La danza dei grandi rettili, un’esposta scalata sulle placche della Pietra di Bismantova

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Pietra di Bismantova - La danza dei grandi rettili - 3° tiro

Logicità linea8
Ingaggio della salita8.5
Bellezza dell'ambiente8.5
Qualità roccia8
Eleganza dell'arrampicata9
Un must della pietra, arrampicata esposta e di soddisfazione.
8.4

La Danza dei grandi rettili è una tra le più belle multipitch moderne della Pietra. Sale su una parete aperta dove il vuoto è percepibile. Tutti i tiri sono belli e impegnativi, il primo è senz’altro il più duro. La spittatura è più ravvicinata rispetto ad altre vie della parete, e concede qualcosa a chi si presenta un po’… “impiccato” sul grado proposto, che come spesso capita da queste parti è piuttosto stretto. Per farla divertendosi conviene padroneggiare il 6b ed essere abituati al tipo di arrampicata di Bismantova.

Prima salita: G. Carlotti, anni ’90

PIETRA DI BISMANTOVA (1041 m) – LA DANZA DEI GRANDI RETTILI

Pietra di Bismantova - La danza dei grandi rettili - Tracciato

Tracciato della via sulla parete sud

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Danza dei grandi rettili
SettoreParete Sud
Zona MontuosaCima
Tempo
3,40 h (3 h la via)
Sviluppo
110 m
Avvicinamento
15 min, 50 m D+
Discesa
a piedi, 20 min
Difficoltà TD6cChiodaturaS1
Via ben protetta
RocciaArenariaTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneBassa
Attrezzatura consigliata
12 rinvii
Da arrampicata
Periodo consigliato
Salita in data
14/10/2023
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Castelnuovo Monti da Parma, Reggio Emilia o La Spezia; qui seguire le indicazioni per la Pietra di Bismantova fino all’ampio parcheggio a pagamento (Piazzale Dante) dove la strada termina. E’ possibile lasciare l’auto gratuitamente lungo la strada prima del piazzale sugli spiazzi ghiaiati lato a valle.

Abbiamo parcheggiato QUI

AVVICINAMENTO

Raggiungere il Rifugio della Pietra e seguire il sentiero a sinistra diretto alla sommità. Ignorare la prima deviazione a destra (che sale al settore Gare Vecchie) e proseguire superando due tornantini in salita. A questo punto si è alla base della parete sud presso il settore Gare Nuove. Lasciarselo sulla sinistra e portarsi per evidenti tracce al vicino settore Gabri, spesso affollato. La via attacca all’estremità sinistra della cengia sotto la parete. Scritta alla base. Sulla destra sale il diedro della Zuffa Lenzi, a sinistra, sullo spigolo, il monotiro Abibi.

RELAZIONE

1° tiro: puntare a una fessura e seguirla fino a un ripiano. Qui la parete si verticalizza e la fessura diventa via via più sfuggente fino a esaurirsi. Sfruttando piccole tacche poco evidenti ci si alza a prendere una rovescia a sinistra sul filo dello spigolo che permette di superare lo strapiombino finale. Poi più facilmente alla sosta con catena (25 m, 6c, 6/7 spit e 2 chiodi).

2 tiro°: salire dritti lungo la placca. Primi metri duri, poi la parete si fa più lavorata a “mattonelle” svase ma nette. Un altro passo duro circa a metà tiro, poi si supera uno strapiombino stando sulla sinistra e poco sopra si è in sosta (35 m, 6a+, 10 spit).

3 tiro°: traversare a sinistra in massima esposizione, alzandosi nei punti giusti dove sono presenti minimi appoggi per i piedi. Ignorare prima una linea di spit e chiodi a pressione che salgono dritti e poi un diedro/camino. Continuare a traversare a sinistra per poi salire a un terrazzino prima di un altro diedro/fessura. Attenzione ad alcuni massi instabili nella parte finale del tiro, si è sopra le falesie, (20 m, 6a, 6 spit).

4° tiro: salire lo spigolo a sinistra della sosta su grandi mattonelle. Arrivati alla pianta abbandonarlo attraversando la fessura e salire la placca strapiombante a sinistra. Un primo passo duro con presa scavata è seguito da un’altra sezione più ammanigliata ma sempre molto continua. L’ultimo salto verticale su belle mattonelle consente di uscire dalle difficoltà. Dopo un saltino più facile si è sul bordo del pianoro sommitale, sosta su anellone (35 m, 6b+, 10 spit).

DISCESA

Costeggiare verso sinistra la parete su tracce fino a intercettare il “sentiero blu“, che scende direttamente sul sentiero principale (passi di I). In alternativa attraversare verso destra i prati della sommità fino a intercettare il sentiero principale con un giro leggermente più lungo.

OSSERVAZIONI

Via decisamente tonica, probabilmente la più difficile che ho fatto finora a Bismantova. Il primo tiro è abbastanza noto e temuto anche tra i “falesisti”, difficile indovinare la sequenza finale a vista… il bravo Mario pur avendolo già percorso anni fa si è lasciato ingannare e ha provato a salire più a sinistra sbagliando. Se si supera questo primo scoglio la via si può dire in tasca, ma c’è ancora da scalare… Attenzione perché la via sale sopra un settore spesso affollato, meglio attaccare presto. Il nome della via richiama una canzone della band Il Banco del Mutuo Soccorso.

 

Pietra di Bismantova - La danza dei grandi rettili - 2° tiro

La placca del 2° tiro

Pietra di Bismantova - La danza dei grandi rettili - 3° tiro

Sul 3° tiro

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Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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