Punta Buffanaro è una pronunciata vetta del tratto di crinale appenninico tra i passi del Lagastrello e del Cerreto, già ben visibile salendo dalla Val d‘Enza. Il versante Nord è costituito da un sistema di placconate, molto evidenti anche da grande distanza, che si alternano a ripidi canaloni e pietraie. Lungo le placche sono state tracciate alcune vie di arrampicata estive: la “Via del Chiodo Fisso” di Montipò e Pezzi alle placche basse e la Via “Diretta Nord” di Piazza e Rossetti e la via “Ti vedo tentennare” di Simonini e Monduzzi alle placche alte. Non si hanno notizie di salite delle placche mediane. In inverno l’intero versante, placche comprese, è ricoperto da uno strato di neve e ghiaccio. La classica salita è il Canalone Nord che sale alla base delle placche alte (45° PD+ da GMI). Altri itinerari meno logici sono possibili lungo i pendii che salgono direttamente dalla radura dei Ghiaccioni. Più interessanti sono le salite invernali delle tre vie di roccia. Lo Sperone Nord è una caratteristica cresta che chiude la conca dei Ghiaccioni e su cui terminano le placche alte. In inverno è una bella ascensione su neve, molto panoramica e aerea senza particolari difficoltà. Le pendenze maggiori (40/45°) si concentrano nella parte iniziale, poi più si sale più le difficoltà diminuiscono.
Prima salita nota: M. Brunelli, P. Del Canale, A. Piazza e F. Rossetti il 22 febbraio 2014 (probabilmente già salita in precedenza).
PUNTA BUFFANARO (1878 m) – SPERONE NORD
INFO TECNICHE | |||
---|---|---|---|
Data Uscita | 22 febbraio 2014 | Compagni | Mario Brunelli, Pietro Del Canale, Alberto Piazza |
Itinerario | Sperone Nord di Punta Buffanaro in invernale | Zona Montuosa | Appennino Settentrionale |
Tempo e distanza | 6.30 h - circa 10 km (2.30 h lo sperone procedendo a tiri) | Dislivello | 900 m (lo sperone 300 m per uno sviluppo di circa 500 metri comprendendo la cresta di crinale finale) |
Località di Partenza | Succiso Nuovo (RE) | Quota partenza e arrivo | 988 m - 1878 m |
Difficoltà globale | PD+ | Difficoltà tecnica | Pendenze fino a 40/45 |
Chiodatura | - | Materiale | Piccozza e ramponi. Eventualmente una corda, fittoni e cordini. |
Tipologia arrampicata | Cresta a tratti ripida | Roccia | - |
Segnavia | Sentiero CAI 653, 00 | Libro di vetta | No |
Punti d’appoggio | Bivacco Ghiaccioni | Acqua | Fontana alla partenza |
Cartografia utilizzata | Carta escursionistica - L'Appennino Reggiano (foglio 2) | Bibliografia utilizzata | Appennino di neve e di ghiaccio Vol. 1 Itinerario 68 |
Giudizio | ![]() ![]() ![]() | Consigliata | Si! Bella salita aerea e molto panoramica senza particolari difficoltà |

INDICAZIONI STRADALI
Si raggiunge l’abitato di Succiso Nuovo nell’Appennino reggiano e si lascia la macchina lungo la strada nei pressi della chiesa (fontana).
AVVICINAMENTO
Si prende l’evidente carraia nel bosco, segnavia 653 (dx al bivio) e si risale la valle costeggiando il Torrente Liocca fino a raggiungere la piana dei Ghiaccioni (1.30 h). Nella radura si prende a destra il sentiero per il Lago di Monte Acuto e lo si segue in salita nel bosco. Ben presto si abbandona il sentiero e si sale su percorso non obbligato puntanto alla base della cresta che si raggiunge rientrando nel bosco (2 h).


RELAZIONE
Si sale direttamente la cresta dapprima nel bosco, poi su terreno aperto. Si salgono i primi 150 metri tra qualche arbusto su cui è possibile fare eventualmente sosta. Le pendenze sono sempre oltre i 30/35° con tratti a 40/45°. Dopo circa 300 metri si arriva alla selletta di uscita della via Ti vedo tentennare. Per raggiungere la selletta conviene traversare lato Monte Acuto (dx), quindi risalire ripidamente all’intaglio. In alternativa si segue direttamente l’affilatissima cresta (2 metri). Si continua sullo sperone su pendenze minori per altri 100 metri fino a raggiungere la cresta di crinale che si segue senza difficoltà fino alla vetta (4.30 h a tiri).
DISCESA
Si prende la cresta di crinale verso il Monte Alto (E/SE). Si supera qualche tratto più ripido e si raggiunge un’ampia sella (1820 m circa). Qui si abbandona la cresta e si scende nel vallone dei Ghiaccioni su percorso non obbligato scendendo e traversando a destra su pendio a tratti ripido. ATTENZIONE, non scendere direttamente ma traversare abbondantemente a destra (E/NE), altrimenti vi è il rischio di finire sopra le placche basse. Indicativamente si scende traversando verso Est per 300 metri, poi si scende verso Nord più ripidamente per un centinaio di metri, quindi si traversa ancora per una cinquantina di metri per poi scendere definitivamente nel vallone. Si entra nel bosco e si continua a scendere fino a raggiungere un canale tra gli alberi che si segue. Nell’ultimo tratto si incontra il sentiero proveniente dal Passo di Pietratagliata che si segue fino alla radura dei Ghiaccioni (1 h). Ora seguendo il sentiero 653 si raggiunge Succiso Nuovo (2 h).
OSSERVAZIONI
Bella salita in ambiente isolato e severo. Lo sperone seppur molto panoramico e aereo può risultare un po’ monotono se si procede a tiri. Un’alpinista medio lo percorre in relativa sicurezza senza corda. La discesa non è banale (Attenzione: con tanta neve il pendio scarica molto). Le alternative (lungo le creste di crinale) sono più lunghe e impegnative della salita.
RELAZIONE PDF

Nessun commento