Dedicata a Narcisa, Chiusa di Ceraino: fantastico calcare a picco sull’Adige

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Dedicata a Narcisa - Chiusa di Ceraino

Logicità linea9
Ingaggio della salita6.5
Bellezza dell'ambiente8
Qualità roccia9.5
Eleganza dell'arrampicata9
Gran bella via
8.4

Prima di raggiungere Verona e la pianura veneta, il fiume Adige attraversa un tratto di valle più stretto, chiuso da quinte rocciose che arrivano in più punti a lambire l’acqua: è la Chiusa di Ceraino, piccolo canyon frequentato ed apprezzato da ciclisti e motociclisti, passeggiatori e arrampicatori: su entrambi i lati del fiume ci sono falesie e vie di più tiri, mediamente brevi ma intense e su roccia quasi sempre ottima.

La via Dedicata a Narcisa è una delle salite storiche: 40 anni portati benissimo! Si trova nel settore principale (Ceraino classica), sulla sponda di Rivoli: attacca a pochi metri dal fiume, evita a destra gli strapiombi con un estetico traverso per poi uscire dalla parete in un grande diedro grigio. La richiodatura ha addomesticato un po’ l’impegno, ma la via rimane tosta per il suo grado – del resto basta guardare la parete da sotto per rendersene conto! La vicinanza con altre vie a spit può confondere un po’ i ripetitori.

Prima salita: Giuseppe “Beppo” Zanini con Bruno Bettio e Michele Macrì a più riprese tra 1982 e 1983

CHIUSA DI CERAINO (ROCCA DI RIVOLI, 200 m) – VIA DEDICATA A NARCISA

Dedicata a Narcisa - Chiusa di Ceraino

Verso il settore principale di Ceraino

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Dedicata a Narcisa
SettoreCeraino classica (settore centrale)
Zona MontuosaCima
Tempo
3 h (2,30 h la via)
Sviluppo
120 m
Avvicinamento
5 min
Discesa
A piedi + ferrata, 20 min (130 m D-)
Difficoltà TD-6bChiodaturaS2
Ottima a fix, soste con anello
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
15 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
17/03/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Uscire dall’A22 del Brennero ad Affi e seguire le indicazioni per Rivoli Veronese. Entrare nel paese e prendere la strada diretta al forte (via Caduti del Lavoro), dunque svoltare subito a destra in discesa su strada Battello. Seguire la strada in discesa a sinistra a un primo bivio fino a raggiungere il fiume Adige. La strada diventa sterrata e supera un vecchio ponte in legno (finché regge!); poco dopo compare il primo settore degli Scivoli, sotto il quale si può parcheggiare in alcune piazzole prima di una grande pozzanghera. Volendo si può proseguire poco oltre fino al termine della strada sotto il settore principale della falesia (alcuni posti auto, cercare di parcheggiare bene per non intralciare la circolazione e rispettando le proprietà private!)

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Seguire la sterrata fino alla base delle pareti, dunque superare un muretto a sinistra individuando un sentierino nella macchia che costeggia il fiume. Dopo un paio di minuti si è alla base della placca dove attacca la via vicino ad altre linee (nomi alla base).

RELAZIONE

1° tiro: salire la placca a buchi spesso umida fino a una cengia con un cavo di ferro dove si sosta (15 m, 5c, 5 spit).

2° tiro: dritti per il pilastro strapiombante sopra la sosta, ignorare sia il diedro a destra sia gli spit a sinistra. Dopo una prima parte sostenuta dove occorre muoversi bene sfruttando piccoli ma netti appigli, la parete si abbatte leggermente, poi si supera un ultimo strapiombino difficile. Si sosta su terrazzino un po’ scomodo (40 m, 6a+/6b, 13 spit).

3° tiro: ignorare gli spit che vanno in leggero obliquo a destra (di Una Razza una Faccia); traversare orizzontalmente a destra su bel muro a gocce fino a entrare in un diedro più appigliato. Seguirlo fino a una piccola cengia e superare facilmente lo spigolo. Sosta comoda alla base di un grande diedro grigio (15 m, 6a, 6 spit).

4° tiro: salire la magnifica placca a buchi a destra del diedro; superare uno strapiombino grazie a una lama rovescia e continuare sulla faccia destra del diedro (passo delicato in uscita) fino al terrazzino successivo (25 m, 6a, 7 spit).

5° tiro: continuare lungo la faccia destra del diedro (a sinistra la roccia peggiora un po’), superare strozzatura strapiombante ma ben presata e dunque vincere con bella spaccata l’ultimo tratto di parete. Prestare attenzione ai detriti sui terrazzini! (25 m, 5c, 7 spit).

DISCESA

Traversare a destra faccia a monte seguendo alcuni ometti e bolli gialli, fino ad affacciarsi sul versante nord. Scendere con facile disarrampicata un primo tratto, poi seguire una “ferrata” piuttosto esposta sul filo dello sperone che poi scende direttamente sul settore degli scivoli, vicino alla pozzanghera dove spesso si lascia l’auto. Attenzione a non smuovere sassi, sotto c’è una falesia! E’ possibile anche calarsi sulle placche dove inizia la ferrata con due doppie da 25 e 40 metri.

OSSERVAZIONI

Ho salito per la prima volta questa via con Matteo nell’ottobre 2022; con Giulia al terzo tiro ci siamo sbagliati, salendo per Una razza una faccia (6b), errore comunque rimediabile traversando a destra sulla cengia dopo la sosta. Una via particolarmente bella che ho rifatto molto volentieri! Ci seguivano Luca e Alice che però si sono calati al secondo tiro. Rispetto alla prima visita, la placca dove inizia la via ci si è presentata più pulita dalla vegetazione, dunque era possibile percorrere il primo tiro originale (che comunque sembra avere difficoltà analoghe al primo tiro di Una Razza una Faccia che sta 2 metri più a sinistra).

Il contesto e la chiodatura di Dedicata a Narcisa fanno sentire quasi in falesia: c’è pure spesso il pubblico di passeggiatori sull’altra sponda del fiume che guardano gli scalatori… però di fatto ci si trova su una piccola parete molto aerea, che esige attenzione e un po’ di margine sul grado, nonché cura a non smuovere sassi specialmente in uscita e in fase di discesa. Il rischio più concreto è comunque quello di sbagliare via, dato che ci sono veramente molte linee di spit vicine.

Sembra ovvio dirlo, ma meglio evitare di venire ad arrampicare qui nelle giornate di piena dell’Adige. Corrono voci di alcuni furti nelle auto parcheggiate, nel dubbio non lasciare nulla in vista – regola che vale sempre e comunque.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

A Rivoli la bottega alimentari dal Gilio è diventata ormai un’istituzione tra i climber e non solo. Panini creativi e particolarmente ricchi, se è affollata c’è un po’ da attendere ma quasi sempre ne vale la pena! Possibile anche acquistare le guide di arrampicata della zona.

 

Dedicata a Narcisa - Chiusa di Ceraino

Primo tiro

Dedicata a Narcisa - Chiusa di Ceraino

In uscita dal diedro del quarto tiro

Dedicata a Narcisa - Chiusa di Ceraino

Quinto tiro: diedro vertiginoso!

Dedicata a Narcisa - Chiusa di Ceraino

Panorama sulla Chiusa di Ceraino dall’uscita della via

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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