Val Gelada, classico anello scialpinistico da Madonna di Campiglio

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Ormai in vista della Bocchetta dei Tre Sassi

Linea di discesa8
Ingaggio della salita7
Bellezza dell'ambiente9
Una classica del Brenta in ambiente incantevole senza particolari difficoltà, da non perdere!
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La salita della Val Gelada è una delle gite più famose nella zona di Madonna di Campiglio. Dalla bocchetta dei Tre Sassi è possibile scendere dall’itinerario di salita o, come proposto in questa relazione, continuare con un percorso ad anello scendendo la valle delle Giare fino a raggiungere le piste del Grostè. In questo modo si attraversa una zona meno affollata del Brenta, con discesa per bei pendii in vista del Lago di Tovel.

BOCCHETTA DEI TRE SASSI (2613 m) – ANELLO DALLA VAL GELADA PER LA VALLE DELLE GIARE

La Val Gelada

INFO TECNICHE
Itinerario
Anello dalla Val Gelada
Tipologia itinerario
Zona MontuosaCima
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
1682 m - 2613 m
Tempo
6 h
FrequentazioneAlta
TerrenoEsposizione
Dislivello
1280 m
Sviluppo
16 Km
Difficoltà scialpinisticaDifficoltà alpinistica
Nessuna
Attrezzatura consigliata
Normale da scialpinismo
Periodo consigliato
Salita in data
11/11/2023
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Risalire la valle di Madonna di Campiglio fino al paese, superarlo e proseguire sino alla località di Campo Carlo Magno. Raggiungere gli impianti della cabinovia Grostè; qui è possibile parcheggiare in alcuni spiazzi o nel grande parcheggio a pagamento.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

SALITA

Da campo Carlo Magno ci si dirige in direzione Nord Ovest seguendo la strada pianeggiante che costeggia la pista da sci di fondo fino a Malga Mondifrà (1630 m, 25 min). Una volta raggiunta si punta verso destra all’ingresso della valle soprastante. Dopo un tratto boscoso si attraversa una strettoia e si giunge ad un pendio più ripido (2050m, 1,30 h) che si risale sulla destra a fianco della parete per percorso non obbligato. Questo conduce alla parte alta della valle; si risale dapprima sulla sinistra e, dopo aver aggirato un ultimo risalto sulla destra in corrispondenza del sentiero estivo si giunge in vista degli evidenti “tre sassi”. Da qui si punta direttamente al Colle dei 3 Sassi (2613m, 3h) per percorso mai obbligato.

DISCESA

La discesa avviene dal colle in direzione opposta a quella di salita. Si imbocca il ripido canale (max 35°) e poi si piega a destra in traverso fino a dei bei pendii con vista Lago di Tovel. Giunti a quota 2150 m circa si rimettono le pelli e con un lungo traverso ascendente in direzione Sud si aggirano Cima Vagliana e Pietra Grande fino a risalire al Passo del Grostè (2430m). Da qui scendendo per le piste si rientra velocemente a Campo Carlo Magno. In alternativa, se le condizioni lo permettono, dalla Bocchetta dei Tre Sassi è possibile scendere per la via di salita.

OSSERVAZIONI

Gita classica in ambiente dolomitico senza particolari difficoltà. Il giro ad anello permette una gran sciata e l’attraversamento di un versante più silenzioso e meno affollato del Brenta. Il traverso per risalire al Passo del Grostè è lungo ma mai faticoso e l’ambiente è davvero magnifico. Peccato solo per la discesa dalle piste. Noi ci siamo stati prima dell’apertura degli impianti ma ma non abbiamo fatto in tempo a scendere prima che i gatti avessero iniziato a battere le piste.

Lo stesso itinerario è percorribile anche al contrario, usufruendo degli impianti del Grostè per la salita riducendo molto il dislivello complessivo in salita e potendo godere di una bella discesa lontano dalle piste.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Noi ci siamo fermati sulla strada del ritorno al Ristorante Speck Stube Alimonta per una birra e ottime bruschette.

 

Verso la Bocchetta dei Tre Sassi

Verso la Bocchetta dei Tre Sassi

Luca e il caratteristico foro sopra la Val Gelada

Il lungo traverso ascendente

Il lungo traverso ascendente

 

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Scritto da

Frasso

FRANCESCO SAVERIO MARTINI: Tutti dovrebbero vedere un ghiacciaio. Sono il più giovane e l’ultimo arrivato del gruppo. Cresciuto negli scout ho sempre amato andare in montagna, condividere il cammino, dormire in tenda e fare foto delle avventure vissute. Nel 2020, anche grazie al boom del momento, mi avvio allo scialpinismo e scopro il fascino della neve e dell’Appennino in inverno. Da quel momento inizio a sognare la montagna in tutte le sue forme e nel giro di un anno mi ritrovo assunto in un negozio specializzato. Da questa inaspettata scelta scaturiscono nuove passioni, nuove amicizie e molte opportunità di crescere come alpinista. I Redclimber mi adottano e senza troppi indugi mi introducono rapidamente all’alpinismo. La mia formazione da ingegnere si svela nella grande conoscenza dei materiali, nel gusto per la leggerezza e per il buon design delle attrezzature.

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