Il Monte Cavallo (1895 m) è una caratteristica cima delle Alpi Apuane, costituita da una serie di gobbe separate da una sottile linea di cresta. La traversata invernale è una bella cavalcata che per linea, ambiente, impegno ed esposizione ha ben poco da invidiare alle più famose creste alpine. Si decrive e si consiglia la salita in direzione Nord – Sud dalla Foce di Cardeto al Passo della Foccolaccia. La cresta ha uno sviluppo complessivo superiore ai 2000 metri con un dislivello di 350 metri di salita e discesa in cui si raggiunge oltre alla cima principale (1895 m) la Cima Nord (1889 m) e Quota 1874 metri. Le difficoltà tecniche sono concentrate in un paio di esposti passi di misto o neve ripida praticamente improteggibili divisi egualmente uno per elevazione. La cresta nella sua interezza rimane comunque impegnativa e quasi mai banale.
Prima salita: L. Bolzano, A. Galliano, L. Stronello gennaio 1898 (sulla GMI si parla solo di prima ascensione invernale per la cresta Nord).
MONTE CAVALLO (1895 m) – TRAVERSATA INTEGRALE INVERNALE

Il filo di cresta
INFO TECNICHE | |||
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Data Uscita | 2 febbraio 2015 | Compagni | Alberto Piazza |
Itinerario | Traversata invernale (nord – sud) del Monte cavallo | Zona Montuosa | Alpi Apuane |
Tempo | Totale 6.30 h (3 h la Traversata) | Dislivello | 1030 m (350 m la Traversata) |
Località di Partenza | Località Serenaia (MS) | Quota partenza e arrivo | 1050 m - 1895 m |
Difficoltà globale | AD+ | Difficoltà tecnica | Neve fino a 55/60°, misto esposto. |
Chiodatura | 2/3 chiodi | Materiale | Due piccozze, corda e fittoni (protezioni veloci inutilizzabili). |
Tipologia arrampicata | Cresta esposta di neve con passi di misto | Roccia | - |
Segnavia | Sentiero CAI 178 e 179 | Libro di vetta | No |
Punti d’appoggio | Rifugio Val Serenaia, Bivacco Aronte | Acqua | No |
Cartografia utilizzata | Alpi Apuane - Carta dei sentieri e rifugi 1:25000 | Bibliografia utilizzata | Ghiaccio Salato – Relazione 77 (pag. 114) |
Giudizio | ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() | Consigliata | Si, molto bella! |

INDICAZIONI STRADALI
Si raggiunge in auto Località Serenaia nelle Alpi Apuane. Da Aulla (Uscita A15) si seguono le indicazioni per Fivizzano, poi per Minucciano. Superato quest’ultimo si oltrepassa una galleria e si prende a destra seguendo le indicazioni per il Rifugio Donegani. Si risale la valle fino al Rifugio Val Serenaia dove si lascia l’auto nel parcheggio (1 h circa dal casello).
AVVICINAMENTO
Da Serenaia (1050 m) si sale lungo il sentiero 178 che conduce alla Foce di Cardeto prima nel bosco quindi su terreno aperto cercando di seguire i segni del sentiero estivo. Quando si esce dal bosco ci si tiene sul lato sinistro del vallone nel versante settentrionale del Pizzo di Altare. Superare un grosso masso, si risale il pendio a sinistra di alcune cascatelle di ghiaccio e dopo un tratto più ripido si raggiunge in breve Foce di Cardeto (1680 m – 1.15/30 h).
RELAZIONE
Si scende nell’opposto versante e si risale il pendio a destra tra gli alberi per aggirare a sinistra il primo salto di cresta. Si esce dalla vegetazione, si sale qualche metro e si traversa a sinistra sotto una grossa fascia rocciosa verso un crinaletto alberato. Si sale un canaletto tra i faggi (40/50°) fino a uscire ripidamente in cresta. Si segue la cresta esposta a sinistra (45/50°) fino a una prima spalla (passi di misto o neve). Si procede in piano per cresta sottile molto esposta fino alla base di un tratto più ripido. Si sale su terreno misto delicato, improteggibile ed esposto (60°/ misto – chiodo alla base). Si esce su difficoltà minori (45/50° e misto facile) leggermente a sinistra del filo, poi facile fino a raggiunge la vetta della Cima Settentrionale (1889 m). Si segue ora la cresta nevosa in discesa verso sud (35/40°), quindi in orizzontale fino alla sommità di un piccolo salto, che si scende (40°) nel versante orientale. Senza difficoltà in piano si perviene alla base della Cima Principale. Si sale il pendio nevoso a destra del filo (50°) quindi sulla cresta prima nevosa poi su terreno misto (50/55°, non proteggibile) in leggera ascesa verso sinistra. Nuovamente su neve si raggiunge la Cima Principale (1895 m). Si procede lungo il bel filo nevoso in orizzontale poi in discesa (30/40°).
La cresta si allarga e la si segue senza difficoltà, si supera un gobba e si scende (passo di misto) fino a un colletto. Si sale poi la cresta su neve (45°) fino a una compatta “placca” rocciosa (chiodo). Si traversa a sinistra (60° – misto) esposto, quindi per neve si riguadagna il filo e si raggiunge la cima (Quota 1874 m). Si scende (30/35°) fino a una selletta. Si abbandona la cresta ignorando la Cima Meridionale e si scende nel versante sud – occidentale in una sorta di imbuto a sinistra di placconate rocciose. Si traversa a sinistra in pieno pendio verso una “crestina” che si percorre in discesa (30/35°). Su percorso non obbligato si continua a scendere fino a un “canalino” che si percorre ripidamente (passi a 45/50°). Si traversa infine in leggera ascesa verso SE poi Est (sinistra) sotto pareti rocciose (pericolo caduta ghiaccio), incrociando il sentiero 167 (paline visibili a seconda innevamento) e raggiungendo in breve la Forcella della Porta (1700 m). Si scende nell’opposto versante superando un caratteristico grottino a sinistra costeggiando le rocce, quindi senza difficoltà si raggiunge il Bivacco Aronte (1642 m) e il Passo della Focolaccia (3 h).
DISCESA
Dal passo scendere nelle cave per la strada quindi abbandonarla e risalire a sinistra la strada/sentiero che taglia tutto il versante NE del Monte Cavallo traversando a mezzacosta quindi in salita per raggiungere la Foce di Cardeto (0.30 h – attenzione a non perdersi nelle cave!!). Su medesimo percorso dell’avvicinamento si raggiunge Val Serenaia (1 h dal passo).
OSSERVAZIONI
Grandioso percorso di cresta dalla bella linea e dai paesaggi mozzafiato. Globalmente impegnativo per lunghezza, improteggibilità dei passaggi chiave, esposizione e severità. Noi abbiamo percorso la cresta non in grandi condizioni, trovando tantissimo vetroghiaccio e neve non ben trasformata sempre slegati visto l’impossibilità di proteggersi adeguatamente e per procedere più spediti. Le tempestiche aumentano notevolmente se si procede a tiri nei passi chiave e in conserva (considerare 3/5 h). E’ possibile evitare la cresta nord, il tratto iniziale, quello più sostenuto e impegnativo dell’intera traversata, salendo dal Canale Cambron. Attualmente la strada per Val Serenaia (gennaio 2015) era chiusa per ordinanza e non percorribile e abbiamo lasciato l’auto a Foce Rifogliola e salito a Serenaia a piedi (circa 2 h in più tra andata e ritorno). E’ possibile salire anche da Vagli. Noi abbiamo trovato nebbia in discesa e districarsi nella cava non conoscendo il posto non è stato per nulla banale (ci siamo trovati in un ripidissimo traverso esposto a picco sulle cave,,,). Allo stesso modo la discesa dalla cresta (dopo la quota 1874 m) non è di facilissima individuazione su pendio esposto e al sole, scendere sempre traversando a sinistra (quando possibile) fino a raggiungere la base delle pareti rocciose sotto le quali si traversa e si risale alla Forcella di Porta.


Vista Mare
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Ciao, grazie per aver condiviso con noi la vostra traversata!
Ti vorrei fare una domanda, dalla quale capirai subito la mia ignoranza ed inesperienza su quanto riguarda l’alpinismo invernale. Le difficoltà di una traversata del genere, soprattutto con queste condizioni, sono evidenti così come la competenza e preparazione necessarie per affrontarla in sicurezza. Guardando le vostre foto mi sono chiesto, magari un pò ingenuamente come i bambini, cosa vi portate nello zaino. Qual’è la vostra “dotazione di sicurezza” per affrontare un imprevisto oppure evitarlo? Grazie per il tuo tempo e le tue parole, buona serata!
Ciao! La traversata del Cavallo è una salita da un giorno quindi nello zaino non avevamo nulla di particolare se non un minimo di primo soccorso e una coperta termica. Quel giorno in realtà ci eravamo portati dietro tutto il materiale per procedere legati, attrezzare soste, ecc… ma poi visto le condizioni e il terreno non particolarmente adatto non abbiamo usato nulla. Un saluto e scusami per la risposta tardiva.