Via Anima senziente a Cima Nodice, una scalata plaisir vista alto Garda

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Logicità della linea

6

Ingaggio della salita

5

Bellezza dell'ambiente

7.5

Qualità della roccia

7.5

Eleganza dell'arrampicata

7

Via piacevole e panoramica

Cima Nodice è una piccola sommità affacciata sul Lago di Garda; fa da contraltare alla vicina Cima Capi, da cui la separa la profonda valle risalita dalla strada del Ponale, che collega Riva del Garda alla Valle di Ledro. Tutta la zona è stata un importante presidio strategico durante la Grande Guerra, in quanto vi correva il confine tra il Trentino ancora austriaco e l’Italia: trincee, gallerie, ruderi di edifici bellici sono disseminati un po’ ovunque.

In particolare sulla parete sud della cima Nodice, che guarda il paesino di Pregasina, sale una vertiginosa scalinata (chiamata Scala santa) che serviva le postazioni sulla vetta. Sulla stessa parete si trova una falesia (il Popò di Lé) e un paio di vie lunghe. Anima senziente è la più ripetuta: una via dalla linea un po’ ricercata, che si fa apprezzare soprattutto per il contesto solare con panorama sul lago; non mancano comunque alcune lunghezze interessanti, e nonostante qualche discontinuità nel complesso l’arrampicata risulta piacevole.

Prima salita: Florian Kluckner, Heinz Grill Gennaio 2020

CIMA NODICE (859 m) - VIA ANIMA SENZIENTE

Tracciato della via
Tracciato della via

Esposizione
Avvicinamento
0.30 h, 200 m D+
Discesa
45 min (350 m D-)
Tempo totale
5 h (3.15 h la via)
Dislivello
350 m D+
Sviluppo
200 m
Punti d’appoggio
Acqua
Fontana al parcheggio a Pregasina
Salita il
9 Dicembre 2023
Itinerario
Via Anima senziente
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
510 m – 859 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
D
Difficoltà tecnica
5c
Un tiro di 5c, spesso IV
Chiodatura
RS2
Soste a spit, sui tiri spit nei tratti difficili chiodi e cordoni
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Friend a misure alterne, 8 rinvii

Torbole (TN) | Cima Capi

ALTRE WEBCAM VALLE DEL SARCA

Vignole d’Arco (TN) | Vista su Riva del Garda e Arco
Varone (Riva del Garda, TN) | Vista verso nord ovest
Torbole (TN) | Vista su Cima Capi
San Giovanni, Arco (TN) | Parete di Padaro
Riva del Garda (TN) | Vista verso Arco e Monte Stivo

PREVISIONI METEO VALLE DEL SARCA

INDICAZIONI STRADALI

Da Riva del Garda (o da Storo se si sale da Brescia) si segue per la Valle di Ledro. Subito dopo la seconda lunga galleria, si svolta a sinistra per Pregasina, che si raggiunge dopo una seconda galleria. Poco prima del paese ci sono due spiazzi per poche auto, poi ci sarebbe un divieto di transito… valutare in base alla stagione o alla fortuna! Se si prosegue si entra nel paese arrivando fino alla chiesa (strada molto stretta nel tratto finale), dove si trova un parcheggio più ampio; molto probabile trovarlo pieno.

AVVICINAMENTO

Salire dal parco giochi verso la chiesa (fontana) per uno stradello, dunque imboccare il sentiero 422 verso sud, cioè lasciandosi alle spalle la parete (indicazioni per Cima Nodice). La strada sterrata diventa presto cementata e guadagna rapidamente quota fino a un’abitazione. Seguire i segnavia CAI su sentiero che prosegue a mezzacosta nel bosco, ignorando un bivio a sinistra. Da un paio di punti si può vedere bene la parete ormai vicina, la via attacca nei pressi di un rudere ben visibile. Poco dopo si trova una deviazione a destra (ometto), seguirla in leggera discesa fino alla base della parete. Costeggiare un avancorpo e proseguire a destra per un breve tratto fino a un vago crinaletto erboso (scritta col nome della via su un masso). Salirlo puntando al rudere dal cui interno attacca la via (30 minuti).

SALITA

1° tiro: salire dritti per rocce sporche (II) fino a una grossa clessidra. Proseguire a destra con un passaggio atletico su lama (V, spit) e subito dopo rimontare la paretina a sinistra raggiungendo la sosta su 2 fix di cui uno con anello (15 m, IV, p. V, vari cordoni su pianta e 1 in clessidra, 1 spit).

2° tiro: spostarsi qualche metro in traverso a sinistra (IV), dunque salire dritti su parete lavorata (cordoni in clessidre, V). Un tratto di parete più compatto si supera grazie a piccole tacche (VI, spit), quindi si traversa a destra sopra lo strapiombo con arrampicata delicata, in leggera discesa nell’ultima parte (VI, 3 spit). Sosta su piccolo terrazzo. Allungare protezioni! (30 m, V, VI, 3 cordoni).

3° tiro: salire la placca fessurata sopra la sosta (IV), spostarsi a sinistra su terreno più appoggiato puntando a un muretto che si supera sulla sinistra (V). Proseguire sul seguente diedrino oppure sulla placca appoggiata a sinistra fino alla sosta (15 m, IV, p. V, 2 spit e 2 cordoni in clessidra).

4° tiro: ancora a sinistra raggiungendo una paretina verticale di roccia molto lavorata, da superare sulla sinistra (V). Salire poi dritti su placca a buchi (IV, vari cordoni) fino alla sosta (2 clessidre con cordoni) su comodo terrazzo (30 m, IV, p. V, 1 spit e 6/7 clessidre con cordone).

5° tiro:  traversare facilmente a sinistra, superare uno spigolino e appena oltre salire dritti su una bella placca con buchi e rigole (IV+). Nella parte finale si trovano alcuni spit vicini che permettono di proteggere un tratto più compatto (V+), ma si può anche procedere sullo spigolo appena a sinistra, più facile (30 m, II, IV+, 6/7 clessidre con cordone, 3 spit).

6° tiro: non salire dritti ma traversare per l’ennesima volta a sinistra su placche appoggiate uscendo sul sentiero della “Scala santa”, coadiuvato da un cavo. Individuare gli spit del tiro successivo (che attacca qualche gradino più in basso) e andare a fare sosta sul cavo sotto l’inizio del tiro (15 m, III, 1 cordone su pianta e 2 spit).

7° tiro: salire la placca (IV+) dunque traversare a sinistra fino a uno strapiombo che si supera da sinistra (V+), poi seguendo una lama sempre verso sinistra si raggiunge la sosta un poco scomoda (25 m, IV+ e V+, 4 spit, 1 chiodo, 1 clessidra).

8° tiro: sopra la sosta a destra con passo non facile (VI-/A0), seguire poi un diedro verso destra (V-) da cui si esce a sinistra scavalcando la trincea che circonda la vetta. Sosta su pianta (25 m, 1 spit, 1 chiodo, 3 clessidre).

DISCESA

Dalla vetta si scende in direzione ovest (a sinistra dall’uscita della via), dunque si segue a destra il sentiero CAI che percorre in un tratto una trincea con vicino una galleria. Una volta aggirata la cima, ci si ritrova sul versante da cui si è saliti, e si percorre in discesa la “Scala santa” (tratti attrezzati con cavo ma mai davvero esposti). Dopo una grotta con rudere militare si passa sotto a un grosso gendarme appoggiato alla parete, su cui salgono alcuni monotiri. Subito dopo la falesia del Popò di Lè si seguono le indicazioni per Pregasina intercettando poco più avanti l’ometto con la traccia scesa in avvicinamento. Seguendo i propri passi si rientra al parcheggio (45 minuti).

osservazioni

Abbiamo attaccato la via un po’ tardi e in due cordate: puntavamo a goderci il sole pomeridiano, ma il cielo si è velato subito dopo il primo tiro e abbiamo patito freddo. Arrivati alla sosta sulla Scala santa abbiamo saltato gli ultimi due tiri, facendo un giretto sulla vicina cima che si raggiunge brevemente con la parte finale del sentiero. Due mesi dopo Alberto e Pietro D. hanno ripetuto la via con anche gli ultimi due tiri passandoci la relazione. La via ha un andamento piuttosto sinuoso come tante altre firmate da Grill e soci, di fatto si risalgono sì e no 100 metri di dislivello, ma si fanno 8 tiri! É comunque un’arrampicata piacevole, come confermato dalle numerose ripetizioni. Il secondo tiro è decisamente più impegnativo degli altri, ma ben spittato.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Bar a Riva del Garda

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
1° tiro e attacco della via dal rudere
1° tiro e attacco della via dal rudere
2° tiro
2° tiro
Mirko sul traverso del 2° tiro
Mirko sul traverso del 2° tiro
5° tiro
5° tiro
6° tiro
6° tiro

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