Canale dei 2 gendarmi: classica salita invernale al Vallone dell’Inferno

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Il Vallone dell’Inferno è uno dei posti più affascinanti dell’Appennino Tosco-Emiliano. In inverno l’accesso comodo e la molteplicità di itinerari di ogni difficoltà e con esposizioni particolarmente favorevoli ne fanno uno dei luoghi prediletti per l’alpinismo invernale con piccozze e ramponi.

Con i suoi 1895 metri, La Nuda è la vetta più elevata del vallone e la sua costiera settentrionale che comprende la cima del Forame separa questo selvaggio angolo d’Appennino dagli antropizzati impianti sciistici di Cerreto Laghi. Questo ampio crinale è composto da una serie di gendarmi e paretine rocciose, intervallati da numerosi canali di neve mai difficili, spesso discesi in sci, che si prestano anche a qualche variante più difficile sempre con splendida vista sul Gendarme e la Cresta dello Scalocchio.

Il Canale dei 2 gendarmi salito da alpinisti reggiani a metà degli anni ’70 è il canale più classico e frequentato della zona e si sviluppa per circa centocinquanta metri tra torrioni rocciosi con pendenze mai eccessive (30/50°).

Prima salita: I. e V. Cioni, M. Fornaciari, S. Leoni, B. Pergreffi, C. Possa e A. Soncini il 2 marzo 1975

LA NUDA, IL FORAME (1895 m) – CANALE DEI 2 GENDARMI

La costiera occidentale della Nuda - Forame con gli accessi del Canale dei 2 Gendarmi

La costiera occidentale della Nuda – Forame con gli accessi del Canale dei 2 Gendarmi

INFO TECNICHE
Zona MontuosaCima
Itinerario
Misto Inferno
Tipologia itinerario
Tempo
5,15 h (1,30 h la via)
Dislivello
600 m D+ (100 m la via)
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
1269 - 1849 m
Avvicinamento
1,30 h (500 m D+)
Discesa
1,30 h a piedi (600 D -)
Difficoltà globaleD-Difficoltà tecnica80°M2
Spesso 60°, passi a 80° o facile misto
ChiodaturaR3
Assente
Esposizione
RocciaArenaria - MacignoTipologia arrampicata
Attrezzatura consigliata
Normale da alpinismo invernale
2 piccozze
Serie di friend (da 0.3 - 2 BD)
Scelta di chiodi
8 rinvii
Viti da ghiaccio corte
Periodo consigliato

INDICAZIONI STRADALI

Raggiunto il Passo del Cerreto che separa le province di Reggio Emilia e Massa Carrara, si svolta in direzione Cerreto Laghi. Dopo 900 m si lascia la macchina nei pressi di un tornante, di fronte all’Albergo Belvedere (chiuso).

AVVICINAMENTO

Lasciata l’auto nel parcheggio del Ristorante/Albergo Belvedere, si prende la strada seguendo le indicazioni CAI per il sentiero 00 e il Monte La Nuda. Si superano alcune costruzioni e al termine della strada si segue il sentiero che sale dolcemente nel bosco. Ignorando tutti i bivi si prosegue sul sentiero 00 fino alla spianata del Bivacco Rosario (1/1.30 h). Si sale dietro al bivacco nel bosco puntando all’evidente canale su percorso non obbligato. Fuori dalla vegetazione si risale il pendio nevoso, via via più ripido e si raggiunge la base dell’ampio canale (1.30 h).

Con neve portante conviene abbandonare la traccia del sentiero quando il sentiero esce dal bosco prima dell’ultimo ‘strappo’ per il bivacco e salire direttamente per ampio pendio fino alla base dell’evidente canale risparmiando un po’ di tempo.

RELAZIONE

Salire la prima parte del canale su pendenze modeste (30/40°). Quando il canale sembra biforcarsi continuare a seguire il ramo principale al centro su pendenze che vanno ad accentuarsi. Il canale si stringe e si raggiunge ripidamente (45/50°) la selletta d’uscita (0.30/1 h dall’attacco). Scendere nell’opposto versante, quindi traversare verso destra (faccia a valle) fino ad individuare un canaletto (45°) che permette di rimontare la cresta. Seguirla senza difficoltà in discesa fino ad un ampia sella (a destra si può rientrare al bivacco per uno scivolo di neve: Scivolo SO, max. 35/40°). Si prosegue per l’ampia dorsale nevosa senza difficoltà con vista sugli impianti del Cerreto. Raggiunta una nuova sella si inizia a salire più ripidamente facendo attenzione a mantenersi sempre sul filo della cresta ed evitando il pendio a sinistra dove si verifica sempre qualche valanga. In breve si raggiunge la vetta (0.30 h dall’uscita del canale).

DISCESA

Scendere verso Ovest lungo il crinale che collega La Nuda al Gendarme con bella vista sulle Alpi Apuane e il mare. Raggiunta la sella (cartelli) abbandonare la cresta e scendere nel vallone con percorso non obbligato (inizialmente 30°) fino a raggiungere la piana del Bivacco Rosario. Per sentiero segnato e sempre tracciato si rientra al parcheggio (1.30/2 h dalla cima).

OSSERVAZIONI

Canale molto classico, didattico e ripetuto, ottimo come primo approccio alle salite invernali con piccozze e ramponi in Appennino Settentrionale. Con poca neve sulle rocce c’è qualche chiodo utilizzabile, mentre sulla sella in uscita è presente una sosta a spit. Le rocce sui lati offrono comunque buone possibilità di protezioni. Il canale come tutto il versante prende il sole al pomeriggio ma resta in condizione fino a stagione avanzata. La salita è eventualmente abbinabile con altri percorsi al Vallone dell’Inferno (in particolare tutti i canali al crinale dello Scalocchio restano in ombra tutto il giorno).

SALITE INVERNALI NELL’APPENNINO TOSCO-EMILIANO

CONDIZIONI E METEO INCONTRATI (8 marzo 2018)

Bellissima giornata con tanta neve e cielo blu. Neve dura e portante alla macchina e nel bosco in basso ma che è diventata più sfondosa salendo. Canale molto pieno con neve non ghiacciata ma complessivamente buona per una progressione senza troppa fatica, più delicato l’ultimo tratto ripido. Ambiente notevole con tanta neve sulle pareti e creste belle corniciate.

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Il Canale dei 2 Gendarmi

Il Canale dei 2 Gendarmi

I 2 Gendarmi!

I 2 Gendarmi!

La parte finale del canale con vista su Gendarme e Scalocchio

La parte finale del canale con vista su Gendarme e Scalocchio

Da sinistra: gli impianti del Cerreto, La Nuda, il Gendarme e lo Scalocchio

Da sinistra: gli impianti del Cerreto, La Nuda, il Gendarme e lo Scalocchio

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Salita8.5
Ambiente9
Arrampicata8
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Scritto da

REDclimber

FEDERICO ROSSETTI: Scalo, fotografo, racconto. Ho sognato REDclimber in una piovosa giornata d’autunno, correva l’anno 2012. Da allora ho trasformato la passione per la montagna in una ragione di vita. Dall’Appennino, terreno prediletto tra ghiaccio e macigno, alle Alpi spinto dalla voglia di ricerca, riscoperta e avventura. Mi dedico a raccontare le montagne dal blog alle pubblicazioni editoriali. Uno dei miei progetti è « Vie normali Valle d’Aosta », salire tutte le 1226 cime della Valle d’Aosta e pubblicare una collana di 8 guide escursionistiche – alpinistiche. Nel 2020 ho fondato Mountain Communication, un’agenzia di comunicazione che si occupa di valorizzare realtà legate al mondo della montagna.

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