Sulle tracce di Bonatti, arrampicata classica alla Corna di Medale

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Corna di Medale, Via Bonatti (4)

Logicità linea9
Ingaggio della salita8.5
Bellezza dell'ambiente7.5
Qualità roccia8.5
Eleganza dell'arrampicata9
Una grande classica del Medale!
8.5

Il Corno di Medale rivolge verso sud, a picco sulla città di Lecco, una parete densa di storia: qui nel 1931 Riccardo Cassin e Mario dall’Oro hanno aperto una delle più famose e, forse, la prima via di bassa valle delle Alpi italiane [Corna di Medale – Via Cassin]; e nei decenni seguenti altri grandi nomi dell’alpinismo lombardo e non solo (basti citare Walter Bonatti e Alessandro Gogna) vi hanno lasciato la propria firma. Il Medale è diventato un laboratorio di arrampicata “urbana”, dove si sono spinti verso l’alto i limiti dell’arrampicata in libera e in artificiale, soprattutto  in inverno quando più in quota c’è freddo e neve.

La via Bonatti ne percorre uno spigolo ed è quindi facilmente individuabile anche dalla strada. Bonatti, in un’intervista, racconta del suo desiderio di mettere la sua firma su una parete così rilevante già all’epoca, su cui si allenava durante l’inverno ripetendo la via Cassin. Nella stessa intervista Bonatti dice che “una volta superato il traverso, si avrà la certezza di avere in pugno la via”. In realtà tutta la via è tutta sostenuta e ogni singolo tiro ha una sua identità. Il risultato è un’arrampicata breve ma di sicura soddisfazione!

Prima salita: Walter Bonatti, Carlo Casati, 18/09/1950

CORNA DI MEDALE (1029 m) – VIA BONATTI

Corna di Medale, Via Bonatti (4)

Lo spigolo della Corna di Medale visto dall’uscita della via Cassin

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Bonatti
SettoreParete Sud
Zona MontuosaCima
Tempo
6 h (3.30 h la via)
Sviluppo
190 m
Avvicinamento
1.30 h (30 min a piedi, 1 h la ferrata)
Discesa
a piedi (1 h dalla fine della via)
Difficoltà TDVI+ChiodaturaRS2
Buona nei tratti più difficili, distante altrove. Soste a resinati da collegare.
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMolto alta
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
Serie di friend (da 0.3 - 2 BD)
15 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
21/02/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Lecco, facendo attenzione a non saltare l’ultima uscita in galleria sulla superstrada che arriva da Milano. Seguire le indicazioni per la Valsassina attraversando la città (molti bivi, utile navigatore). Oltrepassare Laorca e al primo tornante voltare a sinistra (paline CAI). La strada (senza uscita) torna in paese nella parte alta, ci sono alcuni posti auto vicino alle case lungo il marciapiede e nel piazzale dove si deve fare manovra per tornare indietro.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio imboccare la stradina che entra nel paese. Dopo aver sceso alcuni piccoli scalini di pietra girare a destra in salita e seguire le indicazioni per la Ferrata Alpini del Medale. Si passa a fianco del cimitero e, dopo un breve tratto cementato, si imbocca il sentiero (indicazioni) che conduce alla base della corna. Lo si segue costeggiando tutta la parete con alcuni piccoli saliscendi. Senza farsi ingannare dalla molte tracce che conducono all’attacco delle vie si prosegue fino all’evidentissimo spiazzo dove inizia la ferrata, cartelli (30 minuti).

Si imbocca la ferrata e la si percorre fino a quando il terreno si fa meno verticale e più erboso. A questo punto il cavo si biforca e lo si segue in traverso verso destra. Scendendo di alcuni metri, sempre seguendo il cavo, si giunge in vista di un evidente pulpito di calcare grigio sullo spigolo. Qui attacca la via, scritta sbiadita e possibilità di fare sosta sul cavo (1.30 h).

In alternativa alla ferrata si può raggiungere l’attacco della via percorrendo le vie Miryam (6a+) o Sogni Proibiti (6b) aumentando di molto l’impegno complessivo ma realizzando un elegantissimo concatenamento.

RELAZIONE

1° tiro: salire il breve diedro sopra la sosta fino al fittone (V, molte prese unte). Una volta rinviato conviene spostarsi in orizzontale sulla destra e poi salire più facilmente (III, attenzione a qualche roccia instabile). Sosta su due fittoni da collegare (30 m, 1 fittone).

2° tiro: dalla sosta si sale sulla destra su un muretto con fessura (V+). Da qui inizia il famoso traverso. Ci si sposta sempre verso destra seguendo numerosi chiodi e fittoni che rendono evidente dove passare. Dopo un bel passaggio su grossa lama rovescia si sale qualche metro in un diedrino poco marcato. Si giunge in prossimità di una corda fissa. Dalla corda traversare ancora a destra con passi delicati (VI+). E’ possibile stare alti o abbassarsi leggermente. Dopo un paio di movimenti si trova un tratto di roccia a gocce su cui l’arrampicata è più semplice e si raggiunge la sosta su due fittoni da collegare. L’ultima protezione non è particolarmente vicina alla sosta per cui è necessario prestare molta attenzione negli ultimi movimenti, anche per il secondo di cordata (45 m, 5 chiodi e 5 fittoni).

3° tiro: salire verticalmente il diedro sopra la sosta con arrampicata fisica e di continuità (VI+). L’uscita dalla prima parte di diedro è delicata e può essere conveniente spostarsi leggermente sulla destra in prossimità di un chiodo più vecchio. Si procede poi sempre in verticale per roccia via via più semplice (V sostenuto) fino a trovare due resinati nel centro del diedro su cui si sosta (20 m, 4 chiodi, 5 fittoni).

4° tiro: proseguire nel diedro con fessura con alcuni passi poco intuitivi (VI). Raggiunto il tetto aggirarlo a destra grazie a una grossa lama e raggiungere la sosta su due fittoni da collegare (25 m, 1 chiodo, 3 fittoni).

È possibile unire il 3° e il 4° tiro percorrendo così tutto il diedro.

5° tiro: salire direttamente la placca (V) su bel calcare con grosse gocce e poi traversare verso sinistra (V)  passando alla destra di un alberello. Proseguire più facilmente in verticale fino alla sosta sue due fittoni da collegare (40 m, 1 chiodo e 2 fittoni).

6° tiro, variante: salire il primo muretto sopra la sosta fino a un tratto meno verticale e un po’ erboso. A questo punto puntare la placca compattissima sulla destra (sulla sinistra passa la via originale, più semplice ma su rocce più rotte). La si risale direttamente con stupenda arrampicata di movimento (VI). Sosta su due fittoni da collegare (40 m, 5 fittoni).

Dalla sosta salire per qualche metro e traversare a sinistra fino a raggiungere il cavo della ferrata (spiazzo comodo per cambiarsi). Seguire il cavo e raggiungere comodamente la croce di vetta della Corna di Medale (1029 m, 3.45 h dall’attacco della via).

DISCESA

Dalla croce salire ancora qualche metro su roccette e imboccare il sentiero che scende leggermente sulla sinistra (segno CAI). Dopo qualche decina di metri, al primo bivio, seguire il sentiero verso destra (direzione N, indicazione Laorta) fino a ricongiungersi con sentiero dell’avvicinamento da cui velocemente si torna alla macchina (45 minuti dalla cima).

Il sentiero in qualche tratto è piuttosto ripido e anche esposto. Per chi percorre la via in inverno, in caso di ghiaccio, potrebbe convenire scendere dalla ferrata.

OSSERVAZIONI

Per chi si è appassionato di montagna leggendo Bonatti si tratta di una via imperdibile; una vera classica ma a portata di mano. L’arrampicata è memorabile in quasi tutti i tiri, sempre continua e soprattutto varia. Se si sceglie la variante di placca dell’ultimo tiro l’ingaggio non molla fino all’ultimo!

La chiodatura, davvero ottima dove serve, non ne addomestica comunque le difficoltà, e azzerare i passaggi risulterebbe molto faticoso Nei passaggi più obbligati si trovano prese e appoggi un po’ unti ma questo non compromette il piacere della scalata. Attenzione soltanto che una eventuale ritirata dopo il traverso (già dal secondo tiro quindi) risulterebbe praticamente impossibile.

Noi abbiamo avuto il privilegio di salirla in una caldissima giornata feriale di febbraio. Durante tutto il giorno abbiamo solo sentito lo sferragliare in lontananza di qualche kit da ferrata ma non abbiamo incontrato nessuno. Nei week end sicuramente questa è una via in cui c’è il rischio di stare molto tempo in coda.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Consigliata la birreria Herba Monstrum a Lecco. La location è decisamente poco alpinistica ma si trovano buone birre. Piatto da non perdere il Fritto Mistico!

PER APPROFONDIRE: LIBRI, GUIDE, CURIOSITÀ

Su Youtube si trova un breve video in cui Bonatti racconta dell’apertura della via: Le vie Bonatti in Medale e al Resegone raccontate da Walter Bonatti.

INFO UTILI
BibliografiaLario Rock Pareti, Versante Sud
Previsioni MeteoMeteo Arpa Lombardia

 

Corna di Medale - Via Bonatti

L’attacco della ferrata

Sul delicato traverso

Lo strapiombo del terzo tiro

Imboccata la variante di placca

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Scritto da

Frasso

FRANCESCO SAVERIO MARTINI: Tutti dovrebbero vedere un ghiacciaio. Sono il più giovane e l’ultimo arrivato del gruppo. Cresciuto negli scout ho sempre amato andare in montagna, condividere il cammino, dormire in tenda e fare foto delle avventure vissute. Nel 2020, anche grazie al boom del momento, mi avvio allo scialpinismo e scopro il fascino della neve e dell’Appennino in inverno. Da quel momento inizio a sognare la montagna in tutte le sue forme e nel giro di un anno mi ritrovo assunto in un negozio specializzato. Da questa inaspettata scelta scaturiscono nuove passioni, nuove amicizie e molte opportunità di crescere come alpinista. I Redclimber mi adottano e senza troppi indugi mi introducono rapidamente all’alpinismo. La mia formazione da ingegnere si svela nella grande conoscenza dei materiali, nel gusto per la leggerezza e per il buon design delle attrezzature.

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