Diedro del Dragone, una piccola sorpresa tra le ofioliti dell’Appennino modenese

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Logicità della linea

6

Ingaggio della salita

7

Bellezza dell'ambiente

7

Qualità della roccia

5

Eleganza dell'arrampicata

5.5

Per feticisti dell’Appenninismo o locals

Il torrente Dragone è un affluente del fiume Secchia che nasce nei pressi del Passo Radici. A metà della sua lunga vallata si trovano affioramenti di roccia ofiolitica, già visitati in passato da alpinisti locali. È stato però grazie all’opera di un gruppo di chiodatori modenesi molto attivi in zona, specialmente Nicola Bertolani (Nikobeta), che sono nate in anni recenti nuove vie attrezzate a spit: sia sul monte Calvario (Via del Buon Ladrone, Via degli alpinisti ovini) sia sulla Gola di Poggio Bianco, sul lato opposto del torrente, dove sale la bella linea del Diedro del Dragone.

L’ambiente di media montagna, molto appartato, offre forse il meglio nella stagione autunnale, con il bosco variopinto e la roccia ofiolitica dalle molte sfumature che si accende con la luce calda pomeridiana. Le “sfumature” non sono soltanto cromatiche ma anche strutturali… come ben saprà chi ha salito altre vie sulle ofioliti, ad esempio alla Rocca del Prete in Val d’Aveto, la qualità della materia prima non è proprio eccelsa… diciamo che a confronto Bismantova è sanissima! Fatta questa premessa, il Diedro del Dragone presenta un’attrezzatura sicura e abbondante grazie al gran lavoro degli apritori, e può essere salito con una certa serenità: non si tratta però di una via sportiva, bisogna stare attenti a cosa si tira e le poche ripetizioni sicuramente non aiutano. È insomma una salita per appenninisti incalliti: chi cerca il piacere dell’arrampicata spensierata o la prestazione si divertirà più altrove; chi ha voglia di scoprire un posto insolito e fuori dalle rotte ne porterà a casa una piacevole esperienza.

Prima salita: N. Bertolani, C. Bassoli, R. Pittino, A. Tusini, luglio/ottobre 2020

GOLA DI POGGIO BIANCO (620 m) – VIA DIEDRO DEL DRAGONE

Diedro del Dragone - Gola di Poggio Bianco - Tracciato
Tracciato

Settore
Esposizione
Avvicinamento
0,10 h a piedi + 0,30 h le doppie, 150 D-
Discesa
A piedi 0.15, 50 D+
Tempo totale
3 h (2h la via)
Dislivello
100 m (70 m la via)
Sviluppo
100 m
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, 12 rinvii
Salita il
27 Ottobre 2023
Cordata REDclimber
Itinerario
Via Diedro del Dragone
Tipologia itinerario
Quota di partenza e arrivo
650 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
TD-
Chiodatura
S2
Spit sui primi 3 tiri, fittoni un po’ più distanziati sul 4° (obbligatorio sul 6a)
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato

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INDICAZIONI STRADALI

Salendo da Sassuolo, appena prima di uscire da Palagano si svolta a destra seguendo le indicazioni per la pista fuoristrada Dragone. La strada piuttosto stretta prima traversa poi inizia a scendere verso il fiume. Si supera un gruppo di case con un tornante a sinistra, al tornante successivo si lascia l’auto in uno spiazzo poco sopra a una casa isolata.

AVVICINAMENTO

Dal tornante partono due carraie: si segue quella più in basso, che passa vicino a una casa di nuova costruzione. Poco dopo si incontra una palina segnaletica per la Miniera di Toggiano. Continuare sull’ampio sentiero superando un ponte e poco dopo un’area pic nic. Qui il sentiero principale sale a sinistra, proseguire dritto senza perdere quota lungo una traccia via via più debole (bolli rossi che però si vedono meglio a ritorno).

Il bosco si fa più ripido poi termina in corrispondenza di alcuni affioramenti rocciosi. Superare una crestina e proseguire brevemente per una cengetta erbosa un po’ esposta sul limite del bosco, dunque scendere a destra puntando a una evidente terrazza rocciosa (c’è una corda fissa non facile da individuare). Sul bordo della terrazza si trova l’ancoraggio di calata (due fittoni, 15 min).

1 doppia: 10 metri fino a una nicchia con il libro di via. Sosta con catena e anello.

2 doppia: 25 metri nella stessa direzione fermandosi su un piccolo terrazzino esposto. Sosta con catena e anello

3 doppia: 32 metri fino al fiume dove attacca la via. Attenzione a non far finire in acqua la/le corde (utile passare un paio di rinvii sul primo tiro scendendo…)!

SALITA

1° tiro: salire il camino tendente a sinistra fino alla base del diedro strapiombante (25 metri, 4a, 4 spit).

2° tiro: scalare il diedro molto estetico da vedere ma purtroppo non sanissimo. La parete di destra è più lavorata, quella di sinistra liscia e sporca. Poco sotto la sosta un passaggio più difficile è agevolato da un paio di prese scavate (25 metri, 6a, 1o spit).

3° tiro: traversare a destra in massima esposizione: la parete è liscia e su roccia repellente, sono stati scavati appigli sia per le mani sia per i piedi. Con un bel passaggio finale esposto si esce sul pulpito dove si trova la sosta da cui ci si è calati (15 m, 5c, 8 spit).

4° tiro: superare lo strapiombino a sinistra della sosta poi dritto su placca verticale lavorata con qualche allungo. La roccia (specialmente alcuni appoggi per i piedi…) richiede attenzione e movimenti precisi e qualche spostamento tattico a destra e a sinistra; superato un ultimo strapiombo grazie a una lama rovescia la parete si abbatte e si raggiunge facilmente la sosta col libro di via (28 m, 6a+, 10 fix).

5° tiro: breve lunghezza sul muretto finale uscendo sulla terrazza con la prima sosta di calata (10 m, 5a, 2 spit).

DISCESA

Si ripercorre il medesimo percorso dell’avvicinamento (15 min)

osservazioni

La via è stata aperta dal basso in 3 giornate tra luglio e ottobre 2020, salendo in A1 gli strapiombi sopra il diedro (visibili gli spit); il “traverso dei sospiri” è stato aperto dall’alto successivamente, in 4 giornate sempre nell’ottobre 2020. La maggior parte del tempo è stata dedicata alla pulizia della via, con tanto di soffiatore elettrico a due tempi portato sul traverso!

Abbiamo consigliato l’accesso dall’alto perché più sbrigativo; si evita di dover guadare il torrente e salendo dal lato opposto le doppie andrebbero comunque fatte per scendere. Calandosi subito si avrà un po’ di “effetto Verdon dei poveri”, con il torrente Dragone che appare all’improvviso a picco sotto; più concretamente, si potrà dare un’occhiata alla via e a eventuali cose grosse instabili (specialmente sul quarto tiro in placca, che secondo noi è il più difficile).

Il traverso è indubbiamente spettacolare, certo gli scavi non sono proprio belli da vedere ma su una roccia del genere probabilmente non si poteva fare molto altro. Si tratta indubbiamente di una forzatura… ai ripetitori (che saranno comunque pochi…) l’ardua sentenza! Noi ci siamo divertiti e non possiamo fare altro che ringraziare gli apritori per l’impegno nell’aver inventato e “costruito” questa simpatica salita su una parete che sarebbe rimasta altrimenti ignorata.

Altre info sul sito di Nikobeta.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Diversi bar a Palagano e a Montefiorino

INFO UTILI, METEO, BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Bibliografia
Diedro del Dragone - Gola di Poggio Bianco - La terrazza dove esce la via
La terrazza dove esce la via
Diedro del Dragone - Gola di Poggio Bianco - Terza calata
Terza calata
Diedro del Dragone - Gola di Poggio Bianco - 3° tiro
Uscita dal traverso su presa naturale!
Diedro del Dragone - Gola di Poggio Bianco - 3° tiro
3° tiro

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