Torri di Monzone, Casa Vianello, un’arrampicata-affresco sulla volta della Cattedrale

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Logicità della linea

9

Ingaggio della salita

8.5

Bellezza dell'ambiente

8.5

Qualità della roccia

9

Eleganza dell'arrampicata

10

Via magnifica!

Battistero, Cattedrale, Campanile, Oratorio… potremmo trovarci nella piazza antica di una qualsiasi città toscana, e invece siamo in un angolo isolato delle Alpi Apuane, dove ormai più di 20 anni fa alpinisti del luogo come Mauro Franceschini e compagni si sono divertiti a chiamare con questi nomi le pareti delle Torri di Monzone, uno dei loro terreni di gioco prediletti. Scoperte e scalate per la prima volta negli anni 70 e 80 con mezzi tradizionali (la Via dei Fiorentini sulla omonima Pala e la via Il segno di Zorro sulla Cattedrale), hanno in seguito visto comparire sistematicamente gli spit, con la nascita di itinerari sempre più diretti. Tra i più attivi chiodatori occorre nominare almeno Claudio Ratti, Piero Gianfranceschi e Roberto Vigiani, fuoriclasse spezzino che ha realizzato vie di grande impegno tecnico riservate a pochi, così come altre alla portata non proprio di tutti, ma di molti.

Casa Vianello è una di queste: sale la parete chiamata Cattedrale, e nel suo grado è una delle vie più ripetute e apprezzate delle intere Apuane: una linea logica e diretta che alterna diedri, strapiombi e placche con le caratteristiche liste di selce, offrendo un’arrampicata elegante e sostenuta. L’ottima chiodatura a spit la rende godibile e sicura, a patto di padroneggiare il grado proposto. Si può considerare una via di carattere sportivo in un contesto alpinistico, dal discreto sviluppo e con una discesa in doppia che richiede qualche accortezza.

Prima salita: P. Gianfranceschi, F. Fratagnoli, A. Gattai, R. Vigiani, completata nel 2002 dopo tentativi precedenti

TORRI DI MONZONE (CATTEDRALE), 900 m circa - VIA CASA VIANELLO

Casa Vianello, Monzone
Tracciato indicativo della via
INFO TECNICHE
Itinerario
Via Casa Vianello
Gruppo Montuoso
Cima/ZonaSettoreCattedrale
Tempo
7.40 h (5.30 h la via)
Sviluppo
250 m
Avvicinamento
0.35 h, 230 m D+
Discesa
1.35 h (1.15 h le doppie + 20 minuti a piedi)
Difficoltà TD+6c
Spesso VII
ChiodaturaS2
Soste a spit, spit abbastanza vicini sui tiri
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneMedia
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
20 rinvii
Mezze Corde da 60 m
Periodo consigliato
Salita in data
18/05/2024
Ripetizioni
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Da Aulla (casello autostradale) seguire le indicazioni per Fivizzano, dunque dopo il paese di Rometta svoltare a destra verso la Garfagnana. Svoltare ancora a destra al bivio per Gragnola e Monzone e dopo quest’ultimo paese nuovamente a destra per Vinca. Si entra in una valle molto stretta e la strada costeggia il torrente fino a uno slargo sulla destra (pannello informativo sulla lizza della Canalonga). Si parcheggia qui, appena prima che la strada inizi a salire a tornanti verso Vinca.

AVVICINAMENTO

Dal parcheggio si oltrepassa il ponte e si segue la carrareccia – la via di Lizza della Canalonga – per circa 20 minuti, fino a un bivio (scritta blu “Balzone” su un masso). Seguire la traccia che oltrepassa il canale e risale subito dopo con una breve corda fissa. Poco oltre si incontra un bivio (scritte su masso Balzone a sinistra, Cattedrale a destra). Seguire la traccia di destra risalendo un ghiaione e raggiungendo la base della parete. Traversare a sinistra ignorando due corde fisse che conducono agli attacchi di altre vie e raggiungere uno spiazzo alla base di un ampio diedro al limite sinistro della parete. La via attacca da qui (visibili spit).

SALITA

1° tiro: salire il diedro disturbato dalla vegetazione (IV), poi leggermente a destra per risalti – utile un friend per integrare – uscire su una cengetta dove la parete si verticalizza. Superare un primo strapiombetto ben ammanigliato, poi un secondo con buone lame a destra. Si esce dunque su un terrazzino con una sosta: ignorarla e traversare a sinistra per poi salire su un terrazzo alla base di un grande diedro dove si fa sosta (45 m, 6a+, 6/7 spit).

2° tiro: salire il magnifico diedro a liste con arrampicata tecnica e uscirne a destra su piccola cengia. Rimontare il successivo muro da destra verso sinistra con un duro passo di dita e sostare poco dopo su esile terrazzino (35 m, 6b+, 11 spit).

3° tiro: salire la placca sopra la sosta sfruttando piccole lame con andamento verso destra. Raggiunto uno strapiombo lo si supera da destra uscendo su una cengia. Seguirla facilmente verso destra fin sotto un grande diedro rosso. Prima si sale in placca sulla faccia di destra (ottima roccia rugosa) poi ci si sposta sulla fessura centrale fino alla sosta, posta all’inizio del diedro successivo (35 m, 6b+, 10 spit).

4° tiro: dritti nel diedro con passo iniziale tecnico su due monoditi. Si continua un poco più facilmente fino a una placca liscia e inclinata sotto un grande tetto: da qui in poi le difficoltà si fanno più sostenute. Salirla dunque traversare delicatamente a destra doppiando lo spigolo (spit con cordone). Salire poi verticalmente la splendida parete a destra del tetto, sfruttando lame e liste. Nella parte finale la parete si fa più lavorata; piegare leggermente a destra fino alla sosta (45 m, 6c, 17 spit).

5° tiro: sopra la sosta per belle placche a liste; puntare a una fessura che si supera con bellissima dulfer; al suo termine traversare a destra e superare uno strapiombo nel punto più debole. Continuare in obliquo a sinistra su parete un poco più appoggiata fino alla sosta (35 m, 6b, 10 spit).

6° tiro: dritti sopra la sosta (attenzione a qualche lama instabile) dunque puntare allo spigolo sinistro della parete. Salire un tratto sostenuto vicino al filo leggermente strapiombante, dunque proseguire piegando leggermente a destra. Superare un ultimo strapiombo e sostare appena sopra (35 m, 6b+, 10 spit).

7° tiro: affrontare il diedro sopra la sosta; prima dello strapiombo che lo chiude uscire a destra e ritornare poi a sinistra seguendo una sequenza di lame, qualcuna da controllare; lasciarsi una pianta a sinistra (spit con moschettone) e uscire sull’aereo terrazzino con l’ultima sosta su 2 spit con cordone e moschettone (20 m, 6b, 9 spit).

DISCESA

In doppia lungo la via con due calate leggermente a lato:
1° doppia: 20 m da S7 a S6.
2° doppia: 35 m da S6 a una sosta con catena che rispetto a S5 si trova pochi metri più in basso a sinistra faccia a monte, vicino a un albero.
3° doppia: 30 m fino a un’altra sosta con catena su terrazzino in posizione simile alla precedente, pochi metri più in basso a sinistra della S4 e vicino a una pianta.
4° doppia: 35 m sopra il grande tetto, quasi tutta nel vuoto. Occorre pendolare per raggiungere la S3.
5° doppia: 30 m, in obliquo a sinistra lungo L3 (utile rinviare i fix nel traverso e sul primo muretto).
6° doppia: 30 m su L2.
7° doppia: 40 m fino all’attacco.

osservazioni

Una via veramente molto bella, tolti i primi 20 metri del primo tiro un po’ vegetali e discontinui, si arrampica costantemente su difficoltà che non vanno quasi mai sotto il VI, con alcune sequenze difficili che richiedono movimenti precisi, dita buone e resistenza. Va detto che gli spit (di nuovo con l’eccezione del primo tiro, l’unico “facile” e bruttino) sono sempre ben posizionati, non da A0 sistematico ma nemmeno da rischio voli lunghi. Noi ci siamo presentati forse senza l’allenamento e la condizione fisica e mentale necessari per farla in scioltezza, ma l’abbiamo comunque fatta… due settimane prima percorrendo Jungland avevamo visto una cordata che la saliva e non abbiamo resistito alla tentazione di metterci in gioco. Davanti a noi c’era una cordata di bergamaschi partiti presto, molto rapidi; dopo essersi calati sono andati a fare anche Surmenage. Sui primi due tiri c’era un po’ caldo, poi si è stati benissimo in maniche corte.

La discesa in doppia non è complessa ma nemmeno così “filante”, per via di un tiro obliquo e di uno molto strapiombante; si apprezza l’ottimo posizionamento delle soste di calata, vicino alle piante che potrebbero disturbare nel recupero delle corde. Probabilmente si riesce a percorrere la via e fare le calate anche con una singola da 70 m (l’ultima calata è al limite; valutare in quel caso di calarsi dalla sosta intermedia un poco più in basso rispetto alla S1).

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Circolo Acquanera, poco dopo il bivio per Vinca sotto il borgo di Monzone Vecchio, bella location con i tavoli all’esterno lungo il fiume e possibilità di mangiare qualcosa anche al pomeriggio. Se non si è mai stati, d’obbligo una sosta all’alimentari di Vinca, dove la mattina c’è la focaccia del vicino forno ancora calda ma si può anche fare merenda con salumi vari.
Casa Vianello, Monzone
Attacco della via: sono ben riconoscibili i due diedri
Casa Vianello, Monzone
La difficile placca di uscita del 2° tiro
Casa Vianello, Monzone
Il diedro rosso del 3° tiro
Casa Vianello, Monzone
Attacco del 4° tiro
Casa Vianello, Monzone
Scorcio sulle pareti del Balzone

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