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Classe 1987, geologo, agricoltore e alpinista. Alpinista alla Cassin, testardo e caparbio, quando decide dove salire, sale. In un’altra epoca sarebbe stato un fortissimo, oggi si diletta sulle vie classiche delle Alpi e nella ricerca di nuovi itinerari su roccia e ghiaccio in Appennino. Con pochi pari sul misto appenninico, su roccia è l’arrampicatore del V+ amante di diedri e camini dove sfrutta la sue lunghe leve e l’ottima tecnica. Predilige le comodità dei rifugi ai bivacchi, ha un problema irrisolto nella preparazione dello zaino, nella scelta della meta e con il brutto tempo ma una volta messo piede in montagna il suo intuito quasi infallibile, la sua conoscenza della meteorologia, la sua voglia di salire, scoprire ed esplorare lo rendono il compagno ideale.
Risiede nella natia e amata Urzano, dove cura i campi di famiglia, conta le nevicate e partecipa alla Sportiva del suo paese.
È sceso in politica come consigliere del suo comune e ai romantici del peace and love piace pensare che la vicinanza al mondo del compromesso abbia trasformato il compagno Piazza in un anarchico pronto ad imbracciare il forcone a cavallo del suo trattore rosso Same al grido di Urzano siempre!
Oggi insegna alle nuove generazioni somme e frazioni ma il suo cuore rimane sempre quello romantico che guarda fuori dalla finestra alla ricerca dei fiocchi di neve.
Parma, 1993. Ex giovane del gruppo, mi diverto nelle salite di tutti i tipi in montagna (i giri, come li chiamo io) che negli anni ci hanno avvicinato. La montagna è ormai per me un elemento sempre presente, seppur senza costanza, quello che in una ricetta si legge come QB. Sebbene non faccia troppe distinzioni sulla disciplina prediletta e tendo ad accettare (quasi?) ogni proposta dei venerdì sera delle chat, non nego il fascino che le ravanate suscitano in me molto più delle falesiate comode (e affollate). Sono uno degli ultimi baluardi ad aprirsi allo scialpinismo, sebbene per particolari motivi mi ritrovo ad avere in attivo più notturne che diurne skialp. Anche a un osservatore veloce non sfugge un certo ingombro al mio imbrago: colpa dell’immancabile mezzo fotografico con cui nel tempo ho fatto pace, specialmente per le foto che quasi divoro con gli occhi più volte anche a distanza di tempo. Nasco come escursionista d’Appennino, spesso solitario. Mi sono avvicinato all’alpinismo per ampliare i miei confini e soddisfare meglio la curiosità che mi ha portato in montagna e che continua a richiamarmi.
Classe 1987, matematico, scialpinista e alpinista della domenica. È l’uomo della battuta pungente, della precisazione, degli zero compromessi e del sorpasso facile. Ama la bella arrampicata, le vie comode e la bella roccia. Cultore della tecnica, non cerca la performance ma l’estetica del gesto. D’inverno si dedica allo scialpinismo e al freeride mentre in estate predilige le vie normali sulle grandi montagne delle Alpi. Il capello lungo, gli occhiali fluorescenti, i jeans corti e gli smanicati sono il suo look quotidiano, senza dubbio il più cool del gruppo!
Attualmente si dedica alla professione del papà e alle discese per le rapide dell’Appennino ma non fa mai mancare gli interventi a piede martello quando la tensione sulla meta del weekend segna il bollino rosso.
Classe 1994, tree climber e alpinista. E’ il più giovane del gruppo, vanta un amore giovanile per le montagne e l’alpinismo ma dopo una settimana alle pendici dei giganti della Valle d’Aosta sparì dalla circolazione per qualche annetto. Da qualche tempo è tornato alla carica con tanta voglia di fare e scalare. Ottimo arrampicatore e grande conoscitore delle Pietra di Bismantova e di tutta la ferraglia alpinistica, fa della forza e dell’esplosività una delle sue qualità migliori, talvolta esagerando e dedicandosi a una non molto voluta pulizia dei massi lungo le vie. Tra una potatura e una difficile via d’arrampicata si dedica anche a quella strana disciplina che i cultori amano chiamare artif moderno; e tra un clif e un chiodo a pressione ha già aperto la sua prima via sulle repulsive rocce dell’amata Pietra e siamo convinti che non sarà l’ultima!
Ha preferito le fessure melliche alle colline baciate dal marino e anche se ne abbiamo perso un poco le tracce quando si sale nella Yosemite nostrana ci accoglie sempre con il solito entusiasmo per le cime.
Se in una giornata di nuvole basse, quasi all’arrivo del buio o un istante prima dell’alba ti capitasse di trovarti sul crinale Tosco-Emiliano, potresti incontrarlo che armeggia con cavalletto e reflex; oppure ti basterebbe passare nel reparto vernici del Brico di Parma poche ore prima o dopo. Misha è capace di sopportare sia le raffiche del vento appenninico sia quelle delle domande spesso improbabili dei clienti.
E’ grazie a lui se il Braiola è finito in copertina al Montagne n. 68, e molte delle sue belle foto arricchiscono anche relazioni e racconti di Red Climber. Ottimo fotografo paesaggista, ha tenuto workshop e allestito numerose mostre a tema anche lontano da Parma: negli ultimi anni si è specializzato in antiche tecniche di stampa ed è pure diventato papà. In montagna di conseguenza ci va un po’ meno, e ormai non pratica più alpinismo né arrampicata sportiva, ma ogni tanto (circa una volta ogni 6 mesi) ricapita in palestra e forse non è ancora del tutto guarito dato che pare si tenga ancora!
È il vagabondo del gruppo. Ieri lo trovavi in Trentino o a Perugia, oggi a Parma o in Costa Azzurra, domani chissà. E’ rimasto avvolto in un alone di leggenda il suo viaggio dalla Basilicata al Verdon – e ritorno – nell’arco di un weekend. Bonattiano di ispirazione, preferisce la ricerca dell’avventura a quella del gesto: la sua è una scalata rude ma efficace, poca tecnica tanto cuore. Si è cavato belle soddisfazioni sul Bianco, il Cervino, il campo base del K2. Diventato pure lui babbo, sembra si sia finalmente calmato, e forse stabilizzato, vicino a Pisa… ma non si sa cosa può combinare da un giorno all’altro vedendo sempre le Apuane dalla finestra.
Uno degli ultimi acquisti del team, il dottor Bernardi ama specificare la sua provenienza da Borgotaro invece che da Parma: del resto il suo accento irriconoscibile parla prima di lui! Paolo è un alpinista completo, molto preparato e soprattutto modesto. Ha sempre alternato fasi in cui si butta a testa bassa su un’unica disciplina, che sia falesia, sci ripido, scalata su ghiaccio… e negli ultimi anni la scelta principale è stata la falesia, dove ha raggiunto risultati notevoli ma senza mai parlarne più di tanto, e lo stesso vale per le tante scialpinistiche solitarie di livello. Tra il 2017 e il 2018 ha salito con noi alcune tra le più belle ascensioni comprese nel blog (Nord Uia Ciamarella, Nord Gran Paradiso, Oppio al Pizzo, Cascata dell’Acquapendente…), poi lo abbiamo un po’ perso di vista, più che altro perché in falesia noi ci capitiamo poco e quando parte con gli sci chissà dove si va ad infilare!
Compare nella piattissima Parma più per caso che per scelta, e costretto alla terra del prosciutto per studiare i sassi (3° geologo del gruppo!!), inciampa negli elementi sopra citati. Per amicarseli sale l’Alpe di Succiso e altre cime dell’Appennino, si sorbisce eterne discussioni di meteo-dipendenti dalla neve e i racconti di epiche salite su meravigliose paretine appenniniche vendute come la Nord dell’Eiger. Placchista di livello, pare abbia salito ogni via possibile e immaginabile della sua amata Val di Mello, oltre che di qualsiasi altro luogo vi venga in mente. Tra i monti spicca con le scarpette, gli sci o le piccozze, ma si muove sempre con la pacatezza dei grandi. Oggi ‘abbandonato’ il granito per il macigno scambia passaggi, sicure in palestre e corsette in compagnia con frammenti delle sue scalate, e sul blog ci sta regalando piccoli scritti di grandi salite. Per ora solo dal meraviglioso mondo mellico, domani chissà. Il primo, giusto per muoversi su una placca tranquilla: Delta Minox.
Uno dei tanti geologi della compagnia, arriva dalle lande sotto il Lago Maggiore e ha la tipica parlata e flemma da milanese. Più che un alpinista, è un macinatore di dislivello e più in generale di chilometri: ha girato mezzo mondo con l’associazione Kalias, con cui collabora come guida, guidando la jeep in avventurose traversate schivando geyser e sabbie mobili… mentre con noi principalmente beve delle gran birre! E’ stato uno dei maggiori responsabili della degenerazione della compagnia dall’alpinismo invernale allo scialpinismo: ci ha insegnato a fare le inversioni e col tempo abbiamo imparato a farle meglio di lui, ma in discesa mantiene il primato per l’eleganza in curva, con pieghe di bacino degne di un gigantista.
In bicicletta invece dà il meglio in salita, millantando di dover sempre aspettare il collega geologo Piazza. Abituato nei suoi viaggi internazionali a interagire con la gente del luogo, fa la stessa cosa anche durante le gite con gli sci, fermando tutti per chiedere info sulle condizioni, magari anche dopo che ha già fatto tre discese. Pur essendo un foresto, sono pochi gli scialpinisti di Parma che non conosce; e quando si avvicinano i weekend potenzialmente buoni, se non è in Islanda o in Oman, state tranquilli che vi scriverà per sapere dove, quando, con chi andate!
Scialpinista di lunga esperienza e instancabile ravanatore, riesce a passare nel giro di poche ore dal fango e le pietre dei sentieri dove va a devastarsi a piedi o in MTB dopo lavoro, alla vita mondana di Parma, e viceversa. Spesso torna nella sua Romagna di cui conserva l’accento inconfondibile, ma è difficile per noi immaginarlo dentro le discoteche della Riviera, circondato dalla gente invece che da piante e ragnatele! Ha un carattere tranquillo e a volte fin troppo accomodante, tende a farsi andare bene pure le proposte più assurde, ma alla fine trova sempre il modo di divertirsi e trasmettere tutta la sua positività ai compagni. Ultimamente preferisce la MTB all’arrampicata, ma il suo livello di auto-lesionismo lo ha portato persino a fare cose molto vicine all’arrampicata con la bici in spalla. Sicuramente il suo ambiente prediletto è la neve, ha fiuto per capire dove lanciarsi con gli sci e farlo con stile. E’ pure un buon fotografo, ma gli anni passano pure per lui e ormai non si porta più la reflex nello zaino come ai primi tempi. Con la compagna Giulia si è da poco trasferito in Trentino per cominciare una nuova avventura di vita più vicino alle montagne.
Con le stagioni a passo di Giava: è un passo che varia in maniera imprevedibile, a seconda di quanto il Giava ha mangiato la sera precedente, di come ha dormito, del periodo dell’anno… in genere, essendo un diesel, su roccia ha sempre bisogno di almeno due o tre tiri per scaldarsi, mentre quando cammina o sale con gli sci ogni tanto parte a razzo senza un motivo apparente: è la trasformazione in Strava-rini! Sicuramente si è messo a registrare su quel segmento per diventarne la local legend. Vista la stazza, è votato più alla discesa che alla salita, e oltre ai tempi di percorrenza e ai dislivelli (più in breve, i K) gli piace molto misurare le velocità raggiunte. Non ama improvvisare né variare attività troppo spesso, si impone precisi e rigorosi metodi di allenamento per raggiungere i risultati: c’è l’anno dei 6c e quello dei 4000, anzi i 4K.
Sull’alimentazione fa però fatica a mettersi in riga… diverse volte ci ha lasciati basiti la quantità di cibo che è in grado di mangiare; e lo stesso vale per gli alcolici, che ha un’ottima predisposizione a smaltire rapidamente a differenza di Luca, che quando ha provato a tenergli testa ha finito per star male giocandosi l’ascensione del giorno dopo. Al di là delle bevute e del cronometro, è un compagno di cordata e di sciate attento e meticoloso, che capisce quando è il caso di rinunciare e quando invece si può osare qualcosa in più. Lavora autonomamente come fisioterapista, i pazienti (in breve pz) dicono se la cavi bene ma per ora nessuno della compagnia – per fortuna – lo ha dovuto contattare!
Già di “Orazio” non ce ne sono tanti in giro, ma di Orazio come il nostro ce n’è solo uno e inimitabile: ha già spento le 50 candeline, ma ha ancora la carica e voglia di fare di un ragazzino! Ha una passione sfrenata per piantare i chiodi, anche laddove non ce ne sarebbe bisogno, per il solo gusto di martellare… schiodare invece gli piace molto meno. Gran chiacchierone, pronto a conversare dei più disparati argomenti, ha mille esperienze di vita da raccontare ma non è mai chiaro quali siano vere e quali… bombe! Al proposito, pare che per lavoro trasporti sostanze pericolose ed esplosive. Millanta diverse aperture di vie sia sulle Orobie sia sul nostro Appennino, ma le descrizioni sono sempre vaghe e i pettegoli sostengono si tratti di rampe e “rumeghi” di II grado… ma chiodati! È comunque un alpinista che si arrangia bene sia su roccia sia su neve, e la naturale propensione a ravanare e tribolare ne ha fatto un compagno ideale di Luca nella ripetizione di alcune fra le vie più avventurose di questo blog. Ultimamente è combattuto tra le uscite alpinistiche e quelle con i corsi di escursionismo del CAI, terreni di caccia evidentemente migliori per uno come lui, instancabile anche nella ricerca di donne da portare a faticare su qualche cengia traballante o a riempirsi di zecche in prati ripidissimi.
Classe 89, si è formato insieme a Federico e Alberto nella scuola di alpinismo giovanile del CAI; ricomparso di recente sulla scena parmense dopo una parentesi di quasi 10 anni in Trentino, dove a suo dire si mangiava peggio anche se c’erano più montagne. Come tanti dei suoi colleghi laureati in Fisica, ha una certa percentuale di pazzia; vanta una ricca cultura non solo scientifica, e ama tirare fuori dal cappello inaspettate citazioni mentre fa sicura; quando scala invece canticchia, spaziando dal cantautorato italiano impegnato ai tormentoni più recenti o inventando di sana pianta. Arrampicatore dotato, ha grande capacità di lettura della roccia e dei movimenti da compiere, sale sicuro senza mostrare sforzi su gradi vicini al numero sette: predilige salire a vista, ma le rare volte in cui si ingaggia vicino al suo limite ecco che le canzoni d’autore diventano timidi urletti o strane imprecazioni imparate da qualche parte durante il suo soggiorno trentino.
Oltre all’arrampicata su roccia, pratica escursinismo e Mtb ed è un attento fungaiolo, di quelli che partono tardi e trovano dove gli altri non hanno visto. Tende ad essere un po’ pigro, va motivato e punzecchiato; non ama le lunghe trasferte in auto né gli avvicinamenti e discese esposti e ravanosi, ma una volta in ballo è attento e affidabile anche su salite complesse. Insegna alle scuole superiori e vive in collina insieme al suo gatto Ettore e a una collezione di piante grasse di cui va molto fiero.

Maglietta tecnica
REDclimber

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L’iconico colore rosso accesso e le linee classiche del logo di REDclimber.
T-shirt tecnica unisex realizzata in 100% Poliestere – 140 g/m².
Resistente per essere stressata, lavata spesso e consumata nelle vostre arrampicate e salite più impegnative in montagna o sfoggiata in tutte le attività sportive.
Taglie XS – S – M – L – XL
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Taglie XS – S – M – L – XL