Le pareti di Montesordo sono pagine di storia dell’arrampicata a Finale Ligure: all’Alveare, nel 1985, Andrea Gallo si lanciava in libera sulla sua via Hjanea, 8b+, una pietra miliare dell’alta difficoltà. “Solo” 12 anni prima, nel settore principale, Gianni Calcagno e Alessandro Grillo salivano con chiodi e scarpette da tennis un’evidentissima fessura, che nella parte alta formava come un arco: la battezzarono via della Marcia, ma oggi quasi tutti la conoscono come l’Arco dei Guaitechi (cioè i guaiti dei cani che si sentivano provenire da valle), nome suggerito da Alessandro Gogna e con il quale la via compare fra i suoi 100 Nuovi Mattini. Nonostante sia affiancata da numerosi monotiri, e la richiodatura a resinati ne abbia notevolmente ridimensionato l’impegno, la via conserva ancora tutto il fascino della linea perfetta, logica, esposta e su roccia eccezionale: ormai un po’ consumata nel primo tiro, il più duro, ma ancora commovente sul secondo.
Prima salita: G. Calcagno, A. Grillo, giugno 1973



















