Via dell’Ingegnere, una salita plaisir sotto il Castelletto inferiore di Brenta

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Logicità della linea

7.5

Ingaggio della salita

5.5

Bellezza dell'ambiente

8

Qualità della roccia

9

Eleganza dell'arrampicata

8

Bella via vicina al rifugio!

Il Castelletto inferiore è una delle montagne più famose del Gruppo di Brenta: visto dalla strada per Madonna di Campiglio sembra avvitarsi verso il cielo, imitato dal più piccolo e slanciato Castelletto superiore. Ma il meglio di sé lo dà salendo il sentiero da Vallesinella al rifugio Tuckett, sopra il quale incombe con una muraglia di dolomia baciata dal sole che metterebbe voglia di scalarla a chiunque!

E infatti risalgono addirittura a fine Ottocento le prime arrampicate sul Castelletto, che sfruttano i punti deboli della parete sud; nel 1911 i fratelli Kiene aprono un itinerario nel cuore della parete, che punta dritto alla cima, destinato a diventare una grande classica. Abbastanza ripetuta è anche la Via dell’ingegnere, che invece va annoverata fra le vie moderne a spit e porta la firma della guida alpina Piergiorgio Vidi, fra i più attivi apritori degli ultimi decenni nel gruppo di Brenta. La linea è molto diretta, divisa in due da una grande cengia ghiaiosa che comunque non interrompe più di tanto l’arrampicata. Placche compatte di roccia ottima ed esposizione garantiti, chiodatura sicura a patto si abbia un buon margine sull’obbligatorio… altrimenti la via rischia di non essere proprio “plaisir”!

FIGLIO DEL CASTELLETTO INFERIORE (2601 m) – VIA DELL’INGEGNERE

Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
In rosso il percorso (indicativo) della via, in giallo la discesa dalla via normale

Esposizione
Avvicinamento
1.45 h (800 m D+)
Discesa
1 h in doppia e 1.15 h a piedi (1000 m D-)
Tempo totale
7 h (3 h la via)
Dislivello
1000 m (150 m la via)
Sviluppo
180 m
Punti d’appoggio
Acqua
Al rifugio Casinei
Salita il
1 Settembre 2019
Itinerario
FIGLIO DEL CASTELLETTO INFERIORE (2601 m) – VIA DELL’INGEGNERE
Quota di partenza e arrivo
1513 m – 2500 m circa
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
Difficoltà tecnica
Chiodatura
Ottima a spit, un po’ distanti nei tiri più facili
Roccia
Frequentazione
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, 12 rinvii

Webcam sul Brenta meridionale visto dalla Paganella

ALTRE WEBCAM DOLOMITI DI BRENTA

Pradalago (Madonna di Campiglio, TN) Zona Pradalago
Paganella (Andalo, TN) | Webcam sul Brenta da Andalo
Rifugio Graffer (Madonna di Campiglio, TN) Altopiano del Groste

PREVISIONI METEO DOLOMITI DI BRENTA

INDICAZIONI STRADALI

Raggiunta Madonna di Campiglio, dal centro si seguono le indicazioni per Vallesinella (parcheggio a pagamento e da prenotare in estate/festivi); in estate la strada è chiusa dopo le 9,30, e si può salire solo con una navetta da Madonna di Campiglio.

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio di Vallesinella seguire il sentiero per il rifugio Tuckett, che scende ad attraversare il torrente. Al rifugio Casinei tenere la sinistra e continuare nel bosco fino al Tuckett, ai piedi della parete. La via dell’ingegnere sale un avancorpo sulla sinistra del Castelletto Inferiore, chiamato Figlio del Castelletto, separato dalla parete principale dal profondo camino percorso dalla via normale. Dal rifugio si distingue la cengia che taglia tutta la sud, e separa le placche strapiombanti dove salgono i primi quattro tiri dalla guglia ben individuata (il “Figlio”) raggiunta dagli ultimi due. L’attacco si trova nei pressi di alcune rocce bianche sulla verticale della guglia, tracce di piazzola alla base e primo spit visibile. Scritta in rosso ormai del tutto sbiadita.

SALITA

1° tiro: attaccare la placca nera, delicata nei primi metri; superare uno strapiombo sulla sinistra, dunque proseguire in leggero obliquo a destra per diedro superficiale fino alla sosta (30 m, 5c, 7 spit).

2° tiro: dritti verso il diedro soprastante, scalando la sua faccia destra; al termine spostarsi a sinistra per rocce più facili fino a un terrazzino. Affrontare il difficile muretto seguente, vincere uno strapiombino dunque continuare più facilmente sulla faccia sinistra di un vago camino fin quando è possibile traversare a destra (esposto) al terrazzino con la sosta (5c/6a, passaggio 6a+, 9 spit).

3° tiro: superare un paio di muretti, dunque obliquare a destra su parete un po’ meno verticale fino alla comoda sosta sotto uno strapiombo giallo (30 m, 5b, 5 spit).

4° tiro: salire la bella placca nera che porta dritti sotto lo strapiombo, ben ammanigliato, che si supera da destra verso sinistra. Breve placca verticale con uscita delicata sulla cengia ghiaiosa, che si percorre verso sinistra (ometto) fino alla sosta sulla parete rossa alla base del “Figlio”. Possibilità di abbandonare la via seguendo la cengia a destra fino a incrociare la normale (30 m di cui 15 di ghiaione, 5c, 2 spit).

5° tiro: dritti sopra la sosta raggiungendo la faccia destra di un diedro; continuare a salire spostandosi leggermente a destra su parete verticale ma ben lavorata (qualche roccia instabile), puntando allo spigolo che delimita a destra la guglia. Sosta (2 spit da collegare) su un comodo terrazzo ai piedi della placca finale (40 m, 5b, 6 spit).

6° tiro: superare la splendida placca giallastra a tacchette, poi più facilmente verso il camino strapiombante al culmine della parete. Superarlo atleticamente sulla sinistra (se si è molto magri ci si riesce in parte ad incastrare!); sostare subito dopo su 2 spit da collegare appena sotto la vetta (25 m, 6a, 8 spit).

DISCESA

Portarsi sulla cresta e percorrerla brevemente verso nord (passi di I) fino a una grande terrazza con ometti, dove passa la via normale. Calarsi lungo il profondo camino da essa percorso sfruttando ottimi anelloni cementati, spesso doppi o tripli. Prima doppia da 25 m (possibile disarrampicare, I grado); seconda doppia più verticale da 40, oppure 2 da 20, fino alla prima cengia. Da qui scendere per ghiaie verso l’imbocco del primo camino (facile, possibile altra doppia da 25). Calata da 25 il leggero obliquo a sinistra (faccia a valle), dunque altre due calate da 25 (o un’unica da 50) fino alla base della parete (1 h). Dal rifugio si rientra all’auto per il percorso dell’andata (1.15 h).

osservazioni

Weekend dal meteo un po’ incerto, scegliamo di stare due giorni al rifugio Tuckett salendo vie “comode”. Il sabato – in completa solitudine – ripetiamo la Kiene, domenica ci lanciamo su questa via sportiva, con attacco a 5 minuti scarsi dal rifugio. Si arrampica prevalentemente su placca, con sempre qualcosa di buono in mano, anche se a volte piccolo! Nel passaggio chiave del 2° tiro abbiamo azzerato, per il resto la via è filata pulita quindi i gradi ci sembrano onesti. Paragonabile come impegno e tipologia alla via Quinto e Lina sulla Corna Rossa, un po’ meno sostenuta ma con chiodatura più rada sotto il 5c.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Il rifugio Tuckett è il punto di appoggio più comodo, molto consigliato anche il Casinei. Rientrando verso Pinzolo consigliato il Ristorante Speck Stube Alimonta.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
Rifugio Tuckett
Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
Prima parte del 2° tiro
Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
In uscita dal 2° tiro
Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
Sulla cengia a metà parete
Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
Il camino da cui esce la via
Castelletto Inferiore - Via dell'Ingegnere
Breve cresta esposta in discesa dalla piccola cima del Figlio del Castelletto

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