Canalone della Vallaccia e val Monzoni: anello invernale in val di Fassa

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Ingaggio della salita
Bellezza dell'ambiente

Val di Fassa non significa soltanto Marmolada, Sella, Sassolungo, Catinaccio; appena sotto Pozza, ci sono montagne che invidiano solo la quota e l’estetica alle cugine di là dalla valle, non certo le dimensioni delle pareti, gli scenari selvaggi e l’affollamento: si tratta del gruppo Monzoni – Vallaccia. Comodo da raggiungere dalla val San Nicolò (si parcheggia a 1400 m), presenta rifugi aperti in inverno e persino un campeggio. L’unica cosa che manca sono gli impianti di risalita: su queste montagne bisogna salire con le proprie gambe!

La gita proposta è una classica della zona, tranquillamente fattibile in giornata. Il verso in cui effettuarla dipende sia dalle proprie capacità sciistiche, sia dalla qualità della neve, legata molto alla stagione. Il canalone – uno dei più spettacolari delle Dolomiti –  guarda a nord, dunque può presentarsi ghiacciato (e rimanere tale tutto il giorno) in primavera, oppure pieno di polvere in grado di durare a lungo, come avviene nei mesi più freddi; i pendii e la discesa dalla Val Monzoni sono invece esposti al sole, dunque possono presentare crosta o firn a seconda dell’orario. Naturalmente la discesa dal canale regala maggiori soddisfazioni, la salita maggiori fatiche! Noi cosa avremo fatto?

CIMA UNDICI (2517 m) - VAL MONZONI E CANALONE DELLA VALLACCIA

Canalone Vallaccia e val Monzoni
Il canale della Vallaccia

Gruppo Montuoso
Cima
Esposizione
Discesa
Tempo totale
3 h
Dislivello
1100 m
Attrezzatura consigliata
Normale da scialpinismo
Salita il
24 Febbraio 2018
Itinerario
Salita a Cima Undici per il canalone della Vallaccia
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
1410 m – 2517 m
Terreno
Difficoltà scialpinistica
Difficoltà tecnica
Difficoltà alpinistica
Canale a 45° in uscita, sostenuto sui 40. Strettoie anche più ripide nella parte bassa
Frequentazione
Periodo consigliato

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INDICAZIONI STRADALI

Risalire la val di Fassa fino a Pozza. Alla rotonda in mezzo al paese svoltare a sinistra verso la Val San Nicolò e parcheggiare dove finisce la strada (normalmente percorribile fino al campeggio Vidor).

Abbiamo parcheggiato QUI

SALITA

E’ descritta l’escursione in senso orario, con discesa dal canale: ovviamente si può fare anche il giro all’inverso come abbiamo fatto noi… ma non è consigliabile. Dal bar Soldanella (1400 m) risalire a fianco della pista da sci o meglio ancora lungo la pista da fondo sul lato opposto del fiume (quello verso la Vallaccia). Raggiunta Malga Crocifisso (1522 m), salire la strada bianca a destra, verso la Val Monzoni, fino all’omonima malga. Da qui svoltare di nuovo a destra su comodo sentiero nel bosco, poi su dolci pendii aperti, raggiungendo in breve l’accogliente Rifugio Vallaccia (2275 m), aperto in inverno e primavera.

Continuare a salire sul lato della valle del rifugio, lasciandosi a destra alcuni salti rocciosi e pervenendo a un ampio catino al centro della valle, dove si dividono le tracce per Cima Vallaccia e Cima Undici. Per quest’ultima salire decisamente a destra, senza percorso obbligato su pendii molto dolci, raggiungendo il crestone quasi pianeggiante ma molto esposto sul versante Vallaccia. Se invece non si vuole salire in cima (2511 m, comunque consigliabile), puntare direttamente alla forcella Vallaccia (2468 m), stando più a sinistra e prendendo come riferimento i contrafforti est di Cima Vallaccia.

DISCESA

Il canale scende direttamente a nord di Forcella Vallaccia, impossibile sbagliare. Ci passa pure un sentiero estivo. Se si è saliti sulla cima Undici, per raggiungere la forcella seguire la cresta pianeggiante in direzione di cima Vallaccia, a piedi oppure in sci costeggiando lato val Monzoni saliscendi e passaggi più esposti.

La prima parte di canale è la più ripida (circa 40°), poi la pendenza rimane sostenuta sui 35° fino a quando le rocce ai lati del canale lasciano spazio a un ampio pendio, che conduce a uno spettacolare anfiteatro di pareti e stretti imbuti nevosi. Sulla sinistra, all’orlo dell’altopiano, si trova il bivacco Donato Zeni (2100 m).

Il sentiero estivo passa dal bivacco per poi affrontare un breve tratto attrezzato, la discesa naturale dal canale prevede invece di passare a destra, proprio ai piedi dell’impressionante muraglia di Cima Undici (attenzione alle scariche di neve/sassi). Qui il canale si restringe di nuovo, fino ad essere largo pochi metri; due o tre strozzature sui 40/45° richiedono precisione di manovre… probabilmente con innevamento molto abbondante le difficoltà calano. Dopo l’ultimo strappo si esce in prossimità del bosco, e continuando a seguire la linea del canale – sgombro da alberi ma sempre piuttosto ripido – 30/35°- si raggiunge la pista da fondo della val san Nicolò, dopo un’entusiasmante discesa di 1000 metri.

osservazioni

Che dire… la relazione vale quel che vale, siccome il canale non lo abbiamo percorso in discesa ma in salita! Ci aspettavamo infatti condizioni diverse, neve dura nel canale e molle sulla discesa, oltre a non essere del tutto convinti di riuscire a scendere (specialmente il sottoscritto con le ciaspole); va anche detto che siamo partiti la mattina stessa da Parma, arrivando a Pozza quasi alle 10. Nonostante la giornata fosse fredda (fine febbraio) e l’innevamento non troppo abbondante, abbiamo comunque assistito a qualche scarica sulla parete di cima Dodici, affacciata al sole. Alcuni sciatori sono scesi dal canale mentre salivamo l’ultima parte, verso mezzogiorno.

Di fatto abbiamo trovato polvere in tutto il versante di salita, a parte qualche tratto con ghiaccio affiorante nell’ultima parte di canale, dove erano passati già vari sciatori; in cresta neve papposa e non portante; crosta a tratti portante da Cima Undici al rifugio Vallaccia; di nuovo polvere sui pendii e il bosco finale fino a Malga Monzoni. Fatto così il giro ha forse più senso con ciaspole e ramponi piuttosto che con gli sci… va anche detto che l’ambiente è decisamente più severo e alpino sul versante Vallaccia, e percorrerlo in salita, pur essendo faticoso, permette di godere più a lungo dello spettacolo; rendendo d’altro canto la discesa più rilassante, con possibilità di fermarsi anche in rifugio a pranzo.

Attenzione in ogni caso agli orari: noi siamo saliti in pieno inverno e con temperature a ridosso dello zero, l’innevamento era appena sufficiente per salire (specie nella prima parte), il rischio di scariche di neve e sassi basso; se si effettua la salita in primavera, bisogna partire molto presto in ogni caso; e se si scende, scendere senza troppo temporeggiare sotto le pareti.

INFO UTILI, METEO, BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Bollettino neve e valanghe
Webcam
Bibliografia
Canalone Vallaccia e val Monzoni
Poche tracce
Canalone Vallaccia e val Monzoni
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