Pointes de Burlan, Via Muriabelle: un gioiellino tra le cime del Soreiller

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Logicità della linea

7.5

Ingaggio della salita

8

Bellezza dell'ambiente

9.5

Qualità della roccia

9

Eleganza dell'arrampicata

8.5

Arrampicata molto bella in contesto isolato

Il massiccio del Soreiller è un paradiso per l’alpinista. Il granito che costituisce la quasi totalità delle cime è splendido, cioè solido e di un bel colore che lega bene con il colore del cielo e pur non notandolo non è cosa priva di importanza. In questo massiccio forse non si diventa «uomini di montagna», che importa: qui arrampicare è la cosa più importante, si è felici di essere scalatori ed è assai bello. Le Soreiller ha un fascino straordinario e avvincente: è un giardino di pietre. Si arrampica in un luogo fatto per questo, dato agli uomini a questo scopo e che gli uomini hanno saputo scoprire e amare.

‘Il massiccio dell’Alto Delfinato. Le 100 più belle ascensioni ed escursioni’, G. Rébuffat, 1974

Cosa definisce una via bella? La roccia, l’arrampicata, la linea, il posto, i racconti di chi l’ha già percorsa, il nome dell’apritore, la chiodatura, la storia, la difficoltà, l’anno della prima salita, i ricordi, le esperienze personali, le fotografie, la logica, la continuità, il nome della via, la popolarità, la lunghezza, la quota, un mix di tutto ???

In discesa dalla via eravamo particolarmente soddisfatti della giornata e come sempre iniziamo a chiacchierare, confrontando gradi e quant’altro con altre vie simili. Il paragone con la salita del giorno prima (la classicissima via Madier all’Aiguille Dibona) viene quasi naturale.

Le opinioni sono contrastanti, abbiamo ancora negli occhi gli splendidi tiri appena saliti (ci siamo proprio divertiti!), mentre la Madier è un ricordo bellissimo ma già un po’ sbiadito… da una parte la grande classica con la sua logicità dal primo all’ultimo metro, la sua linea perfetta che vince con arrampicata a tratti super una splendida parete e arriva direttamente in cima a una punta come si potrebbe solo disegnare, la roccia più che ottima dove non si muove nulla neanche a volerlo, la chiodatura mista che rende la salita un po’ ingaggiosa ma di grande soddisfazione… dall’altra una serie di tiri da ”wow” (parole testuali che ho riportato sul taccuino per la relazione), nessuno in giro, discesa alpinistica il giusto per mettere un po’ di pepe alla cosa, ambiente severo ma non troppo, roccia a tratti veramente magnifica, tiri continui ma con una logica e attrezzatura moderna, difficoltà mai eccessive ma dove ‘si arrampica’ dal primo all’ultimo metro! insomma una gran bella via in montagna con tratti di plaisir, un piccolo gioiellino…

Continuiamo a scendere e a parlare ma non riusciamo a raggiungere un accordo, c’è sempre un ‘ma’ che fa spostare la bilancia da una parte o dall’altra… poi alziamo gli occhi, sopra di noi la forma perfetta della Dibona e siamo tutti (o quasi) d’accordo.

Tutto questo per dire come la via Mariabelle, seppur non ha (a ragione) fama e prestigio di vie più famose e non vale complessivamente il viaggio dall’Italia, sia però una vera e propria via a 5 stelle! da non perdere se si rimane qualche giorno al Rifugio Soreiller.

Prima salita: Eric Allène e Pascal Junique, 1999/2000

POINTES DE BURLAN, CIMA OCCIDENTALE (3299 m) - VIA MURIABELLE

La parete meridionale del Pointes de Burlan, in rosso il tracciato della via Mariabelle
La parete meridionale del Pointes de Burlan, in rosso il tracciato della via Mariabelle

Settore
Esposizione
Avvicinamento
Tot 3.30 h (1550 m D+). Dal rifugio 1.30 h (400 m D+)
Discesa
A piedi, 1.30 h dalla vetta al rifugio, 2 h dal rifugio all’auto
Tempo totale
11 h (4 h la via)
Dislivello
1700 m D+ (200 m la via)
Sviluppo
270 m
Punti d’appoggio
Acqua
Al rifugio
Salita il
19 Agosto 2018
Itinerario
Via Muriabelle
Tipologia itinerario
Quota di partenza e arrivo
1597 m – 3299 m
Difficoltà globale
Continua sul quinto grado, un paio di tiri di 5c e 5b
Difficoltà tecnica
Chiodatura
Ottima a spit (distanziati dove più facile). Soste tutte su due spit.
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Serie di friend (da 0.3 – 2 BD), Friend 3 BD, Friend 4 BD, 12 rinvii

Webcam Saint Cristophe in Oisans

INDICAZIONI STRADALI

Dall’Italia il percorso migliore è passare per il Monginevro. Scendere a Briançon e seguire le indicazioni per La Grave che si raggiunge superando il Col du Lautaret. Dopo qualche chilometro dal Lac du Chambon (diga) e il paese di Le Freney-d’Oisan svoltare a sinistra (indicazione la Bérarde). Risalire il selvaggio vallone lungo la strada a tratti molto stretta fino al piccolo villaggio di les Etages (1597 m) e parcheggiare negli stalli dopo le case.

AVVICINAMENTO

Scendere 300 m lungo la strada fino a incontrare il bivio a destra (indicazioni per il rifugio). Seguire il sentiero che sale fino ad incontrare un ampio canalone. Risalirlo lungamente fino ad uscire su terreno più ampio in vista della splendida guglia. Con ripidi tornanti si raggiunge il Rifugio Soreiller (2719 m, 2.30 h). Dal rifugio imboccare il sentiero segnato (ometti) che sale verso Ovest fino a un evidente crinale. Qui abbandonarlo e salire lungamente per tracce (qualche ometto) puntando all’evidente bastionata meridionale del Pontes de Burlan (neve nell’ultimo tratto). La via attacca sotto la verticale della punta occidentale presso un’ampia placconata a sinistra di un evidente diedro che solca da destra a sinistra la parte bassa della parete.

SALITA

1° tiro: salire la placca appoggiata con percorso non obbligato, leggermente verso destra. Al secondo spit in una zona di rocce rosse non spostarsi a destra ma salire dritti a sinistra di uno spigolino e dopo uno spit raggiungere la sosta su due spit alla base di un diedro grigio (50 m, II/III, 3 spit).

2° tiro: salire il diedro con bella arrampicata, quindi in placca. Traversare poi 5 metri a sinistra, poi nuovamente in verticale su splendida roccia. Per placche via via più appoggiate si raggiunge la sosta su due spit alla base di tetti (35 m, 5b, 6 spit).

3° tiro: salire a sinistra fino alla base di un diedro. Salirlo, quindi traversare a sinistra con bella esposizione ed arrampicata sostenuta per una decina di metri. Salire poi in verticale e raggiungere due soste vicine su due spit (25 m, 5c, 7 spit).

4° tiro: superare lo strapiombetto sopra la sosta, quindi spostarsi a sinistra e doppiando uno spigoletto (expo), che poi si sale con bella arrampicata via via più facile fino a raggiungere la sosta su due spit (25 m, 5c, 7 spit).

5° tiro: tiro di collegamento. Superare lo spit sopra la sosta, quindi facilmente verso destra fino alla sosta su due spit (20 m, 1 spit, II/I).

6° tiro: salire lo spigolo di splendida roccia che diventa verticale e lo si supera leggermente a sinistra del filo uscendo poi nuovamente sullo spigolo dove si sosta su due spit (25 m, 6 spit, 5b e p. 5c).

7° tiro: wow. salire sopra la sosta, quindi a sinistra per prendere una splendida placca che si sale fino a una sosta intermedia. Proseguire a sinistra con un esposto traverso e doppiare uno spigolo. Salirlo con arrampicata sempre molto bella su roccia a cannule rimontando il filo e raggiungendo la sosta su due spit (45 m, 5b continuo, 7 spit e 1 sosta intermedia).

8° tiro: rimanere a destra del filo, quindi scendere sul lato opposto e traversare puntando alla base dell’ultima parete dove si sosta su due spit (30 , 1 spit, II/I).

9° tiro: sopra la sosta per bella parete, prima a scaglie (attenzione!) poi più compatta sostando nelle vicinanze della cima (15 m, 5b, 3 spit).

DISCESA

Dalla cima seguire la cresta di buona roccia, quindi scendere sul lato Nord (I/II) raggiungendo un primo intaglio. Continuare a scendere sul lato Nord, poi seguire una buona cengia che riporta in cresta. Scendere dall’opposto versante e traversare verso destra per cenge che diventano più facili fino a raggiungere un’evidente sella. Scendere per il canale a sinistra (lato Sud) fino a raggiungere il ghiaione sottostante. Per traccia (ometti) si scende e per medesimo percorso dell’avvicinamento si rientra al rifugio (1/1.30 h dalla cima).

osservazioni

Via veramente bella con arrampicata mai troppo difficile ma neppure banale su roccia a tratti eccellente in un contesto selvaggio e piacevole. La chiodatura è ottima! interamente a spit e sufficiente anche se qualche friend può risultare utile. Se la salita, attrezzatura e le difficoltà garantiscono un completo e tranquillo divertimento, la discesa è decisamente più alpinistica anche se tecnicamente facile (può essere consigliabile procedere in conserva, utile qualche friends). Nell’accesso si incontra quasi sempre un po’ di neve (ad inizio stagione potrebbero risultare utili i ramponi). In discesa si passa vicino all’attacco, dove eventualmente si può lasciare qualcosa.

Sulla stessa parete alla cima centrale e orientale sono presenti altri due itinerari su difficoltà simili: Remise à flo (200 m, 5c) e Clémentine sans pépin (200 m, 5c). Il giorno prima all’Aguille Dibona abbiamo salito la via Madier.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Il rifugio Soreiller è il naturale punto di appoggio, l’accoglienza è ottima e il cibo (alla francese) abbondante. Si può anche optare per il solo pernotto e cucinare nell’apposita cucina predisposta.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Sul quarto tiro
Sul quarto tiro
6° tiro
6° tiro
6° tiro
6° tiro
Pointes de Burlan, Via Muriabelle
Ottavo tiro
Pointes de Burlan, Via Muriabelle
Canale di discesa

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