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Melissa Slimoncella, una facile via clean sopra il Lago di Garda

by Montagnatore
7 minuti di lettura
Quinto tiro, traverso iniziale

Affacciata sul lago di Garda, in posizione solare sul versante sud est del monte Pizzocolo, la Parete di Sanico è stata riscoperta negli ultimissimi anni dalla guida Stefano Michelazzi, cui si devono una manciata di vie lunghe su roccia ottima. Melissa Slimoncella è una delle più facili: attrezzata soltanto con cordini (soste comprese), è un buon banco di prova per piazzare protezioni veloci, sfruttando le tante fessure e buchi di questo calcare ruvidissimo e lavorato. L’arrampicata non è mai troppo sostenuta e c’è qualche tratto camminabile qua e là; però le lunghezze centrali sono davvero belle, con due traversi piacevolmente esposti e una lama tutta da godere (e proteggere!).

Avvicinamento comodo e discesa in doppia con qualche pianta di troppo, ma tutto sommato agevole. Insomma una via meritevole, dove di certo non si trova la coda!

Prima salita: Stefano Michelazzi, Eleonora Lavio il 13 aprile 2016

PARETE DI SANICO – VIA MELISSA SLIMONCELLA

Rigole o cannellures sulla Parete di Sanico

INFO TECNICHE
Data Uscita17 dicembre 2017CompagniLuca Castellani, Pietro Cattani
Settore Parete di Sanico, 500 m circa, Toscolano MardernoItinerario - ViaVia Melissa Slimoncella
EsposizioneSEPeridio consigliatoInverno
Tempo2/3 h la via, 20 minuti avvicinamento, 1 ora discesa (doppie comprese)Sviluppo200 m
Difficoltà D+. Tre passaggi di VI-, tratti di V, spesso III e IVChiodaturaAssente. Solo cordini in clessidre e alle soste
Tipologia arrampicata Diedri e traversiRocciaCalcare ottimo
MaterialeSerie di friend fino al 2 BD, nut, cordini. Bibliografia utilizzataSchizzo su Gardaclimbing.it
Giudizio100100100Consigliata Sì, una salita clean su difficoltà abbordabili!

INDICAZIONI STRADALI

Percorrendo la Gardesana occidentale si raggiunge Maderno; appena prima del ponte dove inizia il paese di Toscolano, svoltare a sinistra verso Maclino, poi seguire le indicazioni per Sanico. Raggiunta questa frazione, superare una strettoia fra le case (cartello CAI per la Parete di Sanico) e proseguire un paio di km lungo una strada molto stretta fino a una sbarra, dove conviene lasciare l’auto (pochi spiazzi).

AVVICINAMENTO

Continuare lungo la strada asfaltata fino a una proprietà privata, dove il sentiero sale a sinistra (cartelli e bolli arancioni); la parete è già ben visibile. Poco dopo un cancello, scendere a destra per ripida traccia (ometto) fino a intercettare sentiero più comodo – proveniente dal cancello – che si segue a sinistra. Seguendo bolli e ometti, su terreno via via più ripido, si traversa fino alla base della parete. La via è la prima che si incontra, nome alla base, vicino a Let’s Danc (0.20 h).

RELAZIONE

1° tiro: salire a sinistra facendo attenzione alla roccia, superare un albero e puntare a un diedro un po’ disturbato dalla vegetazione. Conviene salire il pilastrino sulla sua sinistra (cordino su spuntone). Dal culmine del pilastrino salire un muretto verticale grazie a una buona fessura (VI-), poi per placca più facile fino alla sosta, clessidre con cordone (40 m, V, VI, IV+, 4/5 cordini su clessidre, albero e spuntone).

2° tiro: spostarsi ancora a sinistra per semplice crestina a filo del bosco, superare un facile camino fino a una placca più compatta: la si affronta traversando ancora a sinistra, per poi uscire dritti raggiungendo il terrazzino con la sosta, clessidre con cordone (30 m, III, V, V+, 4 cordini in clessidre e spuntone).

3° tiro: traversare a destra per risalti facili e doppiare uno spigolo; dritti per fessure e belle rigole, dunque bel traverso su buchi a sinistra (conviene stare bassi). Sosta un po’ scomoda su piccolo terrazzo, cordoni in clessidra. In alternativa albero con cordoni e maillon 3 metri più su (35 m, II, IV+, VI-, 3 cordini in clessidra).

4° tiro: superare il muretto con piccola fessura a sinistra della sosta, dunque traversare facilmente a sinistra fino a una stupenda lama ben proteggibile che si segue fedelmente sempre a sinistra. Ignorare un diedro verticale molto attraente e continuare a seguire la lama (foto sopra), sempre più larga (buono spuntone) fino al suo termine. Sosta scomoda su grande spuntone (25 m, V, IV+).

5° tiro: traversare a destra stando bassi (passo chiave, alberello utile per proteggersi), sfruttando una fessura e un paio di buoni buchi. Salire ora a destra degli strapiombi per un bel diedro/camino, via via più facile (attenzione a qualche blocco instabile). Poco dopo inizia una nuova divertente lama, al cui termine conviene sostare comodamente su pianta (35 m, VI-, V-, IV, 2 cordini su clessidra).

6° tiro: dritti per le facili placche a rigole, molto estetiche ma anche taglienti! Consigliato indossare le scarpe normali… Sostare su spit e anello al primo terrazzo comodo (25 m, III, 1 spit della via Chela de Biass, 2 cordini in albero e clessidra).

DISCESA

Direttamente dall’ultima sosta su anello (ignorare la traccia a sinistra), con una doppia da 25 metri appena a sinistra dell’ultimo tiro (faccia a monte); poi altre due calate dritte da 23 metri fino al bordo di uno strapiombo, dove un’ultima doppia da 30 metri deposita sul bosco. Da qui seguendo i bolli rossi (qualche corda fissa) si torna all’attacco.

OSSERVAZIONI

Salita divertente, di cui si apprezza soprattutto l’ambiente  panoramico e la roccia di qualità straordinaria (qualcuno ha fatto addirittura il paragone con Paklenika!). Il lago fa da “solarium” e permette di arrampicare in maglietta anche in pieno inverno, senza trovare la ressa di altre destinazioni più gettonate – vedi Arco, dove vie molto simili a questa, magari con una manciata di spit in più, contano centinaia di visite! La vicina Let’s Dance (260 m, VI, max VII, ) pare essere la via più ripetuta ed apprezzata della parete.

Info e schizzi delle vie sul sito Gardaclimbing.

RELAZIONE PDF

 

 

Primo tiro

Primo tiro

Quarto tiro

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1 commento

Giacomo 5 Maggio 2023 - 17:41

Caduta sassi che pende sulla base della parete dove depone l’ultima calata. Prestare attenzione. Non sostare alla base.
Attacco delle via non trovato. Abbiamo ripiegato su arichi

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