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Direttissima Sud al Marmagna: nuovi orizzonti di Appenninismo invernale

by Montagnatore
13 minuti di lettura

Il Marmagna è la montagna dei parmigiani: meta gettonata tra gli escursionisti sia in estate sia in inverno, dopo le nevicate i suoi pendii vengono quasi subito tracciati dagli scialpinisti. Tanti di Parma (compreso chi scrive) hanno imparato qui a usare piccozza e ramponi, facendo la prima esperienza di ripido sul breve canalino nord.

Tutte le montagne su una cresta di confine, un crinale, hanno però due volti: e nel caso del Marmagna questi sono profondamente diversi tra loro. Dal lato parmense il paesaggio è ameno, addolcito dalla morfologia dell’antico ghiacciaio: c’è il famoso Lago Santo, torbiere, estesi boschi di faggio, due rifugi e persino una seggiovia; il versante toscano invece è uno dei luoghi più scomodi e inospitali di tutto l’Appennino settentrionale! Un baratro di quasi 1000 metri sovrasta i piccoli paesi in fondo alla valle del Caprio, in Lunigiana, che in linea d’aria sono più vicini alla vetta rispetto a quelli in alta val Parma; ma sono molto più bassi, e le strade carrozzabili si fermano lì o poco più su. Parlare di parete forse è esagerato: ci sono lunghi e profondi canali inframezzati da speroni e interrotti da bastionate di arenaria macigno; il confine tra erba e roccia è labile, tutto è ripido ma quasi mai verticale.

Il volto del Marmagna che guarda la Lunigiana è uno di quei luoghi in cui si può ancora vivere un alpinismo invernale di avventura. L’esposizione in pieno sud e il mare non lontano fanno sì che le condizioni di questa salita siano effimere, da attendere con pazienza e cogliere al volo: ci vuole ovviamente la neve, ma non troppa; tanto freddo e un pizzico di fortuna. Un mix che non si avvera tutti gli inverni. La Direttissima sud (nome proposto) è il canale più evidente e diretto del versante meridionale, nelle condizioni della prima salita, un susseguirsi di sorprese ghiacciate, tra frange strapiombanti, strette goulottine e passi di misto e brevi cascate dalla difficoltà non trascurabili ma mai estreme. La difficoltà è da considerare più nel complesso: l’accesso lunghissimo e disagevole, l’ambiente severo ed isolato, i pericoli oggettivi, lo sviluppo del canale. Una rara perla dell’Appennino per appassionati veri, di sicura soddisfazione.

Prima salita (nota): Luca Castellani e Federico Rossetti il 10 febbraio 2023

MONTE MARMAGNA (1856 m) – DIRETTISSIMA SUD

INFO TECNICHE
Gruppo MontuosoCima
Itinerario
Direttissima Sud al Marmagna
Tipologia itinerario
Tempo
10 h (4 h la via)
Dislivello
1400 m circa (800 m la via)
Località di PartenzaQuota partenza e arrivo
660 m - 1856 m
Avvicinamento
2.30 h, 500 m D+
Discesa
a piedi 3 h, 1200 m D-, 50 m D+
Difficoltà globaleDDifficoltà tecnicaIII+80°M3
Passi di misto e brevi tratti su ghiaccio.
ChiodaturaR3
Assente
Esposizione
RocciaArenaria - MacignoTipologia arrampicata
Attrezzatura consigliata
Normale da alpinismo invernale
2 piccozze tecniche
Serie di friend (da 0.3 - 2 BD)
Scelta di chiodi
Viti da ghiaccio corte
Periodo consigliato
Salita in data
08/07/2018
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Da Filattiera salire a Gigliana, proseguire fino al cimitero e poi svoltare a destra su sterrato per Biglio (650 m). Parcheggiare appena prima della piccolissima frazione, presso un bivio con una sterrata che sale a sinistra. Con un fuoristrada la si può percorrere fino al Passo della Colletta (826 m) risparmiando 30/40 minuti di avvicinamento.

NOI ABBIAMO PARCHEGGIATO QUI

La partenza

AVVICINAMENTO

Imboccare il comodo sterrato che sale moderatamente nel bosco e poi esce sui prati lasciandosi a sinistra il Monte Bosta. Con qualche saliscendi si raggiunge il Passo della Colletta (fonte) da cui inizia il sentiero per il Bivacco Porcili. Lo si segue guadagnando quota nel bosco. A quota 1050 metri si incontra un punto panoramico (Belvedere) con una panchina. Arrivati a 1150 m il sentiero compie un tornante a destra e si incontra un bivio non molto evidente: abbandonare il sentiero principale e proseguire dritti (indicazioni poco evidenti Prati del Prete su un faccio) su un sentiero abbastanza marcato (qualche bollo) che prosegue a mezzacosta.

Il versante diventa via via più ripido e si attraversano perdendo quota alcuni canali che possono risultare ostici in caso di neve dura. Dopo una zona con ruderi di capanne (Prato del Prete) si raggiunge un canale più netto che scende oltre il bivacco Porcili: qui il sentiero piega a sinistra perdendo quota fino al fondo del canale principale che separa Marmagna e Aquilotto. Conviene osservare prima il versante dove sale il canale perché una volta in fondo non è immediato orientarsi. Guadato un primo canale se ne incontra poco dopo un altro che è quello che dà la direttiva della salita. Ci si trova alla base di una piccola parete rocciosa dove scendono alcune cascatelle (2.30 h).

RELAZIONE

Il canale salirebbe a destra della parete opponendo un primo salto, ma purtroppo in occasione della nostra salita non c’era ghiaccio e abbiamo aggirato tutta questa parte stando nel bosco a sinistra. Dopo circa 100 metri comodi di ravanage, appena prima che il bosco diventasse più rado abbiamo traversato a destra sotto risalti ripidi di erba e roccia riprendendo il fondo del canale, dove abbiamo trovato i primi fondi di slavina. In questo tratto il canale è largo e ingombro di grossi massi, ma presto si raggiunge un primo risalto ripido.

Non salire il solco principale che presenta erba e roccia poco rassicurante ma salire un diedro-camino (75°, II e III), proseguendo per divertenti brevi salti ghiacciati. Con qualche passaggio su roccia riprendere a sinistra il canale principale.

L’ambiente si fa via via più incassato, e si prosegue su neve senza difficoltà. Si passa sotto a una cascatina e per canale ora più ampio si raggiunge un secondo risalto più ripido.

Superare il diedrino aiutandosi con un masso incastrato (III+) e proseguire su bella colata di ghiaccio che diventa più appoggiata salendo (55/50°). Sosta da attrezzare a friend sul lato desto (40 m).

Ci si trova ora vicino a un “mostro”, grandi frange di ghiaccio che sporgono da uno strapiombo sulla sinistra sotto le quali conviene passare rapidamente! Il canale prosegue con pendenza abbastanza costante sui 45° intramezzato da un breve salto più ripido, poi la pendenza diminuisce e l’ambiente si fa più aperto ed erboso.

Continuare nel solco principale che in questo tratto piega decisamente a sinistra. L’esposizione a sud est di questo tratto fa sì che la neve molli prima. Salire via via più ripidamente (35/40°) seguendo sempre nel canale che tende a stringersi e puntare alla bastionata rocciosa che sembra sbarrare il canale.

Con un breve tiro di corda si supera un diedrino (III, noi lo abbiamo trovato senza neve). Sosta da attrezzare a friend in uscita.

Da qui in poi il canale piega a destra con esposizione sud ovest: questo tratto non è visibile dai Porcili in quanto incassato tra le rocce, ed è la parte più spettacolare. Noi siamo saliti in conserva su pendenze di 50° con qualche breve sezione più ripida.

Si raggiunge dunque l’ultimo sbarramento di rocce, dove si trova una piccola cascata di ghiaccio. Noi siamo saliti da destra verso sinistra seguendo un sottile strato di ghiaccio (70°) e uscendo ripidamente (passi delicati, 80°). Proseguire poi portandosi alla base di un altro salto ghiacciato che si sale (60/50°) uscendo su canale più ampio dove si attrezza una sosta sulle rocce a destra (chiodo + friend piccolo, 50 metri).

Proseguire nel canale che si allarga a pendio (45°) fino a raggiungere il crinale. Stando a sinistra si esce più direttamente (50°). Spostandosi a sinistra si raggiunge brevemente la croce di vetta del Monte Marmagna (1856 m, 6.30 h, 4 h dall’attacco).

DISCESA

Dalla cima del Marmagna si scende lungo il crinale principale nella direzione di salita seguendo la cresta fino alla Sella del Marmagna (cartelli). Proseguire in cresta salendo sul Monte Aquilotto (1843 m) e scendere al Passo dell’Aquila. Qui si scende a sinistra perdendo quota a mezzacosta (il sentiero in inverno spesso è sotto la neve e quasi mai tracciato, presenti alcune paline) sul versante orientale del Monte Aquila (pendii ripidi) fino a raggiungere l’ampia cresta e dove il percorso è più agevole. Scendere alla sella del Monte Dongo, quindi assecondare i segnavia a destra fino a raggiungere il Bivacco Porcili (1.30 h dalla cima del Marmagna). Continuare sul sentiero principale fino al punto in cui lo si è abbandonato nell’avvicinamento e ripercorre il medesimo percorso fino a ritornare alla partenza (3 h dalla cima).

OSSERVAZIONI

Esperienza straordinaria, tra le più belle avventure che abbiamo vissuto sul nostro Appennino dove per una volta non abbiamo cercato il difficile nel facile ma il percorso più logico per salire un versante imponente, dalla base sono 800 metri! Un piccolo sogno realizzato in uno dei versanti più selvaggi dell’Appennino.

Non abbiamo notizie di precedenti salite integrali né trovato segni di passaggio e la relazione e le difficoltà sono da intendersi nelle condizioni incontrate. Con innevamento abbondante probabilmente qualche salto non è presente, altri invece in mancanza di ghiaccio potrebbero risultare più ostici. La salita non è mai sostenuta e le difficoltà sono concentrare in singoli passaggi/tiri mai particolarmente impegnativi ma neppure banali, al contrario l’itinerario è complessivamente lungo e l’ambiente severo e la salita richiede impegno e pianificazione.

CONDIZIONI FAVOREVOLI

Il canale è uno scolo naturale e nelle annate favorevoli la neve è sempre presente. Nonostante la stagione secca infatti abbiamo incontrato a tratti innevamento più che buono considerando il versante e molti residui di valanghe. Per trovare i salti ghiacciati occorrono condizioni particolari: freddo intenso e neve consolidata, situazioni rare o rarissime da cogliere al volo. Tutto il percorso prende il sole fin dal mattino, ad eccezione della parte alta che è più nascosta e riparata.

INFO UTILI
Previsioni meteoMeteo ApuaneMeteo Parma
WebcamMeteo Apuane - Bagnone
Punti d’appoggio
Bibliografia
Cartografia4LAND - Appennino Tosco-Emiliano. 209

 

 

 

 

Il primo salto (liquido) del canale

Ghiaccio a bolle nella prima strettoia

Grandi frange, passare veloci!

Nel tratto centrale della salita

Divertente diedro di III+

 

 

Luca all’attacco di un bel salto ghiacciaio nella parte alta della salita

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2 commenti

Capello 25 Aprile 2024 - 23:34

Siete super, ora vi manca la direttissima del marmagna partendo dalla rocca sigillina dove vi attende la testa del gigante. Davvero tanti complimenti. capello.

Risposte
REDclimber 30 Aprile 2024 - 7:08

grazie, la ‘Testa del Gigante’ non l’ho mai sentita, cosa sarebbe?

Risposte

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