Via Pesce d’aprile, Torre di Aimonin: l’alba del Nuovo Mattino in valle dell’Orco

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Logicità della linea

8

Ingaggio della salita

8

Bellezza dell'ambiente

8.5

Qualità della roccia

9

Eleganza dell'arrampicata

9

Gneiss imperdibile in Valle dell’Orco

Inizio anni 70: un gruppo di giovani alpinisti torinesi va esplorando una dopo l’altra le pareti di gneiss nelle basse valli piemontesi, per lo più ignorate dai loro predecessori. Uno dei più attivi è Gian Piero Miotti: in cordata col futuro premio nobel per la fisica Mike Kosterlitz (che al tempo studiava a Torino) e seguito dagli amici Ugo Manera, Guido Morello e Roberto Bianco, attacca nel punto più facile uno scudo di roccia soprannominato Torre di Aimonin, sopra il paese di Noasca. La chiave della salita è un bel diedro di VI grado, che la cordata davanti supera con l’ausilio dei nut, una protezione veloce già utilizzata in Inghilterra ma ancora inedita in Italia.

Quando arriva il suo turno, Manera – che da sotto non ha sentito martellare – sale sostanzialmente sprotetto il tiro, senza piantare chiodi per non essere da meno rispetto ai compagni: arrivato alla sosta, Miotti gli mostra scherzosamente i dadi usati da Kosterlitz e da lui rimossi. Questo simpatico (ma non troppo!) Pesce d’aprile ha dato il via a un nuovo stile di arrampicata, un “Nuovo Mattino” ispirato dai racconti di ciò che avveniva in America, in Yosemite: le pareti “senza cima” di bassa valle non sono più considerate alla stregua di palestre, le protezioni veloci vengono preferite ai chiodi, e le fessure di gneiss e granito, salite con innaturali incastri di mani e piedi, erano la lavagna ideale per sperimentare tutto questo.

La via Pesce d’aprile dopo 50 anni non ha perso il suo fascino: gli spit sono comparsi solo alle soste, mentre lungo i tiri bisogna sapersi proteggere; è un’ottima introduzione all’arrampicata in valle dell’Orco, giustamente molto ripetuta.

Prima salita: Mike Kosterlitz, Gian Piero Miotti, Ugo Manera, Guido Morello, Roberto Bianco; 31 marzo 1973

TORRE DI AIMONIN (1345 m) – VIA PESCE D’APRILE

INFO TECNICHE
Itinerario
Via Pesce d'aprile
Gruppo Montuoso
Cima/ZonaSettore
Tempo
4.30 h
Sviluppo
160 m
Avvicinamento
0.25 h, 150m D+
Discesa
1.20 h (1 h le doppie + 20 minuti a piedi)
Difficoltà TD-VIChiodaturaR2
Soste a spit, rari chiodi sui tiri. Ottimamente proteggibile
RocciaGneissTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneAlta
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
Serie di friend (da 0.3 – 2 BD)
Micro friends
Serie di dadi
Mezze Corde da 60 m
Periodo consigliato
Salita in data
20/04/2024
Ripetizioni
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Da Cuorgnè risalire la valle dell’Orco fino al paese di Noasca; i parcheggi nella piazzetta hanno il disco orario, dunque a meno che non siate speed climber superate il ponte sul torrente (indicazione Hotel La Cascata) e parcheggiate in uno spiazzo sulla destra subito dopo.

AVVICINAMENTO

Salire alla chiesa (fontana) seguendo inizialmente il sentiero CAI diretto alla cascata; abbandonarlo al primo bivio poco sopra al paese tenendo la destra (sentiero attrezzato Minetti). Si guadagna quota nel bosco passando vicino all’attacco della via Noasca Diamond, dunque a un secondo bivio si tiene nuovamente la destra (cartello per Torre di Aimonin). Passati due piccoli ghiaioni dai quali è visibile la parete ormai vicina, si abbandona il sentiero portandosi per traccia all’inizio dello spigolo a sinistra (la parete principale sulla destra arriva più in basso).

SALITA

1° tiro: salire per gradoni (III) raggiungendo una cengia che si percorre verso destra (sosta intermedia); continuare a traversare a destra fino a un diedro alla cui base c’è un chiodo. Salire la parete fessurata a destra (IV+), doppiato lo spigolo si incontra subito la sosta (25 m, una sosta intermedia e 1 chiodo).

2° tiro: abbassarsi leggermente verso destra e iniziare a traversare verso destra (III) fino a quando si incontra una grossa scaglia che si risale direttamente (IV) fino alla sosta (25 m, 1 chiodo).

3° tiro: il “tiro della lastrina”. Spostarsi lungo la cengia verso destra fino a quando non si incontra l’evidente scaglia. Salirla tutta in dülfer con arrampicata fisica fino a quando questa non si interrompe (V+). Salire direttamente per pochi metri un muretto (IV) e poi più facilmente in obliquo verso destra (III) fino alla sosta in prossimità dell’evidente diedro. Poco più a sinistra c’è un’altra sosta che appartiene alla via Papaveri e Papere (30 m, 1 spit e un friend incastrato).

4° tiro: tiro chiave. Salire lo splendido diedro (VI) da proteggere interamente fino alla sosta sulla sinistra su un terrazzino (25 m, 2 chiodi vecchi).

5° tiro: proseguire in verticale dalla sosta lungo una fessura puntando il diedro strapiombante. Superarlo direttamente su ottime prese e fessure uscendo sulla destra (V). Poi verticalmente fino alla sosta (IV) che si trova sotto a una evidente fessura (20 m, 1 chiodo e 1 spit).

6°tiro: salire la fessura, prima più larga e verticale, poi più stretta e appoggiata (V). Al termine della fessura proseguire verticalmente su terreno erboso fino alla sosta su spit (35 m, 2 chiodi).

DISCESA

Dall’ultima sosta salire ancora qualche metro e spostarsi verso sinistra per tracce fino a trovare una corda fissa che conduce all’ultima sosta della via dello Spigolo. Ci si cala per 40 metri fino a una sosta dentro una grotta; seconda calata da 30 m fino alla cengia mediana. Terza calata da 55 m (frazionabile) fino alla base della parete, 20 metri più in basso e a destra rispetto all’attacco della via.

In alternativa è possibile calarsi da una delle vie moderne sulla sinistra raggiungibili con un breve tiro (passo in placca di IV).

osservazioni

Via tanto breve quanto memorabile per la sua storia e la sua arrampicata. Ogni tiro ha una sua identità ben precisa e la roccia è sempre eccellente. Le protezioni in via sono ridotte all’osso per cui è richiesta una buona capacità di integrare ma è sempre possibile farlo, specialmente con friend piccoli e nut. Una via di bassa valle che piacerà anche ai più alpinisti!

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Noi ci siamo fermati nel bar trattoria “Caccia Reale” lungo la strada del paese per un buon panino con un ottimo formaggio locale. Se si rientra verso Torino consigliamo l’Osteria Edelweiss a Locana, anche qui è possibile mangiare qualcosa in orario pomeridiano.
1° tiro in comune tra Pesce d'Aprile e la Via dello Spigolo
1° tiro in comune tra Pesce d'Aprile e la Via dello Spigolo
Il magnifico diedro del quarto tiro
Il magnifico diedro del quarto tiro
Stefano inizia a salire il diedro del quarto tiro
Stefano inizia a salire il diedro del quarto tiro

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