Ultimo volo per Miami, Muzzerone. Bella salita sostenuta sulla Parete Striata

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Ultimo volo per Miami - Muzzerone

Logicità linea8.5
Ingaggio della salita7.5
Bellezza dell'ambiente9
Qualità roccia8.5
Eleganza dell'arrampicata9
Gran bella via
8.5

Le scogliere del Muzzerone, a ovest di Porto Venere, sono il principale sito di arrampicata del Levante ligure, e la Parete Striata è la più grande struttura rocciosa della zona. Le vie si sviluppano fino oltre 200 metri, su un calcare a tratti meraviglioso; lo scenario è solare e ameno, l’orizzonte alle spalle totalmente occupato dal mare, i cui rumori sono gli unici che si sentono oltre alle voci delle cordate. Ma la parete tende a fare una certa selezione, per cui non si troverà mai troppa ressa! Piuttosto, è facile confondersi per via delle tante linee di spit che corrono vicine e talvolta si intersecano.

Ultimo volo per Miami sale nel settore sinistro della Striata, ed è senz’altro tra le vie più meritevoli della parete. L’arrampicata è varia, con movimenti spesso eleganti, l’esposizione si fa sentire ma è mitigata da una chiodatura a spit sicura e tutto sommato generosa. Le difficoltà sono comunque continue, e se ci si vuole divertire conviene presentarsi con il giusto allenamento oppure avendo presente lo stile di scalata della parete, dove ci sono altre vie più abbordabili.

Prima salita: R. Vigiani, anni 90 (?)

MONTE MUZZERONE (325 m) – PARETE STRIATA  – VIA ULTIMO VOLO PER MIAMI

Ultimo volo per Miami - Muzzerone

La Parete Striata

INFO TECNICHE
Itinerario
Ultimo volo per Miami
SettoreParete striata
Zona MontuosaCima
Tempo
4.20 h (3,40 h la via)
Sviluppo
210 m
Avvicinamento
0.30 h, 180 m D-
Discesa
a piedi, 10 minuti
Difficoltà TD+7aChiodaturaS1
Ottima a spit
RocciaCalcare - MarmoTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneBassa
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
15 rinvii
Da arrampicata
Periodo consigliato
Salita in data
28/01/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Attraversare La Spezia seguendo le indicazioni per Portovenere; raggiunto Le Grazie, svoltare a destra (indicazioni Palestra Rocciatori) e tenere la sinistra ai vari bivi, puntando a una grande cava in cima alla montagna. Gli ultimi due km di strada sono piuttosto sconnessi. Parcheggiare all’ultimo tornante prima del Forte, presso un tavolo da picnic.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Imboccare il sentiero CAI 1a che si stacca proprio dal tornante. Lasciarsi a destra il bunker (antenne) e continuare a scendere fino a una vecchia cabina elettrica: subito dopo imboccare un sentierino (ometto) che scende a destra, raggiungendo i tetti di vecchie baracche. Scendere aiutandosi con una scala a pioli e dunque proseguire a sinistra lungo una ripida discesa con corde fisse.

Si raggiunge così la cima del Pilastro della Discordia, presso l’ultima sosta di Sogno Infranto. Da qui si è staccata nel 2020 una grande frana e l’accesso per un certo periodo è rimasto impraticabile. Sul bordo destro della frana scende una corda fissa che costeggia la base della parete poi scende direttamente (attenzione ai sassi smossi). Raggiunta la cengia, continuare a costeggiare la parete superando gli attacchi di diverse vie. Subito dopo Tempi Duri attacca Angina Pectoris (targhetta alla base un po’ alta, conviene partire da una piazzola 2 metri sotto).

In alternativa all’accesso solito, un po’ pericoloso per via dei sassi, è stata attrezzata una linea di 4 calate da 35 metri lungo la via Ossi di Seppia.  Ci sarebbe anche la possibilità di arrivare alla base della parete Striata seguendo l’avvicinamento di Chi vuol esser lieto sia e poi traversando oltre il pino lungo vecchi cavi d’acciaio e corde fisse, ma visto il cattivo stato dell’attrezzatura e l’esposizione, questo avvicinamento è da ritenersi sconsigliabile.

RELAZIONE

1° tiro: salire la placca in obliquo a sinistra puntando a un evidente diedro: sullo spigolo alla sua sinistra sono visibili gli spit di Powa, mentre Ultimo volo… sale le placche sulla destra, caratterizzate da un bel calcare lavorato a gocce. Nella seconda parte del tiro è possibile sfruttare il diedro. Un ultimo passaggio liscio conduce al terrazzino di sosta (40 m, 14 spit, 6a+/6b).

2° tiro: salire a destra della sosta puntando a una grande lama rovescia che si segue verso destra aggirando lo spigolo. Per terreno più facile si raggiunge un diedro leggermente strapiombante, da cui si esce a sinistra con bei movimenti non scontati. Continuare a obliquare a sinistra sfruttando buone lame fino alla sosta al culmine di uno spigoletto. Attenzione a una presa molto ballerina appena sotto la sosta (20 m, 8 spit, 6b).

3° tiro: salire a sinistra su splendida placca con concrezioni. Superare un muretto strapiombante ben appigliato e puntare a un diedro strapiombante tendente a sinistra, un po’ sbilanciante. Uscirne a sinistra grazie a una piccola presa a clessidra. Appena sopra a destra si trova la sosta (20 m, 8 spit, 6b+).

4° tiro: puntare al minaccioso tetto sopra la sosta, che si supera direttamente con duro passo di blocco (Ao, utile in caso cordino per staffare); puntare alle lame sulla destra e procedere in dulfer sul diedro strapiombante; uscire a sinistra (passo d’incastro nella fessura o spigolo a sinistra) andando a prendere un secondo diedro più liscio e tecnico. Uscire anche da questo sulla sinistra con ampia spaccata e sostare subito dopo (25 m, 10 spit, 6b+, passo di A0/7a?).

5° tiro: salire dritti per la placca a sinistra della sosta, con alcuni movimenti non immediati. Uscire su terreno più facile prestando attenzione ad alcuni blocchi instabili a sinistra della linea (30m, 9 spit, 6a/6a+).

6° tiro: spostarsi a destra superando un breve muretto verticale, dunque infilarsi nella fitta vegetazione puntando alla parete sulla propria destra. Sostare vicino a un vecchio cavo d’acciaio, 2 spit da unire (15 m, 2 spit, passo 5a poi facile).

7° tiro: a sinistra della sosta per la parete ben lavorata; un tratto più appoggiato tendente a destra conduce al muro finale, inizialmente strapiombante (ottime prese), che termina su una micro-guglia con bella vista. Sosta su 2 spit da unire (40 m, 14 spit, 6a).

DISCESA

Scendere dalla guglia per crestina a sinistra raggiungendo un boschetto pianeggiante, si sale a destra (ometto) lungo un vago crinaletto boscoso fino a uscire presso un bunker (ben visibile dall’uscita della via), che si aggira a sinistra o si supera direttamente scalando il muretto. Appena sotto si trova il sentiero CAI 1a percorso all’andata, che seguito a sinistra riporta in pochi minuti all’auto.

OSSERVAZIONI

Magnifica salita che spicca tra le altre della parete Striata per la continuità. Escluso il breve tiro di raccordo nel bosco e la prima parte del successivo, l’arrampicata è esigente e alterna placche, diedri, strapiombi. Non sempre si segue la linea più logica, bensì si va in cerca della roccia più buona, del passaggio elegante. Lo strapiombo del quarto tiro è il passaggio che appare più forzato, un boulder secco e molto fisico decisamente più duro rispetto agli altri passaggi; comunque “addomesticabile” con un po’ di astuzia grazie agli spit non lontani. Abbiamo trovato una splendida giornata di sole, scalando in maglietta: una cordata vicino a noi ha salito Supernova, mentre due amici erano dal lato opposto su Chi vuol esser lieto sia, insieme ad altre 2 o 3 cordate.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Bar e forno dove prendere la focaccia alla mattina a Le Grazie, vari bar anche a Fezzano Ligure.

 

Ultimo volo per Miami - Muzzerone

Primo tiro: belle placche a gocce

Ultimo volo per Miami - Muzzerone

Secondo tiro

Ultimo volo per Miami - Muzzerone

Partenza del terzo tiro: roccia fantastica!

Ultimo volo per Miami - Muzzerone

Sesto tiro, uscita della via

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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