Acquafun, una via moderna sulla dolomia da sogno del Mur de Pisciadù

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Logicità della linea

9

Ingaggio della salita

7

Bellezza dell'ambiente

8.5

Qualità della roccia

9.5

Eleganza dell'arrampicata

10

Una delle più belle vie sportive delle Dolomiti nel suo grado!

Non sono in tanti ad aprire a spit in Dolomiti, santuario dell’alpinismo tradizionale: tra questi pochi c’è Rolando “Roly” Galvagni, le cui vie sul Gruppo del Sella e in Valle del Sarca sono molto apprezzate e ripetute per la bellezza e l’ottima chiodatura. Acquafun è un vero gioiello, su roccia quasi sempre perfetta: l’accesso è veloce e a 10 minuti dalla fine della via c’è il Rifugio Cavazza al Pisciadù. Tutto questo fa sì che la via sia molto frequentata, anche perché il periodo in cui si può trovarla asciutta e scalarla senza patire troppo freddo si riduce a poche settimane all’anno. Nonostante la relativa comodità e la presenza degli spit, la via non è da prendere sottogamba: per farla divertendosi occorre una buona padronanza dell’obbligatorio e un minimo di esperienza su vie in ambiente, oltre alla garanzia di tempo stabile.

Prima salita: R. Galvagni, M. Maceri, 2004

MUR DE PISCIADU (2570 m) - ACQUAFUN

Esposizione
Avvicinamento
45 min (300 m D+)
Discesa
1.10 h (50 m D+, 650 m D-)
Tempo totale
6.45 h (5 h la via)
Dislivello
650 m D+ (300 m circa la via)
Sviluppo
370 m
Salita il
11 Agosto 2024
Itinerario
Via Acquafun
Tipologia itinerario
Quota di partenza e arrivo
1950 m – 2600 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
Difficoltà tecnica
Spesso 5c/6a, tiro di 6a+
Chiodatura
Buona a spit, distanti nei primi tiri poi più vicini nelle difficoltà. Soste a spit
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Friend a misure alterne, 12 rinvii

Vista sul Gruppo del Sella da Corvara

ALTRE WEBCAM IN VAL GARDENA

Piz Seteur (Selva val Gardena, BZ) | Sella da nord
Santa Cristina Val Gardena (BZ) | Sassolungo, parete nord
Passo Sella (BZ) Sassolungo, versante est

PREVISIONI METEO VAL GARDENA

INDICAZIONI STRADALI

Raggiungere Corvara in Val Badia se si sale da Brunico, oppure il Passo Gardena se si arriva da Selva o dalla Val di Fassa. In prossimità di un tornante si trova un grande parcheggio che dall’estate 2023 risulta inagibile a seguito di una grande frana; da qui iniziano il sentiero per la Val Setus e la ferrata Tridentina. Occorre parcheggiare lungo la strada a valle o a monte. Eventualmente un altro parcheggio si trova qualche tornante più a valle presso la stazione intermedia della cabinovia che sale da Colfosco.

AVVICINAMENTO

La parete dove sale la via, con al centro un enorme diedro, è già ben visibile dal parcheggio. Attraversarlo e scendere qualche metro verso valle lungo una sterrata fino a incrociare il sentiero per la Val Setus che sale ripido a destra prima per bosco rado e poi per ghiaione. Abbandonarlo alla base delle pareti, risalendo per tracce il ghiaione. La via attacca pochi metri a destra rispetto al grande diedro al centro della parete, su un muro bianco a buchi (45 minuti).

SALITA

1° tiro: salire atleticamente il muro a buchi (primo spit alto), dunque proseguire verticalmente su ottima roccia. Si superano due distinti muretti, poi si piega verso destra fino alla sosta (40 m, 8 spit, 6a).

2° tiro: una rampetta a sinistra conduce a una zona più abbattuta: lasciarsi a sinistra uno strapiombo e traversare leggermente a destra su placca, poi di nuovo dritti per fessure. Uscire a destra su una cengia dove si trova una sosta intermedia. Può convenire saltarla e salire su parete abbattuta fino alla base del successivo muro nero (50 m, 5b fino alla sosta intermedia poi II, 5 spit).

3° tiro: dritti per bei buconi, poi affrontare direttamente la placca con arrampicata elegante e tecnica, via via più difficile. Sosta su terrazzino (35 m, 6a+, 8 spit, 2 clessidre con cordone).

4° tiro: ancora dritti su roccia più lavorata, raggiunta una cengetta si supera uno strapiombino con passaggio difficile e poi si sosta sul bordo della grande cengia mediana (30 m, 6a, 7 spit, 1 clessidra con cordone).

5° tiro: percorrere la facile cengia spostandosi verso destra dove la roccia è più abbattuta. Ignorare un diedro chiodato e continuare fino a un grottino vicino a un diedro meno evidente, vicino a cui si fa sosta su singolo spit con cordino. Prestare attenzione a non fare cadere sassi! (60 m, I, II).

6° tiro: lunghezza chiave della via, l’unica dove la roccia non è perfetta. Rimontare lo strapiombino delicato sopra la sosta e spostarsi a destra fino a prendere il vago diedro, che presto diventa placca tecnica. Superare diversi strapiombini su appigli non sempre ottimi, dunque arrivati sotto a strapiombi più pronunciati traversare decisamente a destra puntando a una nicchia gialla (attenzione alla roccia). Nell’ultimo tratto occorre scendere un metro (spit con cordone) fino alla sosta su un piccolo ballatoio sul vago spigolo a destra del diedro (40 m, 6b, 10 spit).

7° tiro: dritti per le belle fessure sopra la sosta, che dopo una decina di metri si abbandonano per spostarsi a destra. Continuare con bell’arrampicata fino alla sosta (25 m, 6a, 7 spit).

8° tiro: spostarsi a destra facendo attenzione alla roccia sul terrazzino e affrontare con decisione le lame strapiombanti; dunque proseguire verticalmente su roccia sempre ottima e ben lavorata. Nella parte finale una fessura obliqua leggermente a sinistra e conduce alla sosta (25 m, 6a+). Tiro concatenabile con il precedente.

9° tiro: spostarsi a destra sullo spigolo ben presato (bellissimo), dunque su terreno un poco più abbattuto fino alla sosta (20 m, 5c, 6 spit).

10° tiro: bella lama tendente a sinistra poi placca lavorata fino alla sosta sotto il diedro finale (25 m, 6a, 5 spit).

11° tiro: seguire il diedro che poi diventa camino su roccia quasi sempre bagnata. Uscire dalla parete e sostare su un masso isolato con due spit poco distante dall’uscita. Attenzione a non smuovere sassi con le corde! Lunghezza quasi sempre bagnata ma spittata più vicina. (20 m, 5c, 7 spit)

DISCESA

La via esce sui ghiaioni della grande cengia mediana del Sella. Continuare in direzione sud senza via obbligata fino a intercettare le tracce che portano al Rifugio Cavazza al Pisciadù, ai piedi dell’omonima montagna (10 minuti dall’uscita della via). Seguire a destra il sentiero che scende nel ripido canalone della Val Setus (tratti attrezzati, spesso trafficato) fino a ritornare al parcheggio (1 h circa dal rifugio).

osservazioni

Nel suo ordine di difficoltà, forse è la via a spit più bella delle Dolomiti. Con Andrea avevamo percorso il primo tiro nell’estate 2023, ma ci eravamo dovuti calare… quindi Acquafun è rimasta un progetto da tornare a concludere alla prima occasione buona, che puntualmente abbiamo colto con Mario; e nonostante un poco di stanchezza accumulata in quattro giorni di scalate ci siamo divertiti concludendo la via in tempi relativamente brevi. Abbiamo concatenato il 7° e l’8° tiro, così come il 9° e il 10°. Il tratto di cengia lo abbiamo percorso in conserva. Avevamo una cordata di ragazzi catalani davanti e una di tedeschi dietro ma non ci siamo mai accavallati. Se non fosse per il sesto tiro (che è anche il chiave), anche la qualità della roccia meriterebbe un 10.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Rifugio Cavazza al Pisciadù molto comodo a 10 minuti dall’uscita della via.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Webcam
La parete vista dal ghiaione di avvicinamento
La parete vista dal ghiaione di avvicinamento
Mario sul 1° tiro
Mario sul 1° tiro
Cordata sul 3° tiro
Cordata sul 3° tiro
6° tiro
6° tiro
L'altopiano del Pisciadu
L'altopiano del Pisciadu

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