire con altre cordate sopra. Forse essendo un’apertura abbastanza recente con le ripetizioni la situazione può solo che migliorare, di certo le ripetizioni sono già tante (sabato 11 marzo la hanno salita almeno 14 persone).

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

A Brentino ottime merende al bar della Gigia.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Webcam
Bibliografia
Cartografia
Attacco
Attacco
Il camino del 3° tiro
Il camino del 3° tiro
9° tiro
9° tiro
Panorama sulle bastionate di Tessari
Panorama sulle bastionate di Tessari

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