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Cascata Fontanazzo di destra: una comoda salita su ghiaccio in val di Fassa

by Montagnatore
6 minuti di lettura
Cascata Fontanazzo

Le cascate di Fontanazzo sono tra le più famose e ripetute della val di Fassa. Visibili dalla strada delle Dolomiti, il ramo di sinistra è più difficile e sostenuto, mentre quello di destra si presta ad un approccio più soft. La prima parte segue un suggestivo canyon, da cui si raggiungono i salti superiori, inframezzati da tratti di camminata; l’ultimo tiro presenta il tratto più ripido, da non sottovalutare.

L’accesso è veloce, così come il rientro su sentiero CAI: conviene attaccare presto al mattino per non fare troppa coda!

VAL DI FASSA – CASCATA DEL FONTANAZZO (RAMO DX)

Alla base dell’ultimo salto, il più grande

INFO TECNICHE
Data Uscita25 febbraio 2018CompagniLuca Castellani, Pietro Cattani, Pietro Gaibazzi
Gruppo MontuosoDolomiti - Val di FassaItinerario - ViaCascata di Fontanazzo di destra
EsposizioneNPeridio consigliatoNormalmente ben formata tutti gli inverni
Tempo2/3 h (2h la cascata)Sviluppocirca 200 m
Difficoltà II/3+ ChiodaturaSoste in genere attrezzate
MaterialeAttrezzatura da ghiaccio (10/12 viti)Bibliografia utilizzataRelazione sul Web - Relazionata in Francesco Cappellari, Ghiaccio verticale, le più belle cascate delle Alpi Orientali
Giudizio100100100Consigliata , carina! Vale senz'altro una visita se già si è in zona

INDICAZIONI STRADALI

Dal casello dell’autostrada del Brennero di Egna-Ora si seguono le indicazioni per la val di Fassa, seguendo la Strada delle Dolomiti fino al paese di Fontanazzo. Svoltare a destra (indicazioni Dolciaria Fassana) e lasciare l’auto in un parcheggio vicino al fiume.

AVVICINAMENTO

Oltrepassare un ponte (da cui è già visibile il ramo di sinistra) e seguire brevemente a sinistra la pista da fondo. Incontrato il torrentello sotto le cascate, si sale nel bosco per tracce lasciandoselo a destra. Salire fino a quando la pendenza del bosco aumenta: scendere dunque nel torrente appena sotto al primo breve salto ghiacciato (10 minuti).

RELAZIONE

Superare un primo breve muretto (70°), dunque proseguire a sinistra nel torrente che si addentra in una profonda forra. Noi ci siamo legati alla base di un saltino breve ma piuttosto magro, nel punto più stretto.

1° tiro: superare la goulottina a sinistra (passo a 75° iniziale, poi 60°), badando a non bagnarsi nel costeggiare il torrente! Proseguire più facilmente fino alla base di un altro salto ghiacciato, sulla sinistra  (30 m, di cui 20 facili).

2° tiro: muro a 75/80°, sosta di calata sulle rocce al suo termine (15 m).

3° tiro: camminare lungo il torrente verso un muro ghiacciato più grande, più facile sulla sinistra (60° all’inizio, poi 80°). Sosta a spit e maillon sul bordo del salto (40 m, di cui 20 facili).

Conviene ora slegarsi e risalire il torrente e il seguente pendio di neve a destra che porta alla base del salto più interessante (100 m). Possono essere formate altre colate: l’itinerario normalmente ripetuto è quello più a destra, molto evidente.

4° tiro: salire a sinistra lungo la colata via via più ripida (fino a 85°); raggiunta un’evidente cengia alla base di un tratto più ripido, attrezzare una sosta su ghiaccio (30 m).

5° tiro: tiro chiave. Superare l’ultimo muro sostenuto (8 metri a 90°), dunque spostarsi a sinistra per imboccare una rampetta (75°) che porta alla fine delle difficoltà. Sosta su radice con cordone o albero (18 m). Se si hanno abbastanza viti (e braccia!), può risultare conveniente unire gli ultimi due tiri.

DISCESA

Salire brevemente lungo il solco del canale fino a incontrare una traccia marcata, che si segue a destra (sentiero CAI). Si perde quota velocemente, talvolta con l’aiuto di un cavo d’acciaio, fino alla pista da fondo, nei pressi del ponte sull’Avisio percorso all’andata (20/30 minuti).

OSSERVAZIONI

Cascata didattica, presenta difficoltà crescenti. Sono possibili almeno due scappatoie, prima del 4° tiro (nel bosco a destra fino al sentiero) e perfino sulla cengetta sotto il 5° tiro (viste tracce). La posizione molto, troppo comoda, suggerisce di partire presto al mattino: sia per non fare troppa coda, sia per tornare in tempo alla Dolciaria Fassana (chiusura ore 13), decisamente popolare tra i ghiacciatori… e con ottime ragioni!

Siamo saliti in una giornata fredda, con temperature sempre sotto zero. Il ghiaccio era molto duro e spaccoso, ma la progressione era facilitata – almeno nei tiri più semplici – dai solchi dei precedenti passaggi.

RELAZIONE PDF

 

 

Caratteristico torrentismo nel primo tiro

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Ultimo tiro - bello dritto!

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