Mont Flassin, una sciata gustosa nella valle del Gran san Bernardo

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Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

Linea di discesa8.5
Ingaggio della salita7
Bellezza dell'ambiente8
Gita molto frequentata ma con ampi spazi!
7.8

La zona di Crevacol è molto nota tra scialpinisti e freeriders. L’accesso da Aosta è rapido, le gite sono diverse e con esposizioni varie, la vicinanza alla cresta di confine e al colle del Gran San Bernardo (punto più basso tra la val d’Aosta e il Vallese) fa sì che spesso le perturbazioni provenienti da nord riescano a sfondare portando neve in abbondanza. La salita al Mont Flassin per l’omonimo vallone (comba), che sbuca presso il paese di Saint-Oyen, è una delle gite più frequentate: pur non essendo breve in termini di sviluppo e dislivello, sale pendii dolci e ampi, ideali per sciare e relativamente sicuri. Sono possibili diverse varianti di discesa e deviazioni su cime o colli vicini.

MONT FLASSIN (2772 m) – COMBA FLASSIN

Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

La comba di Flassin presso malga Flassin Alta

INFO TECNICHE
Itinerario
Salita per la Comba Flassin
Tipologia itinerario
Zona MontuosaCima
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
1400 m - 2772 m
Tempo
4.15 h
FrequentazioneMolto alta
TerrenoEsposizione
Dislivello
1330 m
Sviluppo
14 Km
Difficoltà scialpinisticaDifficoltà alpinistica
Nessuna
Attrezzatura consigliata
Normale da scialpinismo
Periodo consigliato
Salita in data
24/02/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Dall’uscita di Aosta sud seguire le indicazioni per il colle del Gran San Bernardo. Abbandonare la strada principale poco dopo il paese di Etroubles, girando a sinistra su Rue de Flassin. Superare un campeggio e lasciare l’auto presso il parcheggio della pista da fondo di Flassin (1400 m).

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

SALITA

Salire in direzione della valle soprastante cercando di non passare sulla pista da fondo (lasciarla sulla propria sinistra). Al suo termine individuare un ponticello e immettersi su una strada carrozzabile che attraversa ampie radure dove c’erano vecchie piste da sci. Raggiunta Malga Flassin (1654 m) la strada prosegue nel bosco su pendenze sempre dolci ma costanti, lasciandosi sulla destra il torrente. Si attraversano un paio di rii laterali (ponti), poi attorno a quota 2000 il bosco si fa via via più rado e si esce su terreno aperto. Tenersi a debita distanza dai pendii sulla sinistra (cascate di ghiaccio) che possono scaricare.

Si è a questo punto a un ampio anfiteatro: guardando dritto a ovest c’è il Colle Flassin, mentre il Monte Flassin è sulla sua destra e la traccia lo raggiunge seguendo la linea di minore pendenza. Puntare alla Malga Flassin superiore (2258 m) che si lascia a destra proseguendo per dossi al centro della valle. Sulla destra della malga c’è un evidente canale che può essere sfruttato come discesa alternativa.

Continuare a salire per le gobbe affrontando un pendio leggermente più ripido (30°), dunque superato un avvallamento proseguire in traverso verso nord (a destra) lasciandosi sulla sinistra una valletta ai piedi del ripido versante est del Mont Flassin. Piegando a destra prima della cresta è possibile raggiungere la Testa Cordella (2662 m), altra meta classica dalla quale si può scendere in modo più diretto alla Malga Flassin superiore. Se invece si vuole salire il Mont Flassin (2772 m), si arriva a un colle affacciato sulla vicina comba Citrin, dunque si segue la cresta (35°), fattibile sci ai piedi con buon innevamento.

DISCESA

La discesa più sicura è dall’itinerario di salita. Noi dalla vetta siamo scesi direttamente sul versante est (40° all’inizio, poi sui 35°), che presentava abbondante neve polverosa; al termine del muro, se non si traversa in tempo a sinistra, occorre risalire un poco per riprendere il traverso della traccia di salita. Non scendere troppo a destra nella valletta!

Ci siamo poi affacciati da un dosso dal quale abbiamo sceso il bel pendio sui 30° di poco a sinistra della traccia. Raggiunta la strada sotto la malga superiore, è possibile tagliare un po’ nel bosco a sinistra (pendenze dolci) tenendo la strada come riferimento, ma badando nella parte bassa a non avvicinarsi troppo al torrente.

OSSERVAZIONI

Siamo stati abbastanza fortunati ad attaccare la gita dopo una nevicata scesa la notte precedente, che ha coperto le tracce lasciate il giorno prima. Il giovedì sono scesi 30/40 cm di neve, e almeno un’altra ventina la notte tra venerdì e sabato. In salita abbiamo superato diversi gruppi, arrivando in vetta relativamente presto; in questo modo siamo riusciti a scendere su neve per gran parte intonsa tutta la prima parte dell’itinerario.

Trovato polvere soffice sul primo pendio ripido, poi via via più pesante scendendo, un poco ventata nella parte centrale ma tutto sommato ottima. A nord della cima si può osservare la comba di Citrin, più scomoda da raggiungere per via di un tratto di bosco ripido nella parte bassa… è una possibile variante di discesa, sicuramente meno battuta rispetto alla gita classica!

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Al parcheggio presso il centro fondo c’è un ristorante/pizzeria. Dato che era un po’ affollato, ci siamo fermati alla pizzeria Le Vieux Bourg a Etroubles, consigliata.

INFO UTILI
Previsioni meteoMeteo Val d'Aosta
Bollettino neve e valanghe
WebcamWebcam Crevacol
Punti d’appoggio
Bibliografia
Cartografia

 

Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

Pendio prima di entrare nella valletta finale

Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

Crestina finale

Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

Angelo imposta

Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

Luca in discesa dalla pala

Mont Flassin, scialpinismo gran San Bernardo

Bosco rado nella parte bassa

 

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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