Cima Grostè, canale nord. Comoda gita in Brenta con piccolo finale alpinistico

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Cima Grostè - Canale nord e via normale

Linea di discesa8
Ingaggio della salita7.5
Bellezza dell'ambiente8
Una delle gite più ripetute del Brenta
7.8

La Cima Grostè è un’elegante montagna che svetta a nord dell’omonimo altopiano, raggiunto dagli impianti di Madonna di Campiglio, dove la neve resiste dall’autunno fino alle porte dell’estate. La possibilità di salire in cabinovia ne fa una montagna molto frequentata, almeno nel contesto del Brenta, e le piste permettono di scendere limitando i danni quando l’innevamento è scarso. Nonostante lo sviluppo contenuto, è una gita in quota, da intraprendere con meteo buono e condizioni della neve sicure. La via normale che arriva in cima, breve ma alpinistica, ne fa da degno coronamento.

CIMA GROSTÈ (2898 m) – CANALE NORD E VIA NORMALE 

Cima Grostè - Canale nord e via normale

Il canale nord di Cima Grostè

INFO TECNICHE
Itinerario
Canale nord
Tipologia itinerario
Zona MontuosaCima
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
1682 m - 2898 m
Tempo
5 h
FrequentazioneAlta
TerrenoEsposizione
Dislivello
700 m impianti + 450 m a piedi
Sviluppo
7 km
Difficoltà scialpinisticaDifficoltà alpinistica
PD
Attrezzatura consigliata
Normale da scialpinismo
Ramponi
Piccozza
6 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
01/01/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Risalire la valle di Madonna di Campiglio fino al paese, superarlo e proseguire sino alla località di Campo Carlo Magno. Raggiungere gli impianti della cabinovia Grostè; qui è possibile parcheggiare in alcuni spiazzi o nel grande parcheggio a pagamento.

Abbiamo parcheggiato QUI

SALITA

Risalire le piste fino al Passo del Grosté (2442 m, calcolare 2 ore abbondanti) oppure salire con la cabinovia (corsa solo andata 19 euro a gennaio 2024). Dal Rifugio Stoppani ci si porta all’arrivo della seggiovia poi si prosegue lungo l’altopiano puntando alla spalla di Cima Grostè, restando grosso modo sul filo del crinale. Alcune voragini dovute al terreno carsico possono rivelarsi insidiose con poca visibilità.

Arrivati sotto la montagna, si risale l’evidente canalone, all’inizio meglio stando sulla sinistra. Nella parte finale la pendenza raggiunge i 40° e conviene proseguire sci in spalla. Dopo la sezione più ripida ci si ritrova in una valletta sospesa: tenendo i pendii a destra (35°) si esce sulla sella di Cima Grosté, dove si possono lasciare gli sci se si intende andare in vetta.

La linea della via normale segue un diedro-canale evidente dalla valletta sospesa. Dalla sella si compie un traverso un po’ esposto di circa 80 metri tra due fasce rocciose (50°, presente uno spit e un cordone) fino a raggiungere la base del diedro (cordone). Seguirlo per i primi metri poi prendere una rampa sulla destra (50° o facile misto, fittone di calata e cordone) che conduce a un pendio meno ripido. Un ultimo  saltino e si è in cresta (sosta di calata appena sotto), quindi in vetta alla Cima Grostè (2898 m), molto ampia e panoramica.

DISCESA

Per scendere dalla cima si compie una doppia da 30 metri dall’ultima sosta fino al fittone, poi altra doppia da 20 fino all’inizio del traverso.

La discesa dalla sella avviene lungo l’itinerario di salita: il canale è ampio e ben sciabile, prestare attenzione a eventuali accumuli da vento. Dall’altopiano con qualche su e giù si raggiunge il  Passo del Grostè e da qui si rientra a Passo Campo Carlo Magno per le piste.

In alternativa dalla sella si può scendere il canale rivolto a sud (35°); raggiunta la Bocchetta Alta dei Camosci (2774 m), che separa la cima Grosté dalla cima Falkner, è possibile scendere il bel canale che conduce alla Vedretta di Vallesinella inferiore fino a quota 2300 circa, alla fine delle pareti. Da qui con una ripellata di circa 45 minuti si torna sull’altopiano del Grostè.

OSSERVAZIONI

Gita breve ma completa: la abbiamo affrontata il giorno dopo una nevicata che ha depositato circa 30 cm di neve su vecchio fondo compatto; nel canale c’era anche qualche accumulo di neve ventata trasportata dal versante sud (il canale su quel lato era ghiacciato). La via normale era intasata pure lei di neve fresca e abbiamo dovuto pulire un po’ per trovare quella sotto compatta. Le soste e gli ancoraggi comunque non erano coperti, ci siamo arrangiati con una mezza corda da 60 m e tre rinvii.

L’idea era di scendere verso la Vedretta di Vallesinella inferiore ma il canale non era coperto, arrivati all’imbocco sci in spalla abbiamo preferito risalire alla sella (alcune tracce scendevano a sinistra verso Cima Roma, ma da lì avremmo dovuto ripellare sull’altopiano pianeggiante). La poca luce dovuta alle velature e la neve prevalentemente ventata e appesantita sul canale non hanno reso la discesa particolarmente godibile; in compenso abbiamo riposato le gambe sulle piste, dove era appena passato il gatto, godendoci il tramonto sull’Adamello.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Consigliamo il Ristorante Speck Stube Alimonta per una birra e ottime bruschette.

INFO UTILI
Previsioni meteoMeteoTrentino
Bollettino neve e valanghe
WebcamWebcam Grostè
Punti d’appoggio
BibliografiaScialpinismo e ciaspole nelle Dolomiti di Brenta
CartografiaMappa Tabacco Dolomiti di Brenta

 

Cima Grostè - Canale nord e via normale

Salendo dal canale

Cima Grostè - Canale nord e via normale

Vista verso Cima Falkner

Cima Grostè - Canale nord e via normale

Il traverso esposto per andare a prendere il diedro-canale

Cima Grostè - Canale nord e via normale

Tramonto dalle piste

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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