Via Maria: un notevole camino sulla Est della Pietra di Bismantova

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Bismantova - via Maria

Logicità della linea8.5
Ingaggio della salita7
Bellezza dell'ambiente7.5
Qualità della roccia7
Eleganza dell'arrampicata8
Via un po' defilata, carina ma c'è di meglio
7.6

Alla fine degli anni 60 la Pietra di Bismantova somigliava a una montagna più che una palestra: l’ambiente era brullo, con molti meno alberi rispetto ad oggi, e le pareti si innalzavano direttamente sopra i pascoli; le tre grandi vie classiche salite negli anni precedenti – Svizzeri, Oppio e soprattutto Pincelli Corradini – erano temute, ripetute molto di rado e da pochi. Nel 1968 un alpinista forte e innovativo visita la Pietra: è Alessandro Gogna, e lo accompagna uno dei monumenti dell’alpinismo parmigiano, Antonio Bernard.

Questa cordata d’eccezione sale una linea repulsiva appena a sinistra della Pincelli Corradini, innalzando i limiti dell’arrampicata artificiale e libera sull’arenaria di Bismantova: la via del Gab (Gruppo Amici Bismantova) è tuttora considerata una delle più impegnative della Pietra, ripetuta di rado anche per la qualità scadente della roccia e l’esposizione a picco sul piazzale dell’eremo. Ma per quei tempi fu una scossa notevole! Una piccola folla assistette alla salita – qualcuno prese anche in testa uno dei cunei di legno di Gogna! – e fra il pubblico c’era anche Gino Montipò, destinato a diventare un autentico “custode” della Pietra.

L’arrampicata artificiale in realtà era già stata introdotta da un gruppo di alpinisti bolognesi, che trasferì l’esperienza maturata in ambito speleologico sulle pareti di arenaria. Già nel 1960 Luigi Zuffa e Benito Modoni avevano salito un’impressionante fessura tutta in strapiombo a sinistra del Pilone Giallo, che oggi in libera presenta difficoltà fino al 7a.

Il più prolifico apritore della Pietra, insieme al già citato Montipò, è stato però il fratello minore di Luigi (morto giovane), Gian Carlo Zuffa. Con vari compagni, fece un’autentica “collezione” di vie di fessura, alternando l’arrampicata libera a quella artificiale, con protezioni artigianali ed aleatorie. Oggi diverse vie di Zuffa, riattrezzate e percorribili in sicurezza, sono diventate vere e proprie classiche: prima tra tutte la Zuffa Ruggiero sulla parete sud, probabilmente la più bella via di IV/V di Bismantova; altre invece sono puro terreno di avventura, pressoché irripetute se non da qualche appassionato con molto pelo sullo stomaco.

Un’altra bella realizzazione di Gian Carlo Zuffa è Maria, a destra del Pilone Giallo. La via è stata riattrezzata, anche se il tiro più caratteristico – quello nel camino – ha mantenuto un pizzico di sapore alpinistico, con vecchie piastrine e chiodi a pressione arrugginiti. Seppur breve, non è dunque una via dal carattere sportivo. La roccia è in genere buona per le ripetizioni, ma in certi passaggi bisogna controllare un po’ quello che si prende… siamo comunque a Bismantova!

Prima salita classica: G. C. Zuffa, N. Stagni, 1 maggio 1972

PIETRA DI BISMANTOVA (1041 m), SPIGOLO DEI NASI – VIA MARIA

La Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Maria
SettoreSpigolo dei Nasi
Zona MontuosaCima
Tempo
2.50 h (2 h la via)
Sviluppo
115 m
Avvicinamento
0.25 (50 D+)
Discesa
0.25 (150 D-)
Difficoltà TD-5cChiodaturaRS2
S1 il primo tiro, poi più distanti
RocciaArenaria - CalcareniteTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneBassa
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
Friend a misure alterne
10 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
27/06/2018
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Castelnuovo Monti da Parma, Reggio Emilia o La Spezia; qui seguire le indicazioni per la Pietra di Bismantova fino all’ampio parcheggio (Piazzale Dante) dove la strada termina. Se il parcheggio è pieno – molto probabile nei festivi – si può lasciare l’auto negli spiazzi a destra (lato valle) della strada, o nel campo davanti al bar Foresteria.

AVVICINAMENTO

Appena sotto il rifugio della Pietra, dopo la scalinata, scendere a destra sul sentiero CAI e seguire le indicazioni per la via ferrata degli Alpini, costeggiando le pareti con le varie falesie. Si supera un tratto attrezzato, prima in salita poi in discesa (pioli). A questo punto abbandonare il sentiero per la ferrata (che scende in una galleria) e continuare a costeggiare le pareti fino alla base di un evidente diedro dove la traccia termina. A sinistra sono presenti i monotiri del settore Pornografie, mentre sulla placca a destra sale la Via di Mezzo (artificiale, bruttina).

RELAZIONE

1° tiro: salire lungo il diedro sfruttando la buona fessura al centro, un po’ disturbata dall’erba. Superata una strozzatura la chiodatura si allunga un po’. Dopo una pianta si esce su una grande terrazza: seguire la placca appoggiata a destra e andare a sostare alla base di uno strapiombo su 2 fittoni (45 m, 5c poi III, 13 spit). A sinistra sale la bella variante Carlotti (6a/6b).

2° tiro: superare lo strapiombo con l’aiuto di un buon cordone su chiodo (A0, in libera 6b), e proseguire su un diedro rampa fino a una sosta intermedia, ai piedi del grande camino. Risalirlo per una decina di metri poi spostarsi un po’ a sinistra, superando una prima strozzatura. Proseguire su un tratto ben appigliato sfruttando un pilastrino con roccia a tratti da controllare, dunque superare una seconda strozzatura più difficile (buona fessura in uscita). A questo punto il camino è sbarrato da uno strapiombo e occorre uscire in parete, superando un passaggio più difficile ed esposto. A sinistra ci sono i fittoni della variante Carlotti, ma conviene seguire la linea del camino di destra, più facile, fino al terrazzino erboso con la sosta (45 m, passo A0, poi 5a fino alla sosta intermedia. Il camino V con passi di V+, 1 passo VI, poi IV+. 6/7 spit e 4 chiodi fino alla sosta intermedia, poi chiodi a pressione e piastrine, fitti all’inizio poi via via più radi). Sfalsare le corde.

3° tiro: seguire il divertente diedro fino al pianoro finale, sosta su grosso fittone (2 5m, 5a, 5 spit).

DISCESA

Dall’uscita della via in pochi minuti a sinistra si raggiunge la cima dello Spigolo dei Nasi, punto più alto della Pietra. Se invece si vuole scendere direttamente, proseguire a destra nel bosco fino a intercettare l’evidente sentiero CAI 697 che seguito a sinistra riporta al parcheggio (20 minuti).

OSSERVAZIONI

La via è bella e un po’ meno ripetuta rispetto alle altre classiche dell’Anfiteatro e della parete sud, forse anche per l’accesso più lungo. Siamo saliti nel tardo pomeriggio, uscendo al tramonto, poi abbiamo percorso ormai a notte fatta il caratteristico Camino del Diavolo (IV+).

RELAZIONE PDF

 

 

Bismantova - via Maria

Primo tiro

 

Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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