Via Angina Pectoris, Muzzerone. Un’ottima via sulla Parete Striata

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Logicità della linea

8

Ingaggio della salita

6.5

Bellezza dell'ambiente

8.5

Qualità della roccia

9

Eleganza dell'arrampicata

9

Bellissima e continua!

Le scogliere del Muzzerone, a ovest di Porto Venere, sono il principale sito di arrampicata del Levante ligure, e la Parete Striata è la più grande struttura rocciosa della zona. Le vie si sviluppano fino oltre 200 metri, su un calcare a tratti meraviglioso; lo scenario è solare e ameno, l’orizzonte alle spalle totalmente occupato dal mare, i cui rumori sono gli unici che si sentono oltre alle voci delle cordate. Ma la parete tende a fare una certa selezione, per cui non si troverà mai troppa ressa! Piuttosto, è facile confondersi per via delle tante linee di spit che corrono vicine e talvolta si intersecano. Non è il caso di Angina Pectoris, considerata una delle vie più belle della parete, che sale lungo un corridoio di roccia logico e diretto dove non c’è il rischio di sbagliarsi. Le difficoltà maggiori si concentrano nella placca tecnica del secondo tiro e nelle due spettacolari lunghezze che superano la sezione gialla strapiombante; si scala comunque su tutti i tiri, e solo un paio di passaggi sono un poco disturbati dalla vegetazione. La recente richiodatura (2016) ha reso la via più sicura e appetibile; in qualche punto si vedono ancora le vecchie piastrine arrugginite che dovevano comportare ben altro ingaggio! La scalata resta comunque nel complesso impegnativa.

Prima salita: G. Rezac, T. Dentone, dall’alto, anni 80

MONTE MUZZERONE (325 m) | PARETE STRIATA – VIA ANGINA PECTORIS

Parete striata - Angina pectoris
La parete Striata

Esposizione
Avvicinamento
0.30 h, 180 m D-
Discesa
a piedi, 10 minuti
Tempo totale
4.20 h (3,40 h la via)
Dislivello
1600 m (300 m la via)
Sviluppo
210 m
Punti d’appoggio
Acqua
Fonte presso il Lago di Salarno. Al rifugio ufficialmente non potabile
Salita il
15 Dicembre 2023
Itinerario
Angina pectoris
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
1458 m – 3087 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
Difficoltà tecnica
6b obbligato, tiro di 6c
Chiodatura
Ottima a spit
Frequentazione
Attrezzatura consigliata
15 rinvii, Da arrampicata

Vista da Massa verso nord

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PREVISIONI METEO LIGURIA

INDICAZIONI STRADALI

Attraversare La Spezia seguendo le indicazioni per Portovenere; raggiunto Le Grazie, svoltare a destra (indicazioni Palestra Rocciatori) e tenere la sinistra ai vari bivi, puntando a una grande cava in cima alla montagna. Gli ultimi due km di strada sono piuttosto sconnessi. Parcheggiare all’ultimo tornante prima del Forte, presso un tavolo da picnic.

AVVICINAMENTO

Imboccare il sentiero CAI 1a che si stacca proprio dal tornante. Lasciarsi a destra il bunker (antenne) e continuare a scendere fino a una vecchia cabina elettrica: subito dopo imboccare un sentierino (ometto) che scende a destra, raggiungendo i tetti di vecchie baracche. Scendere aiutandosi con una scala a pioli e dunque proseguire a sinistra lungo una ripida discesa con corde fisse.

Si raggiunge così la cima del Pilastro della Discordia, presso l’ultima sosta di Sogno Infranto. Da qui si è staccata nel 2020 una grande frana e l’accesso per un certo periodo è rimasto impraticabile. Sul bordo destro della frana scende una corda fissa che costeggia la base della parete poi scende direttamente (attenzione ai sassi smossi). Raggiunta la cengia, continuare a costeggiare la parete superando gli attacchi di diverse vie. Subito dopo Tempi Duri attacca Angina Pectoris (targhetta alla base un po’ alta, conviene partire da una piazzola 2 metri sotto).

In alternativa all’accesso solito, un po’ pericoloso per via dei sassi, è stata attrezzata una linea di 4 calate da 35 metri lungo la via Ossi di Seppia. Ci sarebbe anche la possibilità di arrivare alla base della parete Striata seguendo l’avvicinamento di Chi vuol esser lieto sia e poi traversando oltre il pino lungo vecchi cavi d’acciaio e corde fisse, ma visto il cattivo stato dell’attrezzatura e l’esposizione, questo avvicinamento è da ritenersi sconsigliabile.

SALITA

1° tiro: salire la placca lavorata di marmo, prima dritti poi piegando leggermente a sinistra (gli spit a destra sono di Tempi duri). Un saltino più verticale su bella roccia a gocce permette di uscire sul terrazzo con la sosta (40 m, 10 spit, 5c).

2° tiro: raggiungere il liscio muro soprastante; un primo passaggio su piccole gocce, poi ci si può spostare a sinistra degli spit usando buone lame. Arrivati sotto l’uscita, ci si risposta a destra con movimenti delicati su piccole prese. Ancora a destra con arrampicata di dita ed equilibrio, dunque si affronta con decisione il ribaltamento finale. Per placca più appoggiata si arriva alla comoda sosta (15 m, 7 spit, 6c).

3° tiro: a destra su diedro con ingresso un po’ levigato poi migliore. Raggiunto uno strapiombo, spostarsi a sinistra e superare un masso sporgente aiutandosi con le fessure dalle parti (delicato). Proseguire su parete più abbattuta (qualche arbusto) per poi spostarsi a destra alla base di un muretto bianco e nero. Superarlo e sostare comodamente vicino a un albero (20 m, 6a, 7 spit).

4° tiro: salire dritti e superare un muretto strapiombante su bella roccia lavorata. Proseguire più facilmente piegando un poco a destra fino a una placca più liscia da aggirare a destra (buona lama sul bordo sotto gli arbusti). Poco dopo si trova la sosta alla base di una parete gialla strapiombante (25 m, 6a+, 8 spit).

5° tiro: affrontare il primo strapiombo con passo boulderoso, poi continuare sul bello spigolo a gocce seguente, che va a formare un diedro con la parete strapiombante sulla destra. Salirne solo i primi metri dunque spostarsi decisamente a sinistra (delicato, qualche piede unto) fino alla base di un altro diedro verticale. Salirlo con arrampicata tecnica fino ad agguantare una grande canna sporgente. Aiutandosi anche col bordo dello spigolo sulla sinistra, si vince l’uscita strapiombante del diedro; brevemente, lasciandosi lo spigolo a sinistra, si arriva alla sosta (25 m, 6b, 11 spit).

6° tiro: salire il diedro sopra la sosta, tendente a sinistra; una volta sotto lo strapiombo si può affrontarlo direttamente in spaccata (più difficile, possibile A0 ) oppure aggirandolo da sinistra. Proseguire fino alla base di un secondo strapiombo più ammanigliato che si supera verso destra, poco sopra si sosta su terrazzino (20 m, 6b+, 8 spit).

7° tiro: a sinistra della sosta per spigolo strapiombante (qualche appiglio da controllare); poi in obliquo verso destra su difficoltà via via inferiori – attenzione alla roccia che peggiora un po’. Sosta su due fittoni da collegare sul bordo della parete (30 m, 5c, 8 spit).

DISCESA

Dall’uscita della via si sale a sinistra per una vaga traccia tra la vegetazione, superando un paio di facili muretti. Raggiunto un boschetto pianeggiante, si sale a destra (ometto) lungo un vago crinaletto boscoso fino a uscire presso un bunker, che si aggira a sinistra o si supera direttamente scalando il muretto. Appena sotto si trova il sentiero CAI 1a percorso all’andata, che seguito a sinistra riporta in pochi minuti all’auto.

osservazioni

Via davvero bella, paragonabile a Kimera ma più impegnativa nel complesso. Il tiro in placca di 6c è piuttosto esigente; il quinto tiro è il più bello che ho salito finora al Muzzerone. Qualche passaggio leggermente unto e alcuni arbusti qua e là disturbano un poco la progressione, ma tutto sommato la via resta godibile. Saliti in una domenica di dicembre con cielo terso e temperature particolarmente gradevoli, eravamo gli unici sulla parete Striata vera e propria: due cordate tra cui gli amici Andrea e Matteo hanno salito la vicina Chi vuol esser lieto sia, mentre un’altra cordata ha salito Sogno infranto.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Consigliata sosta alla mattina a Le Grazie dove c’è un forno con ottima focaccia e bar vicino. Diversi bar anche a Fezzano Ligure.
Parete striata - Angina pectoris - Avvicinamento solito
Il vecchio avvicinamento con la nuova corda fissa (rischio caduta sassi!)
Partenza del 4° tiro
Partenza del 4° tiro
6° tiro
6° tiro
7° tiro
7° tiro

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