Traversata Alto di Sella, sul filo sottile e traballante delle Alpi Apuane

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Logicità linea8.5
Bellezza dell'ambiente8.5
Qualità roccia5
Eleganza dell'arrampicata6.5
Una cresta che non può mancare al vero apuanista!
7.1

L’Alto di Sella è la vetta delle Alpi Apuane che riceve meno visite, probabilmente seguito a ruota dal vicino Monte Sella. Pur trovandosi al centro della catena e vicino a uno dei pochi rifugi aperti quasi tutto l’anno (il Rifugio Conti), le due cime piacciono più alle capre che agli uomini: un po’ per gli avvicinamenti lunghi e scomodi, un po’ per la presenza di cave ancora attive su entrambi i versanti ma soprattutto per il tipo di terreno infido e le difficoltà al limite tra escursionismo e alpinismo.

Eppure sono montagne dalle forme eleganti e che regalano ampi panorami. Sul lato mare mostrano il volto più caratteristico delle Alpi Apuane, con i segni della secolare attività di estrazione del marmo: blocchi ordinati che aspettano di essere portati giù da chissà quanto tempo, edifici, serbatoi, teleferiche in rovina e strade che sembrano lottare con la forza di gravità e le intemperie. Tra i tanti rottami si può ormai annoverare anche la ex ferrata Vecchiacci, che attraversava il versante opposto della montagna, lato Garfagnana: il terreno franoso, ripido, esposto alla caduta di massi ne hanno decretato l’abbandono e forse è giusto così.

La via di salita più utilizzata per l’Alto di Sella è la cresta nord est (II, un passo di III), che si imbocca appunto dalla ex ferrata; mentre il Monte Sella può essere raggiunto per un ripidissimo sentiero CAI lato mare (cava Bagnoli) oppure dal Passo di Sella per la cresta sud-est (passi di I). Sicuramente la traversata delle due vette lungo la cresta spartiacque partendo dalla Focetta dell’Acqua fredda è l’itinerario di maggior soddisfazione, da non sottovalutare per la lunghezza, le difficoltà alpinistiche, la roccia spesso poco sicura e il terreno apuano che richiede costante attenzione. Partendo da Resceto il dislivello è superiore, ma si compie un giro più interessante e panoramico.

Prima salita: B. Figari, E. e R. Questa, 13 maggio 1906 la traversata completa.

La prima salita all’Alto di Sella è del 17 maggio 1903 ad opera di Emilio Questa con F. Federici dalla cresta nord est.

ALTO DI SELLA (1723 m), MONTE SELLA (1739 m) – TRAVERSATA

La cresta dell’Alto di Sella dalla Focetta dell’Acqua Fredda

INFO TECNICHE
Zona MontuosaCima
Itinerario
Cresta ovest Alto di Sella e traversata in cresta al Monte Sella
Tipologia itinerario
Tempo
9 h (3 h la cresta)
Dislivello
1300 m (200 m circa la via con saliscendi)
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
485 m - 3087 m
Avvicinamento
3 h (1150 m D+)
Discesa
2.5 h (1250 m D-)
Difficoltà globaleD-Difficoltà tecnicaV-
spesso III
ChiodaturaRS3
Qualche spit (a caso...) e chiodi in via
Esposizione
RocciaCalcare - MarmoTipologia arrampicata
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
Friend a misure alterne
Martello
Chiodi per le emergenze
Periodo consigliato
Salita in data
06/11/2022
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Attraversare la città di Massa seguendo le indicazioni per Forno (utile navigatore!) dunque deviare per Resceto (508 m), poche possibilità di parcheggio.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Il sentiero più comodo per raggiungere la focetta dell’Acqua Fredda da Resceto è la via Vandelli (CAI 35), che comunque compie un giro abbastanza lungo. Prima del passo della Tambura si devia a destra per il rifugio Conti (1442 m) e dunque si raggiunge il valico passando sopra all’edificio in rovina dei cavatori.

Un’alternativa più avventurosa, che noi abbiamo seguito, consiste nel risalire il canale dei Piastriccioni seguendo sentieri che ricalcano in buona parte le antiche vie di lizza, usate dai cavatori per trascinare a valle i blocchi di marmo prima che lo facessero i camion: il sentiero CAI 165 parte dalla parte bassa di Resceto, passa vicino a capanne di pastori poi inizia a salire ripidamente. Ignorato un primo bivio a sinistra per il rifugio Conti, si continua nel fondo del canale e poco dopo si individua una biforcazione tra le due vie di lizza: il sentiero 165 prosegue a destra verso la Focola del Vento, mentre una traccia si stacca a sinistra salendo faticosamente nel bosco (tratti di cavo) fino a un edificio abbandonato di cavatori. Qui comincia uno spettacolare tratto di via di lizza, che taglia il versante ovest dell’Alto di Sella raggiungendo le Cave Cruze e dunque la Focetta dell’Acqua Fredda (1600 m). Calcolare circa tre ore da Resceto al passo (poco meno se si sale dalla via Vandelli).

RELAZIONE

Dalla Focetta dell’Acqua Fredda sembrerebbe ovvio percorrere direttamente la cresta spartiacque, affilata ma facile; però presto si incontra quasi subito un salto sprotetto da fare in discesa (a occhio almeno III) seguito da un’interruzione dovuta alla cava sottostante, che qui si è letteralmente “mangiata” un pezzetto di cresta. Consigliamo dunque di scendere dal passo verso Campocatino e traversare sotto la cresta sfruttando un cavo di ferro; quando questo inizia a scendere, si continua a traversare per vaghe cengette e placche appoggiate riportandosi vicino al filo (II, roccia rotta).

Riprendere la cresta quando questa si fa meno esposta e camminare fino a un risalto che si supera su roccia a scaglie rovesce (II), poco dopo si è al passo chiave della cresta: un tratto che in passato doveva presentarsi più facile ma ora è franato. Sulla sinistra della frana c’è un muro bianco con un paio di spit tagliati e ancora più a sinistra un diedrino strapiombante con chiodi dove passare in A0. Noi abbiamo seguito la placca (V improteggibile) seguita da un diedro atletico alla cui base è sopravvissuto un vecchio spit (V). In uscita si può fare sosta (a spit) stando sopra a una grande scaglia che forma la faccia destra del diedro appena salito, destinata pure lei a franare presto o tardi. Il tiro è di 20 metri di cui 10 verticali. Forse è possibile passare anche più a destra della frana per rampe erbose. Proseguire con difficoltà inferiori sul filo (II, passo di III) per circa 80 metri fino all’anticima nord dell’Alto di Sella.

Qui inizia il tratto più spettacolare della traversata: la cresta si fa “camminabile” ma veramente esile e con baratri di roccia ed erba da entrambi i lati. Senza particolari difficoltà ma in grande esposizione si raggiunge la vetta dell’Alto di Sella (1726 m), dunque si scende sempre camminando a un intaglio da cui la cresta si fa più sottile e frastagliata. Superare un primo dente in salita e in discesa (II), dunque un secondo più alto, con un esposto traverso lato mare (III). Un terzo gendarme con sosta su cordini alla base si può vincere direttamente sul filo (IV) oppure più facilmente per camino lato Garfagnana. La roccia non è pessima ma richiede comunque costante attenzione.

Dopo questo tratto la cresta torna ad essere più abbattuta ma sempre più rotta. Alcuni denti sul filo possono essere aggirati da vicino lato Garfagnana (II/III marcio) oppure si può stare su cenge lato mare, inizialmente larghe e facili, ma poi occorre fare un passaggio brutto per tornare sul filo di cresta (II). Questa torna a farsi più sottile e rocciosa: si scende qualche metro poi si affronta direttamente il filo sottile e molto esposto, su roccia sempre dubbia (III), poi più facilmente fino all’anticima del monte Sella, dove le difficoltà alpinistiche terminano. Per facile cresta erbosa si può raggiungere la vetta principale del Monte Sella (1739 m).

DISCESA

Nel canale erboso tra la cima e l’anticima scende lato mare il sentiero CAI 160 che presto raggiunge una cava abbandonata (Cava dei Bagnoli). Qui si continua a scendere ripidamente superando un rudere fino alla Focola del Vento (1358 m), dove si ignora il sentiero che continua a scendere verso Renara e la lizza della Monorotaia e si scende a destra nel canale dei Piastriccioni verso Resceto. Il primo tratto è esposto e scivoloso. Raggiunto il fondo del canale si continua lungo il 165 fino all’auto (2,30 h dalla vetta).

OSSERVAZIONI

Eravamo partiti piuttosto leggeri aspettandoci di incontrare difficoltà minori… niente chiodi e martello, giusto qualche friend; l’unico che si è portato le scarpette è stato Alberto abituato a non fidarsi dei gradi delle guide CAI/GMI. Il passaggio vicino alla frana invece ci ha dato filo da torcere e non si è esclusa l’ipotesi di tornare indietro… dopo qualche dubbio il bravo Alberto ha avuto il sangue freddo di salire la placca sprotetta senza sapere bene cosa avrebbe trovato dopo, e ha portato su la corda per tutti! I chiodi sulla sinistra non li aveva visti. Guardando vecchie foto, si vede bene come sulla destra dello spigolo ci fossero grossi lastroni fessurati che permettevano di salire più facilmente, mentre ora al loro posto c’è un buco giallo. Pure la sosta sopra alla frana risulta precaria, il blocco che c’è sotto potrebbe fare la stessa fine degli altri.

La cresta era stata attrezzata con alcuni spit dall’ex gestore del rifugio Conti nel 2006 suscitando qualche polemica; molti di questi spit sono stati rimossi probabilmente prima che il passaggio franasse. Il resto della cresta è su difficoltà mai superiori al III, dunque se si vuole stare su difficoltà uniformi, forse è più consigliabile salire l’Alto di Sella per la cresta nord-est evitando il passaggio più pericolante (non che il resto sia granitico, beninteso!).

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Il rifugio Nello Conti è un ottimo punto di appoggio se si vuole spezzare l’escursione in due giorni: un rifugio di quelli con la R maiuscola, scomodo e spartano ma accogliente, aperto buona parte dell’anno. Per trovare un bar dopo il giro invece tocca scendere a Massa.

PER APPROFONDIRE: LIBRI, GUIDE, CURIOSITÀ

Sulla guida Apuane 100 itinerari classici e di avventura si possono trovare precise descrizioni delle vie di Lizza del versante marittimo del Sella. Interessanti approfondimenti anche sul ricco sito di Escursioni Apuane.

INFO UTILI
Previsioni meteoMeteoapuane
WebcamWebcam Canevara (MS) sul monte Cavallo
Punti d’appoggio
Bibliografia
Cartografia4LAND - Alpi Apuane 1:25.000

 

Traversata Alto di Sella - Monte Sella, sul filo sottile e traballante delle Alpi Apuane

Risalendo dalla lizza delle Cave Creuze

Il salto con la frana

Traversata Alto di Sella - Monte Sella, sul filo sottile e traballante delle Alpi Apuane

Discese delicate nel tratto dei denti

Tratti sottili

Traversata Alto di Sella - Monte Sella, sul filo sottile e traballante delle Alpi Apuane

Discesa inizialmente dolce, vista verso il Golfo di La Spezia

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Apuanecreste

Scritto da

Montagnatore

LUCA CASTELLANI Sono nato nel 1989 a Parma, in mezzo alla pianura e da 9 anni ci lavoro come falegname nella ditta di famiglia. Quasi tutto il mio tempo libero lo trascorro in montagna o dovunque trovi un minimo di pendenza. Salgo e scendo con diversi mezzi, qualche volta contemporaneamente: a piedi, con gli sci, le piccozze, la mountain bike… l’attività che prediligo è però l’arrampicata su roccia.  Laureato in Lettere, ho sempre amato scrivere e lo facevo anche prima di cominciare ad arrampicare. Nel 2013 ho creato il blog Montagnatore, dove ho raccolto foto e racconti delle mie escursioni; poi dal 2016 ho iniziato a collaborare con Federico al sito Redclimber scrivendo relazioni e racconti di arrampicate, recensioni di libri di montagna, interviste, approfondimenti su temi di attualità legati alla montagna. Come nel mio lavoro costruisco mobili su misura ogni volta diversi, che poi i clienti riempiranno con i loro vestiti o libri o suppellettili... così su Redclimber intendo creare relazioni precise e accurate, che non siano un prodotto pre-confezionato e sempre uguale, ma uno spunto da cui partire per vivere la propria avventura unica e irripetibile. 

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