Cresta sud-ovest del Castello di Gaino: una galoppata sospesa sul Garda

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Logicità della linea

8.5

Ingaggio della salita

5.5

Bellezza dell'ambiente

8

Qualità della roccia

9

Eleganza dell'arrampicata

6

Una super classica, facile ma bella!

La Cresta sud ovest del Monte Castello di Gaino è uno degli itinerari alpinistici più famosi e ripetuti delle Prealpi. Si svolge su un calcare chiaro e ruvidissimo, quasi sempre ottimo, alternando tratti di facile arrampicata ad altri in cui si cammina, sempre con la vista aperta sul Lago di Garda. La quota bassa e l’esposizione solare ne fanno un’ascensione perfetta per le giornate soleggiate invernali: alcune brevi varianti più difficili salgono direttamente i torrioni nella parte centrale della cresta e rendono la salita più completa e appagante.

L’attrezzatura lungo la via è piuttosto ridotta ma la roccia è ricca di fessure e clessidre ed è ottima per imparare a piazzare protezioni veloci procedendo magari in conserva. Se si ha un po’ di esperienza e sicurezza nei gradi bassi, evitando le varianti si può percorrere abbastanza tranquillamente tutta la cresta slegati. Procedendo in cordata c’è da tenere in considerazione lo sviluppo della cresta, specialmente per chi è alle prime armi: in caso di lentezza nelle manovre o affollamento è facile perdere tempo. In più punti è comunque possibile abbandonare la cresta se ci si accorge che il sole sta per calare!

Prima Salita: Francesco Coppellotti, Arrigo Giannantonj e Gerolamo Bettoni, 1913

MONTE CASTELLO DI GAINO (870 M) - CRESTA SUD-OVEST

Vista della cresta dal parcheggio
Vista della cresta dal parcheggio

Gruppo Montuoso
Esposizione
Avvicinamento
20 min (130 m D+)
Discesa
1.10 h (450 m D-)
Tempo totale
5 h (3.30 h la via)
Dislivello
450 m D+
Sviluppo
700 m
Punti d’appoggio
Salita il
30 Dicembre 2024
Cordata REDclimber
Itinerario
Cresta Sud Ovest Monte Castello di Gaino
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
350 m – 870 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
AD-
Globalmente discontinua
Difficoltà tecnica
Spesso I e II, lunghi tratti camminabili
Chiodatura
R2
Una sosta attrezzata nel primo tiro; chiodi in alcuni passaggi.
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Friend a misure alterne, 8 rinvii, Corda da 60 m

Vista dal Monte Pizzocolo verso nord

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PREVISIONI METEO PREALPI BRESCIANE

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Toscolano Maderno percorrendo la Gardesana occidentale; superato il ponte sul torrente Maderno, svoltare a sinistra per Gaino. Entrare nel centro del paese seguendo i cartelli CAI a destra per il castello di Gaino (tratto stretto tra le case); badare a non imboccare la strada che risale la valle delle Camerate. La strada sale ripida, dopo la Scuderia Castello si lascia l’auto in uno spiazzo sulla sinistra con alcuni pannelli solari da cui si vede bene la montagna.

AVVICINAMENTO

Salire per la strada asfaltata molto ripida fino a una sbarra, dove si prende il sentiero a sinistra diretto alla falesia del Monte Castello. La cresta attacca in prossimità dello spigolo – cartello con scritto “Inizio terreno d’avventura” (20 minuti).

SALITA

La prima parte di cresta è quella più continua e in cui conviene procedere a tiri.

1° tiro: salire per le paretine sulla destra del canale (dove passa la via originale, III), con bella roccia a lame (III e IV, 3 fittoni). Sosta con catena su un terrazzino (25 m).

2° tiro. continuare lungo il canale (III/III+) o sullo spigolo alla sua destra, leggermente più difficile (passo di IV+ con chiodo). Sostare su pianta quando la parete si abbatte (30 m). Tiro eventualmente concatenabile col precedente.

Continuare su terreno meno ripido con difficoltà di I e II mantenendosi senza percorso obbligato nei pressi del filo (40 m circa). Dopo un boschetto spiano lo spigolo torna ad impennarsi e si può aggirarlo sia da sinistra (II) sia da destra (III); si procede in un bel diedro largo tendente a destra (III) seguito da una strozzatura con uscita verticale (III).

Dallo spiazzo si prosegue sempre con bell’arrampicata sul II/III: conviene sempre stare vicino al filo dove la roccia è migliore, anche se spesso le difficoltà si possono aggirare da destra (lato lago). Raggiunta una prima sommità, la cresta piega a sinistra dopodiché si scende per un breve tratto su traccia ripida fino a un intaglio da cui è possibile abbandonare la via scendendo nel bosco a destra (prima via di fuga).

Inizia ora uno dei tratti più suggestivi: la cresta si fa più sottile e si superano grossi massi con passaggi esposti (III, presente uno spit). Una placchetta inclinata seguita da uno spigolino (II) conduce a un suggestivo intaglio sotto il primo torrione: è possibile aggirarlo da destra su traccia (lato lago) oppure salirlo direttamente superando una fessura attrezzata a chiodi dove conviene fare un tiro.

3° tiro (variante): attaccare la fessura con passaggio difficile e delicato (VI-, chiodo alto) dunque proseguire per bel diedro fessurato (V) fino a una pianta. Si può sostare qui o 5 metri più su vicino alla sommità del torrione su clessidre (20 m, 4 chiodi).

Appena oltre la cima del torrione si trova una sosta su chiodi e anello di calata: calarsi per 10 metri dal lato sinistro (verso il Monte Pizzocolo) ritrovandosi in una stretta trincea. Da qui per fessura (III+) si rimonta lo spigolo a sinistra e lo si segue con bell’arrampicata proteggibile con fessure (II/III); poco dopo da sinistra arriva la traccia che aggira il torrione. Si raggiunge la base di un altro gendarme più basso dove sale una variante a spit (6a+/6b). Anche questo è possibile aggirarlo da destra su traccia: se si sale la variante non c’è bisogno poi di calarsi ma si scende facilmente a piedi dal lato opposto.

Al seguente intaglio si sale per un diedrino erboso con pianta dopo il quale si può seguire sia lo spigolo di sinistra (II/III, forse più bello ed esposto) sia quello a destra, su difficoltà simili. Poco oltre si trova il terzo gendarme, pure lui salibile con una variante a spit su placche a rigole (6a); prima della sua base una freccia gialla indica di proseguire a sinistra, lato Pizzocolo. Si compie un breve traverso esposto (II, chiodo) che conduce in un canale erboso che si segue prestando attenzione a non smuovere massi (I e II) fino a tornare sulla cresta, che da qui in poi si fa più discontinua.

Si aggira sempre da sinistra un tratto più affilato (III, buone fessure) dopodiché si procede facilmente su tracce fino all’anticima sud, da cui si vede per la prima volta la vetta vera e propria con la croce. Seguire con attenzione una traccia lato sinistro in leggera discesa (possibile ghiaccio/neve vecchia in inverno); un breve traverso esposto (II, proteggibile con fessura e alberello) è seguito da una zona di grossi massi accatastati (I e II). Scendere (II) fino a uno stretto intaglio da cui è possibile per la seconda volta abbandonare la cresta, sempre scendendo a destra lato Lago (traccia ripida e disagevole, seconda via di fuga).

Continuare sulla cresta ora molto bella e a tratti affilata (II); stando vicino al filo le difficoltà sono leggermente superiori, alcuni passi si possono aggirare da sinistra. Da un ultimo intaglio si sale una paretina un po’ più ripida (III stando al centro, poco più difficile sulle fessure a sinistra), dopodiché con difficoltà via via minori si raggiunge la croce di vetta (870 m).

DISCESA

Scendere in direzione nord per ampia traccia, fino a un bivio dove si tiene la sinistra. Si procede per una ferrata spostandosi decisamente a sinistra rispetto al crinale; finiti i cavi la traccia torna a traversare a destra raggiungendo nuovamente il crinale. Qui si prende il sentiero diretto a Gaino, che torna sul lato della montagna girato verso il Garda. Il primo tratto è tutto un traverso pianeggiante o in leggera salita; dopodiché la traccia scende con più decisione su terreno un po’ sporco. Arrivati a un bivio si tiene la destra sempre verso Gaino: il sentiero continua a scendere ripido ma diventa via via più largo, con alcuni tratti cementati, fino al parcheggio (1 h).

osservazioni

La cresta è ideale come primo approccio all’arrampicata in ambiente, in quanto richiede di cercare il percorso più facile e sfruttare le numerose protezioni naturali. Sicuramente è un buon banco di prova per testare la velocità della cordata in vista di creste un poco più impegnative o in quota! La comodità di accesso e le possibilità di abbandonare la via e aggirare buona parte delle difficoltà, fanno sì che sia molto frequentata anche da corsi, guide alpine, principianti. Facile incontrare anche persone che la salgono slegate in solitaria. Una super classica spesso a

La abbiamo percorsa in diverse occasioni, ma solo una volta la abbiamo terminata.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Presso il parcheggio si trova l’agriturismo/scuderia Il Castello. In alternativa vari bar a Toscolano. Se si rientra verso Brescia consigliata la Cantina delle Streghe a Volciano, appena prima della galleria sopra Salò.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Bibliografia
Cartografia
Il diedro nella prima parte della via
Tratto pianeggiante dalla prima sommità
Tratto pianeggiante dalla prima sommità
Nella parte centrale della cresta prima del primo torrione
Nella parte centrale della cresta prima del primo torrione
Nel tratto dopo i torrioni centrali
Nel tratto dopo i torrioni centrali
Vista della parte finale di cresta dall'anticima
Vista della parte finale di cresta dall'anticima
Tratto esposto in discesa dall'anticima
Tratto esposto in discesa dall'anticima
Ultimi passaggi prima della cima
Ultimi passaggi prima della cima

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