Batman in Marmolada, placche e strapiombi sulla Corna delle Capre

0
Corna delle Capre, Batman in Marmolada

Logicità linea8
Ingaggio della salita7
Bellezza dell'ambiente8
Qualità roccia9
Eleganza dell'arrampicata9
Non è la Marmolada, ma la roccia è di quelle che si ricordano!
8.2

L’area di Zone è molto nota battuta dagli arrampicatori per le comode e belle falesie situate in Valle dell’Opol; in una valle parallela posta appena più a nord (la Valle di Gasso) si trova la Corna delle Capre, con la sua parete solare dove le placche a buchi grigie si alternano a erosioni rossastre dall’aspetto vagamente finalese. Le vie sono state chiodate a spit dagli anni 80 in avanti da alpinisti locali, dopo alcune salite esplorative ormai dimenticate del decennio precedente. Batman in Marmolada, è una delle vie moderne più ripetute e apprezzate della parete: un’arrampicata atletica ben protetta a spit, dove anche in pieno inverno ci si può godere il tepore della roccia scaldata dal sole.

Prima salita: S. Zizioli, G. Mafessoni, 2001

CORNA DELLE CAPRE (1100 m circa) – BATMAN IN MARMOLADA

Corna delle Capre, Batman in Marmolada

La parete principale della Corna delle Capre

INFO TECNICHE
Itinerario
Batman in Marmolada
SettoreParete Sud
Zona MontuosaCima
Tempo
3,30 h (2.15 h la via)
Sviluppo
110 m
Avvicinamento
30 min, 120 m D+
Discesa
In doppia e a piedi, 45 minuti, 140 D-
Difficoltà TD6bChiodaturaS2
Ottima a spit, piastrine artigianali sul terzo tiro.
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
12 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
05/08/2023
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

A circa metà del Lago di Iseo, abbandonare la strada statale seguendo le indicazioni per Zone. Subito dopo Cislano, presso un maneggio, imboccare una strada stretta a destra che risale la valle dove la parete della Corna delle Capre è già ben visibile. Dopo un paio di tornanti la strada diventa inghiaiata ma su buon fondo. Dopo una serie di tornanti, si supera una malga con prato sulla sinistra vicino alla parete, appena oltre il bivio che entra nella proprietà (pannello informativo) si trova un piccolo parcheggio con posto per 2/3 auto.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Prendere il bivio e tenere la destra senza entrare nella proprietà privata. Seguire il sentiero Cai per circa 5 minuti fino a un ghiaione, che si risale su vaghe peste. Al suo termine si trova una traccia più evidente che costeggia la base delle pareti: prenderla a sinistra, e dopo un breve tratto in discesa si raggiunge l’attacco su una piccola cengia con cavo metallico. Il primo tiro è in comune con le vie Figlio del Nepal e Niente Caramelle agli sconosciuti; appena a sinistra sale Titti e Marena (spit neri).

RELAZIONE

1° tiro: seguire la linea di spit più a destra su bella parete grigia lavorata con un paio di strapiombini. Ignorare la sosta a sinistra della via ‘Titti e Marena’ e continuare superando un muretto giallo a destra uscendo su una rampa. Superare un’altra sosta con piastrine e salire brevemente la rampa a sinistra fino alla sosta su due spit da unire (35 m, 6a, 13 spit).

2° tiro. spostarsi a sinistra in un diedro e rinviare gli spit a destra sulla placca grigia sopra la sosta (è possibile stare anche sulla placca ma le difficoltà aumentano). Prestare attenzione a qualche blocco poco stabile nella parte finale rossastra prima degli strapiombi, che si superano su buone prese (leggermente unte) sfruttando anche il diedro. Quando la parete torna verticale, traversare a destra su buconi fino a una sosta appesa su 1 spit + 2 piastrine (25 m, 6b, 11 spit).

3° tiro. traversare a sinistra su placca compatta con piccoli ma buoni buchi, seguendo gli spit (le piastrine più a sinistra sono della via Figli del Nepal). Superare una parete rossastra su grandi buchi, dunque proseguire a destra su un muro verticale compatto, prima con fessura poi con esaltante sequenza su piccoli buchi che compaiono uno dopo l’altro come per magia. Raggiunta una cengetta, ci si sposta 2 metri a sinistra sostando su 1 spit + 2 piastrine (30 m, 6b, 12 spit).

4° tiro: dritti seguendo le piastrine (tiro in comune con figli del Nepal), placca verticale con buchi via via più facile. Sosta su catena (20 m, 6a, 7 spit).

Se si vuole scendere in doppia è meglio fermarsi qui; un ultimo breve tiro (che noi abbiamo concatenato col 4) permette di uscire dalla parete.

5° tiro: dritti sopra la sosta superando un passaggio duro, poi via via più facile. Attenzione agli ultimi metri sotto la sosta, blocchi instabili e sassi smossi, un po’ a rischio quando si recuperano le corde doppie (15 m, 5c/6a passo 6b).

DISCESA

Discesa a piedi dalla vetta possibile ma non verificata.

Noi siamo scesi con una doppia da 50 m fino alla S2 di Titti e Marene sotto uno strapiombo, poi con altra calata da 50 m alla base.

OSSERVAZIONI

Via breve ma intensa, i due tiri centrali sono magnifici e di soddisfazione. Le multipitch in questo settore sono numerose e corrono vicine tra loro… è dunque facile confondersi, ma le difficoltà sono simili. C’è qualche scritta ormai sbiadita, conviene più guardare il tipo di spit/piastrine.

Abbiamo salito questa via concatenandola con Salto nel passato in piena estate, ma soltanto perché aveva fatto una passata fredda la notte precedente. Fino alle 12 si è arrampicato bene, poi ha iniziato a fare fin troppo caldo.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Consigliato il ristorante/maneggio Val Tress all’imbocco della valle. Ottimi formaggi e personale simpatico!

 

Corna delle Capre, Batman in Marmolada

Il ghiaione di avvicinamento

Corna delle Capre, Batman in Marmolada

Verticalità in fase di calata

ALTRE SALITE IN ZONA

Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

Nessun commento

Salita Consigliata