Corna di Medale, via dell’Anniversario. Una parete sopra la città

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Corna di Medale - Via Anniversario - Luca sul 4° tiro

Logicità linea9
Ingaggio della salita8.5
Bellezza dell'ambiente8
Qualità roccia9
Eleganza dell'arrampicata9
Gran bella via
8.7

La Corna di Medale rivolge verso sud, a picco sulla città di Lecco, una parete densa di storia: qui nel 1931 Riccardo Cassin e Mario dall’Oro hanno aperto una delle più famose e, forse, la prima via di bassa valle delle Alpi italiane [Corna di Medale – Via Cassin]; e nei decenni seguenti altri grandi nomi dell’alpinismo lombardo e non solo (basti citare Walter Bonatti e Alessandro Gogna) vi hanno lasciato la propria firma. Il Medale è diventato un laboratorio di arrampicata “urbana”, dove si sono spinti verso l’alto i limiti dell’arrampicata in libera e in artificiale, soprattutto  in inverno quando più in quota c’è freddo e neve. La via dell’Anniversario è uno degli itinerari più ripetuti e apprezzati: una linea logica su roccia praticamente perfetta, dove l’arrampicata è abbastanza omogenea sul V+/VI, con pochi passi più difficili dove ci si può arrangiare in A0 se non si ha abbastanza margine sul grado. Le soste con catena e qualche spit lungo i tiri non la rendono comunque una via “plaisir”: sia lo sviluppo sia il tipo di terreno, che nonostante lo sfondo cittadino e l’accesso comodo è pur sempre una parete alta 300 metri con tutti i suoi pericoli oggettivi, ne fanno un itinerario più alpinistico che sportivo.

Prima salita: Giuliano Uboldi, Maurizio Borghi, 1 maggio 1986

CORNA DI MEDALE (920 m) – VIA DELL’ANNIVERSARIO

Corna di Medale - Via dell'Anniversario

La parete della Corna di Medale col tracciato indicativo della via Anniversario

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Anniversario
SettoreParete Sud
Zona MontuosaCima
Tempo
7,45 h (6 h la via)
Sviluppo
330 m circa
Avvicinamento
0.45 h, 250 m D+
Discesa
A piedi, 1 h (500 m D-)
Difficoltà TD-VIIChiodaturaRS2
Fix da integrare, soste a fix
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
Serie di friend (da 0.3 - 2 BD)
15 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
25/03/2023
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Lecco, facendo attenzione a non saltare l’ultima uscita in galleria sulla superstrada che arriva da Milano. Seguire le indicazioni per la Valsassina attraversando la città (molti bivi, utile navigatore). Oltrepassare Laorca e al primo tornante voltare a sinistra (paline CAI). La strada (senza uscita) torna in paese nella parte alta, ci sono alcuni posti auto vicino alle case lungo il marciapiede e nel piazzale dove si deve fare manovra per tornare indietro.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Entrare nel borgo passando davanti alla chiesa; seguendo le indicazioni per il Medale si cammina lungo un tratturo a mezza costa passando sotto al cimitero e poi vicino ad alcune abitazioni: seguire i cartelli evitando di entrare nelle proprietà private. Raggiunta una strada asfaltata sotto le reti paramassi, la si segue a destra raggiungendo poco dopo dei prati con una baita: qui si devia a sinistra sul sentiero per la ferrata del Medale. Quasi subito lo si abbandona per un altro sentiero con bolli e ometti che sale verso l’estremità destra della parete. Raggiunta la base, la si costeggia per marcata traccia: si incontra l’attacco della via Taveggia e poi quello della via dell’Anniversario, ampia piazzola e scritta alla base dell’evidentissimo pilastro chiaro.

RELAZIONE

1° tiro: salire il pilastro fessurato, via via più verticale (V/V+). Nell’ultima parte una piccola fessura con chiodo impone qualche passaggio più difficile (VI+/A0), fino in sosta (30m, 4 fix, 2 chiodi, 6a+).

2° tiro: a destra della sosta superando uno strapiombino (VI-, stando a a sinistra è appena più facile). Spostarsi comunque a destra dello spigolo e proseguire per una sequenza di diedri fessurati tendenti a sinistra (V/V+), che con bell’arrampicata conducono al terrazzino dove si sosta a destra di un grosso spuntone (30 m, 3 fix, 2 chiodi, 5c).

3° tiro: spostarsi sulla sinistra della sosta entrando in un diedro-camino. Superare un primo strapiombino (V+)  seguito da un altro più difficile (VI), dunque proseguire con difficoltà inferiori per diedro tendente a sinistra. Quando questo diventa strapiombante, traversare a sinistra con passi delicati (VI, 2 chiodi) dunque salire alla sosta sopra una pianta (35 m, 3 fix, 3 chiodi, 6a).

4° tiro: bel diedro a destra della sosta (V+); raggiunta una zona con massi instabili traversare di peso a sinistra sfruttando buone lame con i piedi in spalmo (VI); un passo finale più delicato permette di andare a spaccare sul pilastro vicino, sopra al quale si trova la sosta (20 m, 5 fix, 6a).

5° tiro: non seguire i fix che vanno dritti a destra di un tetto (via Saronno 87) ma salire in obliquo a sinistra (IV+) aggirando la zona strapiombante per poi riportarsi a destra lungo placche a buchi (V/V+). Sosta su piccolo terrazzo (25 m, 3 fix, 5b).

6° tiro: a sinistra della sosta andando a prendere un diedrino un po’ unto da cui si esce a sinistra (VI). Proseguire dritti per muro verticale ma ben appigliato (VI-) verso un fix danneggiato; si può salire dritti (VI) oppure spostarsi un poco a destra trovando fessure più facili (V+, chiodo); poco sopra al fix (forse utilizzabile passandoci una piccola fettuccia) si traversa a sinistra uscendo sul terrazzino di sosta con ribaltamento non banale (VI-), fino in sosta (25m, 3 fix, 2 chiodi, 6a).

7° tiro: a sinistra della sosta per paretina un po’ sporca, ignorare di nuovo i fix di Saronno 87 che vanno dritto verso gli strapiombi e continuare a salire a sinistra incontrando qualche chiodo (V+) fino a una fessura sulla sinistra dello spigolo, difficile ma molto chiodata (VI+/A0). Si prosegue lungo un bellissimo diedro a gocce e rigole sotto gli strapiombi (VI) fino a un chiodo. Il diedro diventa liscio e strapiombante e ci si sposta a sinistra , dunque si sale con decisione una fessura rovescia protetta da due fix  (VII/A0). Uscire a sinistra dello spigolo e superare un ultimo strapiombo ben appigliato (VI-) e sostare (40 m, 4 fix, 8/9 chiodi, 6b).

8° tiro: salire il meraviglioso diedro giallastro fino sotto ai tetti (V+): spostarsi dunque a sinistra in traverso (VI) fino al punto più debole dello strapiombo, che si supera con decisione (VI+/A0). Continuare per parete più lavorata (V+) uscendo poi a sinistra alla sosta (30 m, 5 fix, 2/3 chiodi, 2 clessidre con cordini, 6a+).

9° tiro: diedrino fessurato a sinistra (V, freccia arancione) dunque traverso sempre a sinistra su roccia da controllare (IV+). Sosta su cengetta spostata un po’ a sinistra (15 m, 2 fix e 1 chiodo, 5a).

10° tiro: dritti sopra la sosta andando a prendere una bella fessura strapiombante (VI-). Spostarsi a destra incontrando un muretto con chiodo (V+), dunque ancora a destra fino a prendere uno spigolo (V, passo V+) che conduce al comodo terrazzo di sosta, dove la parete diventa più abbattuta (30m, 2 fix, 1 chiodo, 5c).

11° tiro: salire il diedro/canale prestando attenzione a qualche appiglio instabile (IV), dunque uscire a destra (IV+)  su un’ampia terrazza. Sosta in comune con Saronno 87 (25 m, 1 fix e 1 cordone su pianta, 4a).

12° tiro: a sinistra della sosta per un breve ma intenso diedrino fessurato da proteggere (V+), al termine spostarsi a destra fino a un chiodo e proseguire per diedro più facile. Un ultimo muretto (V) conduce a una zona più abbattuta e terrosa sul bordo della parete (attenzione a non smuovere sassi). Sosta su albero (20 m, 1 chiodo e 1 fix, 5b).

DISCESA

Dall’uscita della via si può proseguire per crestina facile ma sporca (I/II, non verificato) fino all’uscita della via Cassin, da cui si traversa per buona traccia a destra fino a intercettare il sentiero che sale da Laorca al Corno di Medale, che si prende in discesa a destra (dal bivio si può raggiungere in circa 10 minuti la vetta, consigliabile, 1,15/1,30 h dalla fine della via al paese).

Più sbrigativo (ma pure scomodo) è scendere direttamente dall’uscita della via per ripida traccia verso nord; dal terrazzo dove esce la via Taveggia la traccia traversa verso destra faccia a monte attrezzata con catene, poi scende direttamente per canale ripido e sporco fino a intercettare il sentiero sopra citato quasi in fondo al canalone (45 minuti circa dalla fine della via all’auto).

OSSERVAZIONI

Salita il 25 marzo 2023 da Luca e Alessandro, autore di alcune belle foto qui pubblicate.

La via ci è molto piaciuta, a parte qualche singolo passaggio non la abbiamo trovata unta. Davanti di un paio di tiri avevamo una cordata che comunque teneva all’incirca il nostro passo e non ci siamo mai incrociati, né ci sono arrivati sassi. Il primo tiro dà una bella sveglia, in uscita ho azzerato, così come dopo la fessura finale del settimo tiro; abbiamo trovato impegnativi anche il traverso del terzo tiro e lo strapiombo dell’ottavo. Il resto invece è andato via abbastanza bene. Concatenati il 9° e 10° tiro senza problemi di attriti. Da non sottovalutare la discesa diretta in caso di terreno bagnato o ghiacciato.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Consigliata la birreria Herba Monstrum a Lecco.

INFO UTILI
BibliografiaLario Rock Pareti, Versante Sud
Previsioni MeteoMeteo Arpa Lombardia

 

Corna di Medale - Via Anniversario - 1° tiro

1° tiro

Corna di Medale - Via Anniversario - 2° tiro

2° tiro

Corna di Medale - Via Anniversario - 3° tiro

3° tiro

Corna di Medale - Via Anniversario - 4° tiro

Corna di Medale – Via Anniversario – 4° tiro

Corna di Medale - Via Anniversario - 8° tiro

8° tiro

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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