Susanna sotto le gocce + Saronno ’87: intensa combinazione al Medale

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Logicità della linea8
Ingaggio della salita8.5
Bellezza dell'ambiente8
Qualità della roccia9.5
Eleganza dell'arrampicata10
11 tiri tutti da scalare!
8.8

La Corna di Medale rivolge verso sud, a picco sulla città di Lecco, una parete densa di storia: qui nel 1931 Riccardo Cassin e Mario dall’Oro hanno aperto una delle più famose e, forse, la prima via di bassa valle delle Alpi italiane; e nei decenni seguenti altri grandi nomi dell’alpinismo lombardo e non solo (basti citare Walter Bonatti e Alessandro Gogna) vi hanno lasciato la propria firma. Il Medale è diventato un laboratorio di arrampicata “urbana”, dove si sono spinti verso l’alto i limiti dell’arrampicata in libera e in artificiale, soprattutto  in inverno quando più in quota c’è freddo e neve mentre qui non è raro scalare in maglietta anche dopo che il sole è calato.

La combinazione tra le due vie Susanna sotto le gocce e Saronno ’87 regala una scalata sostenuta su ottima roccia, spesso esposta, prevalentemente in fessura ma con tratti di placca e strapiombi. Di fatto può essere considerata una sorta di lunga variante più dritta alla via Anniversario, che si interseca in più punti e sulla quale si può “fuggire” per uscire dalla parete se si arriva un po’ troppo gonfi ai duri tiri della parte alta! La chiodatura a resinati non sempre segue il percorso più logico, bensì i tratti con la roccia migliore: questo non significa che la salita sia da considerare sportiva; nei tratti più facili (e non solo) qualche friend per integrare può far comodo, e soprattutto la parete è grande, possono cadere sassi se ci sono altre cordate e una ritirata dopo il tiro di raccordo tra le due vie risulterebbe piuttosto laboriosa. Nel complesso è una salita di soddisfazione, da affrontare con la giusta preparazione tecnica e fisica.

Prima salita: Susanna sotto le gocce: Eugenio Pesci, Marco Galli e Gianbattista Calloni, maggio 1986;

Saronno ’87: Giuliano Uboldi, Maurizio Borghi, 28 dicembre 1987

CORNO DI MEDALE (920 m) – VIA SUSANNA SOTTO LE GOCCE + SARONNO ’87

Corna di Medale - Foto d'insieme

Corna di Medale – Foto d’insieme

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Susanna sotto le gocce + Via Saronno 87
SettoreParete Sud
Zona MontuosaCima
Tempo
8.45 h (7 h la via)
Sviluppo
350 m
Avvicinamento
45 min (250 m D+)
Discesa
1 h (500 m D-)
Difficoltà TD+6cChiodaturaRS2
Buona a fittoni resinati, non sempre vicini
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
Friend a misure alterne
15 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
03/02/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Lecco, facendo attenzione a non saltare l’ultima uscita in galleria sulla superstrada che arriva da Milano. Seguire le indicazioni per la Valsassina attraversando la città (molti bivi, utile navigatore). Oltrepassare Laorca e al primo tornante voltare a sinistra (paline CAI). La strada (senza uscita) torna in paese nella parte alta, ci sono alcuni posti auto vicino alle case lungo il marciapiede e nel piazzale dove si deve fare manovra per tornare indietro.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Entrare nel borgo passando davanti alla chiesa, seguendo le indicazioni per il Medale si cammina lungo un tratturo a mezza costa passando sotto al cimitero e poi vicino ad alcune abitazioni: seguire i cartelli evitando di entrare nelle proprietà private. Raggiunta una strada asfaltata sotto le reti paramassi, la si segue a destra raggiungendo poco dopo dei prati con una baita: qui si devia a sinistra sul sentiero per la ferrata del Medale. Quasi subito lo si abbandona per un altro sentiero con bolli e ometti che sale verso l’estremità destra della parete. Raggiunta la base, la si costeggia per marcata traccia: si incontra l’attacco della via Taveggia e poi quello della via dell’Anniversario, che sale un evidente pilastro bianco fessurato. Continuare a traversare in leggera salita fino al pilastro successivo, dove attacca Susanna sotto le gocce (scritta sbiadita).

RELAZIONE

1° tiro: salire per buone fessure (V) fino a un tettino che si supera a sinistra, eventualmente con passo d’incastro (VI+ o A0). Dal bordo superiore dello strapiombo, con difficile movimento ci si sporge a prendere una lama sulla destra (VII+/A0) e la si segue (VI) fino al terrazzino di sosta (20 m, 6c, 4 fix, 1 chiodo).

2° tiro: superare lo spigolino a destra della sosta e salire per un bel sistema di fessure ben proteggibili prima tendenti a sinistra poi dritte (V+). Quando si esauriscono, superare la placca in aderenza sfruttando i buchi (VI, più facile stando a sinistra), dunque proseguire per un diedro verticale (VI). L’uscita richiede decisione (VI+), possibile “sgattaiolare” a destra oltre lo spigolo grazie a un buon buco (VI/A0) e raggiungere il terrazzo con la sosta per breve diedrino sporco (35 m, 6b, 6 fix e 1 chiodo).

3° tiro: spostarsi sinistra a prendere il diedro fessurato vicino allo spigolo (VI). Quando le fessure si esauriscono, si sale con delicatezza sfruttando i pochi buchi (VII+, un po’ più facile a destra). Proseguire sullo spigolo con magnifica arrampicata tecnica che impone un attento posizionamento dei piedi (VII), fin quando non si incontra una fessura netta che più facilmente (V+) conduce alla sosta (40m, 6c, 8 fix e 1 chiodo).

Qui termina la via Susanna sotto le gocce, ed è possibile calarsi in doppia lungo la via senza particolari intoppi.

4° tiro, raccordo: spostarsi qualche metro a destra andando a prendere un diedro un po’ disturbato dall’erba (VI); superare lo spigolo alla sua destra e traversare in leggera salita per terreno più appoggiato sempre verso destra puntando alla base di un evidente tetto (IV). Prestare attenzione a qualche blocco instabile. Passare sotto a un albero e superare uno spigolino oltre il quale si incontra la quarta sosta della via Anniversario da cui inizia Saronno 87 (30 m, 4 fix).

5° tiro: la via Anniversario supera il tetto a sinistra, Saronno 87 a destra. Salire la placca sopra la sosta portandosi sotto al tetto (qualche presa un po’ unta). Superarlo con una breve ma intensa dulfer sulla fessura a destra, dunque proseguire su placca verticale ma con buoni appigli uscendo a sinistra sul terrazzino di sosta.

6° tiro: affrontare il muretto strapiombante con roccia scura molto ruvida, sfruttando piccole prese (VII+ o VII e A0); dal terzo fittone spostarsi a destra (VII) andando a prendere una buona fessura che permette di uscire su una placca più adagiata. Salirla in obliquo verso sinistra per buoni buchi (V) superando uno spigolino. Sempre obliquando a sinistra, si supera un secondo spigolo con passo delicato (VI, chiodo) oltre il quale si trova la sosta dentro un diedro. Una decina di metri sotto c’è la S6 di Anniversario, che sale pochi metri a sinistra aggirando lo spigolo (visibili i chiodi) mentre Saronno 87 prosegue dritta per il diedro coi fix (40 m, 6c, 6 fix e 1 chiodo).

7° tiro: salire il diedro fin da subito ostico (VII-); dopo il secondo strapiombino il diedro diventa troppo liscio e ci si sposta sulla placca alla sua sinistra, sfruttando al meglio i piccoli appigli (VII). Un breve tratto più appoggiato conduce alla parte finale del diedro, che si sale con elegante spaccata (VI+). L’uscita strapiombante (VII+) è secca! (30 m, 6c sostenuto, 10 fix e 3 chiodi).

8° tiro: oltrepassare lo spigolo a sinistra (chiodo, VI) dunque salire il diedro superficiale sfruttando la lama dello spigolo (VII-). Continuare lungo la paretina strapiombante uscendone a destra (VII); per diedrino più semplice ci si porta sotto a uno strapiombo che si supera da sinistra entrando in una nicchia (VI+ o A0, 2 chiodi); uscirne ancora a sinistra superando una strozzatura con bella spaccata. Sosta in un diedrino (40 m, 6b+, 9 fix e 5 chiodi).

9° tiro: salire appena a sinistra della sosta e con movimento atletico raggiungere il primo fix un po’ alto (VII-). Continuare sulla sinistra dello spigolino superando un secondo muretto (VI+), poi per placche fessurate si tende un poco a destra fino a un altro spigolino strapiombante, da superare verso sinistra (fix con cordino, VII/A0). Proseguire più facilmente sempre a sinistra fino alla sosta su una comoda cengia; seguendola a sinistra ci si può collegare con Anniversario evitando l’ultimo tiro difficile (30 m, 6b, 6 fix e 2 chiodi).

10° tiro: con piccole prese si rinvia da sinistra il primo fix un po’ alto (VII), dunque ci si sposta leggermente a destra (A0 o VII+?) e si sale per piccoli ma buoni buchi (VII) fino a un bel diedro superficiale, ben chiodato, che si supera con arrampicata tecnica (VII- o VI/A0). Prima che diventi strapiombante, si esce a destra traversando in aderenza in placca (VI+ o A0) entrando in un diedro più facile. Seguirlo facendo attenzione a qualche presa instabile (V), dunque per terreno via via più facile si raggiunge la cengia con la sosta. L’ultimo tiro è in comune con Anniversario (35 m, 6c, 10 fix e 1 chiodo).

11° tiro: a destra della sosta per un breve ma intenso diedrino fessurato da proteggere (V+), al termine spostarsi a destra fino a un chiodo e proseguire per diedro più facile. Un ultimo muretto (V) conduce a una zona più abbattuta e terrosa sul bordo della parete (attenzione a non smuovere sassi). Sosta su albero (20 m, 5b, 1 chiodo e 1 fix).

DISCESA

Dall’uscita della via si può proseguire per crestina facile ma sporca (I/II, non verificato) fino all’uscita della via Cassin, da cui si traversa per buona traccia a destra fino a intercettare il sentiero che sale da Laorca al Corno di Medale, che si prende in discesa a destra (dal bivio si può raggiungere in circa 10 minuti la vetta, consigliabile, 1,15/1,30 h dalla fine della via al paese).

Più sbrigativo (ma pure scomodo) è scendere direttamente dall’uscita della via per ripida traccia verso nord; dal terrazzo dove esce la via Taveggia la traccia traversa verso destra faccia a monte attrezzata con catene, poi scende direttamente per canale ripido e sporco fino a intercettare il sentiero sopra citato quasi in fondo al canalone (45 minuti circa dalla fine della via all’auto).

OSSERVAZIONI

Il Medale non si è smentito, arrampicata di non facile lettura e gradi tutt’altro che regalati. Questa via in particolare regala davvero poco, già dopo i primi metri si capisce la musica! Pur essendo abbastanza allenati dopo un inverno passato più su roccia che non su neve o ghiaccio, abbiamo abbastanza accusato la lunghezza della salita. Pur essendo andati in alternata, i tiri più duri (il 3° e il 7°) se li è smazzati Mario. Giornata calda, anche quando la parete è andata in ombra dopo le 15 siamo rimasti in maglietta.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Consigliata la birreria Herba Monstrum a Lecco.

INFO UTILI
BibliografiaLario Rock Pareti (Versante Sud)
Previsioni MeteoMeteo Arpa Lombardia

 

Via Susanna e Saronno 87 Medale,

1° tiro

Via Susanna e Saronno 87 Medale, 2° tiro

Belle placche sul 2° tiro

Via Susanna sotto le gocce e Saronno 87 Medale, 3° tiro

4° tiro, raccordo tra Susanna e Saronno 87

Via Susanna sotto le gocce e Saronno 87 Medale, 5° tiro

5° tiro (il primo di Saronno 87)

 

 

 

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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