Via Ypsilon, Finale. Una salita solare ed esposta sulla Rocca di Corno

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Finale Ligure via Ypsilon

Logicità della linea8.5
Ingaggio della salita6.5
Bellezza dell'ambiente8
Qualità della roccia9
Eleganza dell'arrampicata8.5
Breve ma elegante ed esposta
8.1

La Rocca di Corno è una delle mete invernali più gettonate nei dintorni di Finale Ligure, grazie alla sua esposizione a sud. Vista dalla valle di Calvisio, appare come una piccola montagna, ed è qui che nel lontano 1968 fu salita la Titomanlio, prima via del finalese. La via Ypsilon ha in comune con quest’ultima il primo tiro, poi si sposta leggermente a sinistra seguendo una linea esposta ed elegante.

Prima salita: R. Titomanlio, G. e E. Vaccari, 1974 (prima parte); M. Mesciulam il diedro finale

ROCCA DI CORNO (300 m) – VIA YPSILON

La Rocca di Corno

INFO TECNICHE
Itinerario
Via della Ypsilon
SettoreRocca di Corno
Zona MontuosaCima
Tempo
2,40 h (1,45 h la via)
Sviluppo
80 m
Avvicinamento
20 min
Discesa
20 min in doppia + 15 min a piedi
Difficoltà D+5cChiodaturaS2
Ottima a resinati
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
10 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
09/12/2017
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Da Finale Marina si segue l’Aurelia verso Genova, e superato un ponte si volta a sinistra verso Calvisio. Dal paese voltare a destra (stretto ponte) verso la frazione di Verzi: la Rocca di Corno è già ben visibile. Dopo alcuni tornanti, un’evidente e buona sterrata (indicazioni Antica via Julia/Augusta) si stacca pianeggiante a sinistra: seguirla fino a un piccolo spiazzo con tabella dei sentieri, dove si parcheggia.

Noi abbiamo parcheggiato qui.

AVVICINAMENTO

Scendere sotto la strada e superare un piccolo torrente, dunque salire nella macchia lungo la traccia più marcata, che con vari tornanti guadagna quota fino ai piedi della parete. La via attacca più o meno al centro, in un settore con vari monotiri. Superare un gradino a destra e raggiungere una piccola grotta, dove conviene lasciare gli zaini.

RELAZIONE

1° tiro: salire lo spigoletto  a destra della grotta, superando una pianta e sostare poco dopo su catena. Tiro in comune con Titomanlio (15 m, IV+, 1 fix).

2° tiro: traversare a sinistra in piena esposizione; con due belle spaccate si raggiunge una fessura che si segue con arrampicata verticale fino a uscirne a sinistra, sul terrazzino di sosta (30 m, 5c, 6/7 fix, 2 chiodi).

3° tiro: superare un breve ma ostico muretto giallo e sostare subito dopo (10 m, 5c, 1 clessidra, 1 fix).

4° tiro: salire a sinistra su placca compatta dunque imboccare un bellissimo diedro regolare (il diedro Mesciulam), che si segue fino a un comodo terrazzo poco sotto la cima (25 m, 5c, 5/6 fix e chiodi).

Se si vuole scendere in doppia all’attacco conviene fermarsi qui, altrimenti con un’altra breve lunghezza (IV) si supera l’ultimo muretto uscendo sul boschetto sommitale.

DISCESA

Dalla vetta per sentiero (a destra col mare alle spalle); oppure con una calata in doppia di 55 metri nel vuoto dalla sosta sull’orlo del terrazzino. Attenzione perché c’è una falesia molto frequentata alla base.

OSSERVAZIONI

Via breve ma meritevole, una delle grandi classiche di Finale: garantita esposizione, roccia magnifica e vista mare. La chiodatura è buona, sono stati lasciati alcuni dei vecchi chiodi ancora buoni; eventualmente si può integrare in uscita dal secondo e dal quarto tiro, i più belli e sostenuti. Qualche passo in fessura è un poco unto.

A Finale abbiamo salito anche la via Fivy al Bric di Pianarella (150 m, 6a+) e la via Grimonett al Bric di Pianarella (250 m, 6b).

RELAZIONE PDF

 

 

La Rocca di Corno al sole già di prima mattina

La Rocca di Corno al sole già di prima mattina

Finale Ligure via Ypsilon

Primo tiro

In uscita dal 4° tiro

In uscita dal 4° tiro

La repulsiva calata nel vuoto

La repulsiva calata nel vuoto

Misurando i metri e il vuoto della calata!

GALLERIA

Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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