Profumo d’antico: un via ‘moderna’ sui contrafforti del Pizzo d’Uccello

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Pizzo-d'Uccello-Profumo-d'Antico

Vinca è la focaccia dell’Andreina, calda e croccante il mattino dopo la levataccia e due ore di curve; dura e sudata alla sera, nello zaino alla base della via o peggio ancora in macchina! Vinca è il campanile che scandisce il tempo mentre sei in parete, i richiami dei cavalli nei campi, dei caprioli nel bosco, dei cani in paese che riecheggiano nella valle. Vinca è la roccia tagliente delle fessure, che ti fanno male alle mani ma bene alla testa quando hai l’ultimo spit ormai diversi metri sotto il sedere; sono i traversi ruvidissimi dove consumi tutta la gomma delle scarpette in cerca di equilibrio, o più brutalmente… del prossimo spit! Vinca sono le nuvole che giocano a nascondere le torri bianche e bizzarre della Cresta Garnerone, le case rosse del paese fra i castagni, il mare all’orizzonte; e che poi nel tardo pomeriggio si diradano, lasciando il paesaggio avvolto in una luce calda e limpida. Vinca è l’odore dell’erba al sole, dei fiori, delle cagate delle capre, della focaccia dell’Andreina. Vinca è sapore, suono, tatto, vista e profumo di Apuane: Profumo d’antico.

Il Pizzo d’Uccello (1781 m) è una delle vette più famose delle Alpi Apuane: al baratro della parete Nord dove sale la classica Oppio-Colnaghi (650 m, V+) si contrappone il versante di Vinca, esposto al sole, dove la roccia è generalmente migliore, a tratti, anzi, veramente eccezionale! Sui contrafforti che formano la parete Sud sono state tracciate diverse vie, sia classiche (Diedro sud e Tiziana le più ripetute) sia moderne (Dinko la più abbordabile come difficoltà).

La via Profumo d’Antico è una delle moderne e sale il contrafforte sinistro con percorso comunque piuttosto logico su roccia eccellente dall’inizio alla fine, difficoltà continue e chiodatura a tratti esigente che richiede un ottima padronanza del grado.

Con moderna si intende che la via è stata aperta recentemente e non che sia una via sportiva! L’etica dei primi salitori è comunque molto apprezzabile: pochi spit, alle soste e nei passi impegnativi e l’obbligo di integrare con protezioni veloci. Un mix che piace e che rende questa salita certamente di soddisfazione, sempre che si riesca a seguire la via giusta!

Prima salita: M. Franceschini, F. Recchia, M. Terenzi e N. Stefani

PIZZO D’UCCELLO, CONTRAFFORTE SINISTRO (1709 m) – PROFUMO D’ANTICO

Il versante meridionale del Pizzo d'Uccello

Il versante meridionale del Pizzo d’Uccello

INFO TECNICHE  
Data Uscita2 giugno 2018CompagniFederico Rossetti, Luca Castellani
ItinerarioProfumo d'Antico al contrafforte sinistroZona MontuosaAlpi Apuane Settentrionali
TempoTotale 8/10 h (4 h la via)Dislivello700 m circa (200 m la via)
Località di PartenzaNei pressi di Vinca (MS)Quota partenza e arrivo900 m - 1600 m (circa)
Difficoltà globaleTD+, III/S5 o RS3 da attrezzare, 6bDifficoltà tecnicaContinua sul 5c, tiro di 6a, passo di 6b
ChiodaturaA spit piuttosto radi ma comunque presenti nei passi difficili ad eccezione della lama del primo tiro.MaterialeDa arrampicata, una serie di friend fino a 2 BD e una scelta di dadi. Utili soprattutto misure piccole.
Tipologia arrampicataVaria, principalmente placche lavorate. Qualche strapiombo più atleticoRocciaCalcare eccellente. Solo una gigantesca scaglia instabile nel 5° tiro.
SegnaviaTracce, sentiero CAI n°7Libro di vettaNo
Punti d’appoggioPaese di vinca (buona la focaccia!)AcquaAlla partenza
Cartografia utilizzataAlpi Apune 4LANDBibliografia utilizzataB. Barsuglia, G. Cerboni: Alpi Apuane, il gusto di arrampicare
Giudizio100100100100ConsigliataSi!! Quattro stelle solo perchè non arriva in cima!

INDICAZIONI STRADALI

In auto si raggiunge il paese di Vinca nelle Alpi Apuane (uscita A15 Aulla e direzione Equi Terme). Non entrare nel paese ma prendere la strada a destra e seguirla (un po’ sconnessa) fino a quando diventa più stretta e sterrata (fontana e cartelli sulla sinistra).

AVVICINAMENTO

Prendere il sentiero CAI 179 a sinistra della strada e seguirlo in salita per circa 15 minuti fino a quando confluisce in una strada marmifera pianeggiante. Tenersi a destra (indicazioni Capanna Garnerone) e poco dopo lasciare il sentiero CAI per una traccia a sinistra. Abbandonarla subito per imboccare una seconda traccia più sottile a destra che sale ripidamente tra boschetti e ghiaioni (vari ometti) fino a immettersi nel sentiero 37. Si segue quest’ultimo a sinistra in direzione del Pizzo d’Uccello e al bivio col sentiero 175 che sale da Vinca continuare a destra verso Foce Giovo per qualche minuto, quindi traversare a sinistra per prati e roccette (ometti e tracce) senza via obbligata in direzione dei contrafforti. Si incontrano e si seguono poi i segni CAI del sentiero Piolti fino a quando questo non scende in maniera decisa, qui si continua a traversare fino al canale sottostante l’evidente contrafforte di roccia chiara dove salgono Heidi, Dinko e altre vie. Salirne il lato sinistro puntando all’evidente buco sopra una frana in una zona di giganteschi massi. Raggiunta la base della parete entrare nella trincea e percorrerla a sinistra in discesa con passaggi suggestivi (caminetti e buchi, I) fino a quando compie un salto più deciso. Scendere il caminetto (IV, si può utilizzare lo spit sulla parete di destra per far sicurezza) fino a uno spiazzo dove attacca la via (1.5 h).

Si può anche evitare di passare per la trincea, non salendo il lato sinistro del canale sopracitato e continuando a traversare più bassi, per poi salire poco prima del successivo canale tra blocchi (I) raggiungendo direttamente l’attacco sull’estrema sinistra della parete.

RELAZIONE

1° tiro: la via sale dritta allo spit per placca compatta e improteggibile. Noi siamo saliti per il caminetto di destra (IV) rinviando i tre spit della via a fianco, quindi abbiamo traversato in leggera discesa e ci siamo ricollegati alla via (sfalsare le corde!). Dal primo spit alzarsi a un secondo e superare un passaggio più difficile. Puntare quindi all’evidente lama/fessura e rimontarla a sinistra (proteggersi a friend) con passi atletici. Allo spit continuare verticalmente per placca di bella roccia puntando a una pianta. Passarci sotto, traversando a destra allo spit, quindi verticalmente fino a raggiungere la sosta su piccolo terrazzino su due spit arrugginiti (30 m, 6a, 4 spit + 3 spit della via vicina).

2° tiro: dalla sosta traversare orizzontalmente a destra verso un diedro. Salirlo con divertente arrampicata, quindi superare uno strapiombetto ben presato uscendo sullo spigolo a destra (spit). Proseguire verticalmente con bella arrampicata sostenuta seguendo gli spit fino ad uscire per una fessura con un po’ di vegetazione che porta alla sosta su due spit (35 m, 5c, 5 spit).

3° tiro: salire sopra la sosta, poi per bei buchi, quindi oltrepassando un tratto con un po’ di vegetazione uscire su roccia compatta molto bella. Continuare piegando leggermente a sinistra superando qualche passaggio un po’ strapiombante seguito da bellissime placche. Raggiunto infine uno strapiombo molto accentuato (spit) superarlo direttamente con decisione e raggiungere la comoda sosta su due spit uniti da un vecchio cordone (40 m, 5c, 6 spit).

Rimanendo legati o camminando percorrere la cengia erbosa in discesa, oltrepassando l’attacco di Donne con le Gonne (spit), fino a un alberello (60 m).

4° tiro: attaccare la placca compatta puntando a uno spit molto in alto. Seguire poi delle belle lame a sinistra verso una sosta su due spit, qui traversare decisamente a destra, delicato, per una decina di metri fino a raggiungere una sosta su tre spit (45 m, 5c, 4 spit). Invece che prendere le lame un poco a sinistra si può anche salire verticalmente, ignorando la sosta intermedia.

5° tiro: dalla sosta traversare a destra puntando a una evidente lama. Al primo spit non seguire l’invitante lama a destra ma superare direttamente lo strapiombetto uscendo su placche compatte (spit), salire verticalmente puntando prima a una fessura a sinistra poi ai tetti (spit, non visibile dal basso) con arrampicata sostenuta. Traversare sotto i tetti a destra con arrampicata esposta fino alla sosta su due spit (40 m, 5c, 6 spit).

6° tiro: salire sopra la sosta superando il tetto su ottime prese, arrampicata fisica (6b). Al secondo spit traversare a destra ed uscire su terreno più facile (IV). Salire a una pianta, quindi traversare decisamente a sinistra sotto una gigantesca lama staccata. Conviene sostare qui su uno spit (20 m, 6b poi IV, 2 spit).

7° tiro: salire con percorso poco obbligato, in progressiva ascesa a destra su roccia molto lavorata e difficoltà contenute (III/IV) fino a sostare sulla sommità su due cordini in clessidre (30 m, 1 spit con cordone).

DISCESA 

Salire a un ometto, quindi da una sosta attrezzata su due spit, catena e anello di calata scendere con tre doppie: la prima nel canale, poi nel camino verticale fino a una pianta a destra (guardando in basso) con cordini e 1 spit (50 m), la seconda nel canale appoggiato e con vegetazione fino al termine della corda (60 m). Scendere qui a piedi ancora qualche metro fino ad individuare sul lato destro del canale una sosta attrezzata a spit, catena e anello di calata su una piccola sommità. Con una terza doppia si scende nel canale sottostante alla sosta (non quello principale) fino a terrazzino sopra delle placche (50 m). A piedi traversare a destra (guardando in basso) sulla cengia e scendere con l’aiuto di una vecchia corda fissa (attenzione!) al grosso buco dove parte la trincea. Qui seguendo la trincea si può tornare all’attacco o scendere direttamente verso la macchina per medesimo percorso dell’avvicinamento (2.30 h dalla ‘cima’). La linea delle doppie.

OSSERVAZIONI 

La roccia è veramente super, certamente tra le migliori delle Apuane (e non solo!).

Il settore è stato sfruttato in ogni angolo e si presenta come un labirinto di vie, che spesso si intersecano, e seguire quella giusta non è sempre scontato, anche perchè la chiodatura è spesso molto essenziale e distante. Gli spit sono presenti dove servono, a parte la partenza dove uno spit per non frantumarsi le caviglie poteva essere utile anche perché non si ci può proteggere in altro modo, anche se spesso è indispensabile integrare con protezioni veloci.

Il 5a obbligatorio della guida, è giusto ma piuttosto severo e sempre integrando abbondantemente!

L’arrampicata a tratti è molto bella e la via complessivamente è di soddisfazione in un ambiente solare ma selvaggio (la trincea e la frana di avvicinamento sono spettacolari ma mettono un poco di ansia…) qual è la Sud del Pizzo.

Sul contrafforte sinistro salgono altre interessanti vie, citiamo: Gonne con le donne (6a) e Dove osano i peteri (5c).

METEO INCONTRATO (2 giugno 2018)

Giornata particolarmente calda ma le nuvole ci hanno quasi sempre avvolto regalandoci un clima ideale per scalare.

 

Il crinale con massi dell'avvicinamento

Il crinale con massi dell’avvicinamento

Sul terzo tiro

Sul terzo tiro

Sul traverso del 5° tiro

Sul traverso del 5° tiro

Tra la frana e la trincea...

Tra la frana e la trincea…

Bella roccia compatta sul secondo tiro

Bella roccia compatta sul secondo tiro

 

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