Scialpinistica al Vallone del Rio Pascolo: la porta d’ingresso all’Alpe di Succiso

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Linea di discesa

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Ingaggio della salita

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Bellezza dell'ambiente

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Salita a una cima simbolo del nostro Appennino: possibili tante varianti di discesa!

Con i suoi 2017 metri, l’Alpe di Succiso è la quarta cima dell’Appennino settentrionale. Si può raggiungerla in vari modi, ma sempre con lunghi avvicinamenti che comportano dislivelli considerevoli e tratti ripidi: perciò, pur non essendo la montagna più alta della zona, si può di buon grado considerarla la più impegnativa, soprattutto nella stagione invernale.

La via più battuta dagli scialpinisti è la normale che parte dal paese di Succiso Nuovo e passando dal Bivacco Rio Pascolo risale il Vallone del Rio Pascolo, tra il Monte Casarola e l’Alpe di Succiso “vera e propria”, la cui vetta si raggiunge (spesso a piedi) per la bella cresta est. La quota di partenza piuttosto bassa fa sì che spesso non si riesca a partire – e soprattutto rientrare – sci ai piedi: soprattutto in primavera, la stagione migliore per  questa montagna, un po’ di portage è da mettere in conto! Per contro l’esposizione a nord permette alla neve di conservarsi a lungo. Per chi ha gamba e tecnica sono molte le possibilità di discesa alternative, a partire dal magnifico versante ovest (noto agli Sci-Appenninisti semplicemente come “l’Ovest”). Ramponi e piccozza devono avere sempre un posto nello zaino, in Appennino in generale e sull’Alpe di Succiso in particolare, considerato l’alto numero di incidenti che sono avvenuti sui suoi pendii. Anche il pericolo valanghe è da tenere in considerazione: il Rio Pascolo è considerato un itinerario abbastanza sicuro, ma alcuni dei pendii a lato possono scaricare.

ALPE DI SUCCISO (2017 M ) - SALITA SCIALPINISTICA DAL VALLONE DEL RIO PASCOLO

Il maestoso Vallone del Rio Pascolo
Il maestoso Vallone del Rio Pascolo

Esposizione
Salita
Per il versante nord (vallone del Rio Pascolo)
Discesa
Per il versante nord (vallone del Rio Pascolo)
Tempo totale
4.30 h (3.30 h la salita)
Dislivello
1020 m
Sviluppo
12 km
Punti d’appoggio
Salita il
16 Marzo 2024
Itinerario
Salita all’Alpe di Succiso per il Vallone del Rio Pascolo
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
1000 m – 2017 m
Difficoltà scialpinistica
Cresta finale per arrivare in vetta (F)
Breve tratto a 40°, muretti a 35°, sentiero nel bosco a tratti stretto
Difficoltà tecnica
Difficoltà alpinistica
Cresta finale per arrivare in vetta (F)
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da scialpinismo, Ramponi, Piccozza

Vista sull’Alpe di Succiso da Camporella di Ramiseto

ALTRE WEBCAM APPENNINO REGGIANO

Passo del Cerreto (RE) | Alpe di Succiso e Casarola, versanti est
Succiso Nuovo (Ventasso, RE) | Alpe di Succiso versante nord da Succiso Nuovo
Sassalbo (Fivizzano, MS) | Groppi di Camporaghena, versante sud ovest
Castelnovo ne Monti (RE) | Pietra di Bismantova, versante sud
Monte Orsaro (Villa Minozzo, RE) | Cusna, versante nord
Rifugio 2000, Febbio (Villa Minozzo, RE) | Cusna e Uomo Morto, crinale
Cerreto Laghi (RE) | Partenza Piste Cerreto Laghi
Ventasso Laghi (RE) | Ventasso da nord
Passo del Cerreto (RE) | Vallone dell’Inferno e Nuda

PREVISIONI METEO APPENNINO REGGIANO

INDICAZIONI STRADALI

Da Parma raggiungere Succiso Nuovo passando per Langhirano/Lagrimone/Selvanizza, oppure da Castelnovo Monti e Ramiseto se si arriva da Reggio Emilia. Partendo dalla Toscana e Liguria conviene superare il Passo del Lagastrello. Parcheggiare nella parte alta del paese presso una fontana dove inizia il sentiero. Se non ci sono spiazzi si può parcheggiare nei pressi dell’Agriturismo Valle dei Cavalieri.

SALITA

Passare a fianco alla chiesa e al bivio subito dopo imboccare il sentiero CAI 655 a sinistra, guadando quasi subito un torrente: seguirlo lungamente nel bosco compiendo un paio di ampi tornanti.

In alternativa si può seguire una scorciatoia (ma meglio conoscere la zona!): pochi metri dopo il bivio, seguire uno sterrato che sale a destra e passa vicino a un acquedotto; in seguito sale con pendenza dolce mantenendosi sempre a destra del rio: a circa a 1150 m, la traccia si esaurisce e si guada il torrentello salendo nel bosco rado in direzione est fino a intercettare il sentiero 655 a 1300 metri circa.

Il sentiero guada il torrente principale del Rio Pascolo a 1350 m (breve discesa) poi riprende a salire in una bella faggeta rada; un tratto più ripido conduce fuori dal bosco presso il Bivacco Rio Pascolo (1580 m, 1.30 h). Qui si segue il sentiero in direzione nord, lasciandosi sulla sinistra il torrente; dopo una breve salita si esce presso una grande spianata ai piedi del versante nord est dell’Alpe. Da qui si vede bene la linea di discesa.

Mantenersi al centro del vallone e superare un tratto più ripido (35°), fino a un secondo grande pianoro con a destra grandi placche di arenaria macigno (qui partono alcune vie invernali di misto all’Alpe). Stare sulla sinistra (lato Monte Casarola) cercando le pendenze minori, poi riportarsi gradualmente verso destra (35°); un tratto finale più ripido (40°), dove spesso occorre calzare i ramponi, conduce alla Sella del Casarola (1950 m, 2.30 h).

Dalla Sella del Casarola, dove a seconda delle condizioni si può decidere di lasciare gli sci, si sale verso destra lungo la panoramica cresta est, che presenta quasi subito il passaggio più delicato: un risaltino di roccia che quasi sempre va affrontato a piedi (roccette), o con buon innevamento aggirato sci ai piedi stando sul versante sud. La cresta diventa poi meno esposto ma comunque a tratti aerea, con un paio di brevi saliscendi. Nella parte finale la cresta si impenna di nuovo e un tratto più ripido ma ampio conduce in vetta (2017 m, 3 h).

DISCESA

Se molto ben innevata, la cresta est si riesce a scendere in sci. Una volta alla Sella del Casarola, si può puntare direttamente al vallone lungo la traccia di salita oppure continuare brevemente fino alla vicina vetta del Casarola (1970 m), dove un canale esposto a ovest (imbocco a 40°) può costituire una buona alternativa se i pendii subito sotto la sella sono ghiacciati. In generale, specialmente in primavera, la neve sul versante ovest (a destra scendendo) prende un po’ più sole e risulta più morbida. Prestare in tutti i casi attenzione a non stare troppo a sinistra perché in caso di scivolata si rischia di finire sulle placche! Scendere tutto il vallone superando due tratti più ripidi (solitamente si rimane dal lato destro). Dal primo pianoro seguire le tracce di salita, senza stare troppo a sinistra sotto il pendio valangoso dietro al bivacco, né nel canale a destra, che porterebbe più a valle del bivacco. Il tratto di bosco subito sotto al Rosario è quello più tecnico: subito dopo l’ampia faggeta ad alto fusto permette di sciare meno costretti. Dal guado in giù generalmente si segue il sentiero oppure la scorciatoia descritta nell’avvicinamento (1.30 h dalla cima).

Discese alternative:

Versante nord est (“Canale a S”, OSA):
Dalla vetta si può scendere la prima parte della cresta nord (primi metri a 40°, inizialmente un po’ esposta) fino a un canale che scende direttamente verso nord est (35/40°); prima di un salto roccioso occorre piegare verso nord (40°) e dunque nuovamente verso nord est arrivando direttamente al primo pianoro per bei pendii ampi (35°). Questa discesa può essere visionata salendo, dai primi pianori dopo il bivacco: occorre neve consolidata siccome i pendii sono potenzialmente valanghivi; da evitare assolutamente con neve ghiacciata, se c’è freddo qui in inverno e inizio primavera la neve resta quasi sempre dura.

Versante Ovest (OSA)
Dalla vetta si scende direttamente verso ovest (inizio a 45°). Si segue l’ampio paginone sempre su pendenze costanti a 35/40° perdendo 600 metri di dislivello; raggiunto il bosco si intercetta quasi subito il sentiero 673 che preso a destra riporta con un paio di saliscendi a Succiso Nuovo. Questo versante di discesa non è visibile salendo dal Rio Pascolo, dunque bisogna valutarne attentamente dalla cima la copertura. La parte alta è esposta al vento e può facilmente essere ghiacciata, mentre i canali e le rocce sulla destra scaricano quando il sole inizia a scaldare. L’ovest viene generalmente scesa in primavera, e la scelta dell’orario è fondamentale: non bisogna scendere nè troppo presto nè troppo tardi. Si tratta di una delle sciate più belle e sostenute di tutto l’Appennino, che richiede attenzione: assolutamente da evitare con neve dura (se si scivola si arriva fino in fondo…), deve essere anche ben coperta siccome ci sono molti sassi, soprattutto nella parte bassa.

Versante sud-est (OSA, poi BSA)
Si tratta dei pendii che guardano verso il Passo del Cerreto: si possono imboccare in due modi: appena prima del tratto più ripido che dalla cresta est porta sulla cima (45°, spesso pelato) oppure dal primo canalino che scende dalla cresta sud 50 metri sotto la Madonnina (45° inizialmente un po’ stretto); in entrambi i casi dopo un inizio più ripido, i pendii si aprono e si può scendere con pendenze sui 35° fino circa a quota 1500 m. La discesa è molto bella e spesso in inverno è l’unica su cui la neve molla col sole. Ha il problema che una volta in fondo bisogna tornare su! Anche qui occorre scendere sempre con neve ben consolidata e trasformata: dopo le nevicate il versante è soggetto a valanghe.

Qui abbiamo descritto le discese più seguite, ma sull’Alpe di Succiso ci sono altre possibilità (canale sud ovest, versante nord ovest, parete nord est diretta, canalini a nord est del Casarola). La partenza più comoda è quasi sempre da Succiso Nuovo, ma per certi itinerari può convenire partire dalla strada che sale al Passo Scalucchia, guadagnando 200 metri di dislivello.

osservazioni

L’Alpe è una montagna complessa e affascinante: per noi Red Climber è il parco giochi preferito, sia con le piccozze sia con gli sci, spesso con entrambi. Nelle giornate giuste, giocando con le esposizioni, si possono abbinare salite alpinistiche sulla parete nord est con discese sulla sud-est, per poi tornare su e scendere dal sud ovest o dall’ovest. Anche le montagne vicine (Monte Alto, Punta Buffanaro) permettono bei concatenamenti, con discese quasi sempre ripide da affrontare nel momento giusto della stagione. Quando in alto c’è pelato o c’è troppo pericolo ci si può divertire nei boschetti della parte bassa, dove la neve si mantiene polverosa.

Il vento, soprattutto in inverno, è l’agente che “costruisce” le condizioni su questa montagna e sull’Appennino in generale. La qualità e quantità di neve può cambiare nell’arco di pochi giorni, a volte nella stessa giornata! Capire da che parte ha soffiato e soffierà; dove ha accumulato la neve e dove la ha spazzata via; se ci permetterà di salire fino in cima o ci rimbalzerà giù: tutto questo fa parte del bagaglio di esperienza di chi si vuole avvicinare a questa montagna e ne vuole salire o scendere le vie meno solite. Sicuramente, non ci stancheremo mai di ripeterlo, non è una montagna da prendere sottogamba!

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

L’Agriturismo Valle dei Cavalieri è un ottimo punto d’appoggio: anche se si arriva nel pomeriggio si possono mangiare ottimi taglieri di formaggi e salumi.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Bollettino neve e valanghe
Partenza molto primaverile da Succiso Nuovo
Partenza molto primaverile da Succiso Nuovo
Pellando nel bosco
Pellando nel bosco
Il Bivacco Rosario in una stagione nevosa
Il Bivacco Rosario in una stagione nevosa
Vento nel Rio Pascolo
Vento nel Rio Pascolo
Dalla Sella del Casarola, la cresta est
Dalla Sella del Casarola, la cresta est
In discesa nel Rio Pascolo
In discesa nel Rio Pascolo
Discesa dall'ovest
Discesa dall'ovest
In discesa dalla sud - est dell'Alpe
In discesa dalla sud - est dell'Alpe
Discesa dal versante nord est del Monte Casarola
Discesa dal versante nord est del Monte Casarola
Discesa dal canalone sud ovest
Discesa dal canalone sud ovest

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2 commenti

Lorenzo Ferrari 13 Febbraio 2025 - 23:09

Fate contenuti bellissimi sulla montagna, con tante relazioni alpinistiche

Risposte
Montagnatore 25 Febbraio 2025 - 21:32

Grazie mille Lorenzo! Fa piacere ricevere i complimenti ogni tanto, noi ci impegniamo sempre volentieri. Buone letture e buona montagna!

Risposte

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