Pietra di Bismantova – Pincelli Brianti con varianti: bella combinazione all’anfiteatro

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Pincelli

La concatenazione delle tre varianti della Pincelli Brianti, classicissima della Pietra di Bismantova in Appennino, è una bella e impegnativa salita nel settore dell’Anfiteatro. Le difficoltà maggiori sono concentrate nel primo tiro 6a+ o A1 ma l’arrampicata è sempre bella e continua con difficoltà oltre il IV con passi di V nel secondo e nel terzo tiro. La roccia è buona. La chiodatura è ottima, non servono ulteriori protezioni veloci. Soste comode su terrazzini attrezzate a spit o ferle resinate.

Prima salita variante bassa: in artificiale da M. Fornaciari, J.Bragazzi e G. Montipò.

Prima salita variante mediana: O. Pincelli e W. Brianti nell’agosto 1940 senza l’utilizzo di chiodi.

Prima salita variante alta: M. Vigo, S. Chiari e G. Montipò il 2 settembre 1970.

PIETRA DI BISMANTOVA (1041 m) – PINCELLI BRIANTI (varianti)

INFO TECNICHE
Itinerario
Pincelli - Brianti con varianti bassa, mediana e alta diretta
SettoreAnfiteatro
Zona MontuosaCima
Tempo
3 h (2,30 h la via)
Sviluppo
120 m
Avvicinamento
10 min (40 D+)
Discesa
A piedi in 20 min (150 D-)
Difficoltà TD-6bChiodaturaS2
S1 la variante bassa
RocciaArenaria - CalcareniteTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
12 rinvii
Periodo consigliato
Salita in data
19/05/2013
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Castelnuovo Monti da Parma, Reggio Emilia o La Spezia; qui seguire le indicazioni per la Pietra di Bismantova fino all’ampio parcheggio a pagamento (Piazzale Dante) dove la strada termina. E’ possibile lasciare l’auto gratuitamente lungo la strada prima del piazzale sugli spiazzi ghiaiati lato a valle.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Dal piazzale si sale verso l’eremo, quindi si prende il sentiero per la ferrata. Si arriva alla recente frana e si sale lungo il sentiero (ometti) fino alla parete. Si supera l’attacco classico della Pincelli si continua verso sinistra superando alcuni monotiri fino all’evidente fessura strapiombante dove attacca la Variante Bassa.

RELAZIONE

1° tiro (variante bassa): si segue la fessura strapiombante (6a+) con passaggi sostenuti, poi si entra nel camino più facile (V), quindi si sale lungo placchette appoggiate (delicate) fino alla sosta che coincide con la prima sosta della “normale” (35 m).

2° tiro (variante mediana): si sale verticalmente alla sosta, poi si prende la fessura a sinistra verso un albero, quindi si sale per placche e fessure (IV+) fino a un tettino che si supera direttamente (V-), quindi facile (II) fino alla sosta (45 m).

3° tiro (variante alta diretta): si sale dritti mirando a uno strapiombetto, (passo atletico – IV+), quindi si segue una fessura non banale (V-/V), si supera una sosta intermedia e si sale il camino diedro con qualche passo più tecnico (V) . Sosta sulla sommità. Eventualmente il tiro si può spezzare in due (40m).

DISCESA

Dall’uscita della via per prati e boschetti verso sinistra si raggiunge l’evidente sentiero CAI 697 che scende dal versante SO (0.30 h). In alternativa si può percorrere il ‘Sentiero Blu‘ (più corto e rapido) che si imbocca costeggiando verso sinistra il bordo della Pietra nei pressi di un’evidente spaccatura (bolli blu, passaggi di I) che scende a fianco del Torrione Sirotti e in 20 minuti riporta in Piazzale Dante.

OSSERVAZIONI

Chiodatura ottima. Il primo tiro si può salire in artificiale con l’aiuto di qualche staffa.

Alla Pietra di Bismantova abbiamo salito anche le vie: Via AnnaVia Camilla (V+), Zuffa Ruggero (V+), Via degli Svizzeri (IV), Donato Zeni (V e Ae1), Spigolo di Candido (6a), Italia ’90 (6b+), Diedro dei Bolognesi (V+), Mussini Iotti (V-), Oppio (V), Spigolo di Fontana Cornia (V+).

RELAZIONE PDF

 

 

 

 

 

Our Rating

Logicità della linea8
Ingaggio della salita6
Bellezza dell'ambiente7
Qualità della roccia8
Eleganza dell'arrampicata8.5
La linea più diretta all'anfiteatro!
7.5
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Scritto da

REDclimber

FEDERICO ROSSETTI: Scalo, fotografo, racconto. Ho sognato REDclimber in una piovosa giornata d’autunno, correva l’anno 2012. Da allora ho trasformato la passione per la montagna in una ragione di vita. Dall’Appennino, terreno prediletto tra ghiaccio e macigno, alle Alpi spinto dalla voglia di ricerca, riscoperta e avventura. Mi dedico a raccontare le montagne dal blog alle pubblicazioni editoriali. Uno dei miei progetti è « Vie normali Valle d’Aosta », salire tutte le 1226 cime della Valle d’Aosta e pubblicare una collana di 8 guide escursionistiche – alpinistiche. Nel 2020 ho fondato Mountain Communication, un’agenzia di comunicazione che si occupa di valorizzare realtà legate al mondo della montagna.

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