L‘Adige, i suoi canali, l’autostrada del Brennero, la ferrovia, le due provinciali gemelle si rincorrono e intrecciano come nastri nella pianura alluvionale; e dove non c’è asfalto ferro o cemento ci sono i vigneti. Sui ripidi fianchi della valle invece c’è spazio soltanto per boschi e roccia, o al più per fortini ed eremi appollaiati come nidi d’aquila sopra le rupi, unico segno della civiltà che con i suoi colori e rumori anima il ricco fondovalle.
In questo contesto si inquadra la scalata al Trapezio, placconata affacciata sul piccolo paesino di Tessari. Diverse vie facili, dall’accesso e rientro brevi, si prestano bene a corsi di alpinismo e a cordate che vogliono muovere i primi passi in autonomia. La roccia è generosa, ricca di appigli e possibilità di proteggersi anche dove sono stati piantati spit. Cappuccio del fungo è una delle prime vie aperte sulla parete, e porta la firma di uno dei chiodatori più prolifici del veronese e non solo: Eugenio Cipriani, firmato CIP. L’arrampicata divertente, mai sostenuta, la linea diretta, la roccia sempre ottima, rendono questa salita consigliabile e ripetutissima.
Prima salita: E. Cipriani, F. De Renzo, 1982




















1 commento
Ciao. E’ possibile eventualmente anche discesa con alcune doppie dalla via? MI pare di aver capito che c’è qualche traverso