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Via Grace, misto facile ma non troppo sulla nord del Pennino

by Montagnatore
8 minuti di lettura
Monte Pennino - Via Grace

Il monte Pennino, come suggerisce il nome, è un monte Penna in miniatura: appare un po’ più aguzzo e sulla sua vetta non ci sono le ingombranti costruzioni sacre presenti sulla montagna “madre”. Pure lui presenta una parete nord dove si alternano roccia ed erba, canali e speroni; e d’inverno diventa un ottimo parco giochi per spiccozzatori. Il chiodatore più attivo sul Pennino è stato Stefano Righetti: a parte un paio di vie esplorative dei piacentini lungo le linee più logiche, tutte le altre salite di misto attrezzate a spit, sia sulla parete nord sia sulla più repulsiva nord-ovest, affacciata sul canale nord che separa il Pennino dal Penna, portano la firma di Stefano e vari soci.

La via Grace è la più abbordabile del Pennino: gli spit sono pochi e non sempre facili da trovare, la parete è a tratti appoggiata e permette più vie di salita possibili; è quasi sempre possibile proteggersi sfruttando le piante e le fessure. L’ambiente molto bello e il canale finale che sbuca sulla piccola cima valgono senz’altro la via, che si può facilmente abbinare a un’altra salita sulla nord o la est del Penna.

Prima salita: S. Righetti, M. Meli, 2006

MONTE PENNINO (1676 m) – VIA GRACE 

Monte Pennino - Via Grace

A sinistra il Pennino, a destra il Penna

INFO TECNICHE
Gruppo MontuosoCima
Itinerario
Via Grace
Tipologia itinerario
Tempo
4 h (2,15 h la via)
Dislivello
350 m (100 m circa la via)
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
1400 m - 1731 m
Avvicinamento
45 min (200 D+)
Discesa
2 h e mezzo (1250 D-)
Difficoltà globaleAD+Difficoltà tecnica65°M3
Versante sui 50° con qualche passaggio più ripido
ChiodaturaRS3
Qualche spit in via, soste a spit
Esposizione
RocciaOfioliteTipologia arrampicata
Attrezzatura consigliata
Normale da alpinismo invernale
Serie di friend (da 0.3 - 2 BD)
8 rinvii
Qualche vite da ghiaccio
Periodo consigliato
Salita in data
13/01/2024
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Si deve raggiungere il Rifugio Casermette, aperto tutto l’anno: in caso di innevamento abbondante, l’unica strada pulita regolarmente è quella che sale da Amborzasco in Val d’Aveto, comoda per chi arriva dalla Liguria. Talvolta viene pulita anche la strada tra il Passo del Tomarlo e il Passo del Chiodo, che accorcia notevolmente il viaggio salendo da Parma per la Val Taro. Non viene invece mai pulita dopo le nevicate la strada tra il Rifugio Monte Penna (sopra Alpe) e il Passo del Chiodo, sfruttata come pista da fondo.

ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio sulla strada nei pressi del Rifugio Casermette (buon punto di osservazione sulla parete) si imbocca il sentiero nel bosco segnato con triangoli gialli sugli alberi verso il Monte Trevine guadagnando circa 100 metri di quota. Quando si è ormai vicini alla parete del Pennino, poco prima che il sentiero pieghi a sinistra in salita, lo si abbandona prendendo come riferimento lo sperone che divide la parete nord da quella nord ovest. Lasciarselo a destra salendo nel canale più largo fino alla fine del bosco. Spit (alto con poca neve) sulle rocce a sinistra.

RELAZIONE

1° tiro: salire il canale vincendo un primo diedrino. Una goulottina incassata sale a sinistra (forse era la via originale, ma non abbiamo visto i fix e andava troppo a sinistra), restare invece nel canale principale puntando a una strozzatura che si supera con un incastro di picche (M3). Proseguire nel canalino a 50° un po’ disturbato dalle piante fino a una cengia. Sosta a destra su pianta e/o spit alla base di un diedro canale (40 m).

2° tiro: salire il bel diedro (pianta all’inizio) e uscirne a destra in spaccata (buona fessura). Continuare su terreno più facile fino a uno spigolo (chiodo) che si aggira a destra. Vincere una breve placchetta ghiacciata e sostare su spit + chiodo (40 m).

3° tiro: a destra della sosta per placchette con un po’ di ghiaccio e toppe d’erba. Seguire la linea del canale fino a un grottino, uscirne direttamente a sinistra (M3) oppure aggirarlo da destra con buona copertura nevosa. Proseguire su terreno più appoggiato fino a una conca alla base della parete finale. Sosta su pianta (30 m).

4° tiro: spostarsi a destra per una sorta di trincea fin sotto la verticale dell’evidente camino finale. Salire senza via obbligata la paretina di erba e rocce (45°, non facile da proteggere) fino a una placca con un chiodo e uno spit. Proseguire al centro del camino (50°) fino a una biforcazione quasi al suo termine: prendere un bel diedrino a destra (M3, spit) che esce al terrazzino con la sosta (50 m).

5° tiro: traversare brevemente a destra aggirando l’ultimo salto roccioso. Per erba si raggiunge facilmente la vetta, soste di calata a destra (10 m, facile).

DISCESA

Si scende a piedi dalla breve via normale sul versante opposto di salita (sud), per facili roccette (I) che richiedono attenzione. Le soste di calata dovrebbero essere le uscite delle difficili vie di misto sulla parete nord ovest, è possibile anche calarsi in doppia da lì atterrando nel canale nord del Penna (non verificato, può essere conveniente se si vuole fare un’altra via sulla nord del Penna).

Raggiunta la sella fra Penna e Pennino si può scendere nel bosco a sinistra riconnettendosi al sentiero di salita oppure (consigliato) salire in vetta al Penna seguendo il sentiero attrezzato con catene o i canalini a 45° alla sua destra. Dalla cima del Monte Penna (1741 m) si scende per il facile e quasi sempre battuto sentiero nel bosco in direzione ovest fino al passo dell’Incisa, da cui seguendo a destra la strada forestale si torna all’auto (1 h abbondante dall’uscita della via).

OSSERVAZIONI

Via salita in condizioni non certo ottimali: poca neve inconsistente (circa 20 cm), erba non ghiacciata, colate di ghiaccio esigue. Dal canalino su cui attacca la via scendevano molte piccole scariche di neve scaldata dal sole sulle rocce e il bosco soprastante. Vedendo il primo spit a 3 metri da terra sulle rocce alla nostra sinistra, abbiamo dedotto che quando è stata attrezzata la via c’era molta più neve.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Rifugio Casermette alla partenza; se si arriva da Parma per il Passo del Tomarlo merita una menzione il bar di Anzola, in cui sembra di tornare indietro nel tempo.

INFO UTILI
Previsioni meteoMeteoparmaMeteo Arpa Liguria
Webcam
Punti d’appoggio
BibliografiaArrampicaParma, Idea Montagna
Cartografia

 

Monte Pennino - Via Grace

Secondo tiro

Monte Pennino - Via Grace

Terza sosta

Monte Pennino - Via Grace

Diedro finale del quarto tiro

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