Giungland, un diedro perfetto sulle Torri di Monzone

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Logicità della linea

9

Ingaggio della salita

9

Bellezza dell'ambiente

9

Qualità della roccia

7

Eleganza dell'arrampicata

9

Un fessurone perfetto

La strada per Vinca risale all’inizio una valle tortuosa e profonda, stretta fra versanti ripidissimi di bosco e roccia. Dopo l’unica casa dentro l’orrido, spesso circondata da gatti che prendono il sole sulla strada, la vista comincia ad aprirsi a destra su un gruppo di pareti possenti di roccia chiara: sono le Torri di Monzone, uno dei luoghi più suggestivi dove arrampicare sulle Alpi Apuane. La spettacolare via di Lizza della Canalonga, sulla quale venivano calati i blocchi di marmo, risale il vallone delimitato a destra dalle pareti, nell’ordine chiamate Balzone, Battistero e Cattedrale; più isolata sulla destra c’è la Pala dei Fiorentini, dove negli anni 70 è stata salita la prima storica via del settore.

Giungland sale il più evidente diedro al centro del Balzone ed è una delle vie meno difficili e più ripetute. Si tratta di un unicum nel contesto delle Apuane, per l’arrampicata prevalentemente a incastro sull’enorme diedro-camino che ricorda certe vie della Pietra di Bismantova. I primi tre tiri risalgono una sorta di zoccolo spesso sporco e non troppo godibile, ma sono compensati dal resto della via, continua ed esposta su roccia buona. L’ultimo tiro si affaccia sulla placca finale, dove l’aria attorno e sotto i piedi è tanta; le difficoltà sono maggiori rispetto al resto della via ma la chiodatura è più generosa.

Prima salita: Claudio Ratti e Marco Bernardini, 1987

TORRI DI MONZONE (BALZONE), 900 m circa - VIA GIUNGLAND

Giungland - Torri di Monzone
Tracciato della via Giungland
INFO TECNICHE
Itinerario
Via Giungland
Gruppo Montuoso
Cima/ZonaSettoreBalzone
Tempo
6.15 h (4 h la via)
Sviluppo
185 m
Avvicinamento
0.45 h, 300 m D+
Discesa
1.30 h (1 h le doppie + 30 minuti a piedi)
Difficoltà TD6c
Spesso VI
ChiodaturaS2
Soste a spit, spit sui tiri (più vicini nell'ultimo)
RocciaCalcareTipologia arrampicata
EsposizioneFrequentazioneBassa
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata
12 rinvii
Mezze Corde da 60 m
Periodo consigliato
Salita in data
04/05/2024
Ripetizioni
Cordata REDclimber

INDICAZIONI STRADALI

Da Aulla (casello autostradale) seguire le indicazioni per Fivizzano, dunque dopo il paese di Rometta svoltare a destra verso la Garfagnana. Svoltare ancora a destra al bivio per Gragnola e Monzone e dopo quest’ultimo paese nuovamente a destra per Vinca. Si entra in una valle molto stretta e la strada costeggia il torrente fino a uno slargo sulla destra (pannello informativo sulla lizza della Canalonga). Si parcheggia qui, appena prima che la strada inizi a salire a tornanti verso Vinca.

AVVICINAMENTO

Superare il ponticello e seguire il sentiero sterrato, che presto si affaccia sulle pareti: il diedro di Giungland è inconfondibile. Ignorare la prima deviazione a destra per la Pala dei Fiorentini e proseguire sullo sterrato per circa 10 minuti fino a una seconda deviazione (ometto con scritta blu Balzone). Scendere a destra superando il canale e proseguendo a destra (corda fissa); poco dopo a un bivio si tiene la sinistra (a destra si sale verso il settore della Cattedrale), risalendo un faticoso ghiaione sulla verticale del diedro. Al termine del ghiaione, la traccia sale a sinistra in traverso nel bosco, ripido e un po’ tormentato, dunque compie un tornante poco evidente verso destra, raggiungendo la base della parete (qui si arriverà con l’ultima calata). Salire con l’aiuto di una corda fissa la base dello zoccolo, seguendo una rampa tendente a destra. Presso una piccola cengia attacca la via (nome alla base).

SALITA

1° tiro: salire il diedro sopra la sosta, dunque spostarsi un metro a sinistra e continuare per placche vicino al filo dello spigolo. Dopo un passaggio delicato (pianta) si continua per bella placca con buchi e piccole concrezioni di selce, uscendone a sinistra sul terrazzino di sosta (25 m, 6a, 7 spit).

2° tiro: abbassarsi in traverso a sinistra superando uno spigolo (si incrocia la via All’occhio Bacchini, i cui spit salgono dritti). Continuare a traversare facilmente fino alla base di un diedro con un bel passaggio in dulfer finale. Poco sopra (terreno delicato in uscita) si sosta (20 m, 5b, 4 spit).

3° tiro: seguire la cengia a sinistra un po’ disturbata dalla vegetazione fino alla base di un altro diedro più lungo del precedente e spesso sporco di terra (si trova proprio sotto il grande camino…). Risalirlo in spaccata con passaggio delicato finale facilitato da una pianta. Sosta su comodo terrazzo erboso (35 m, 5c, 5 spit).

4° tiro: salire per terreno delicato fino alla base del grande diedro, che si risale inizialmente sulla faccia destra per poi sfruttare la fessura con passaggi ora di incastro ora in spaccata. Nella parte finale conviene scalare sulla placca di destra, che presenta piccole ma buone prese. Sosta su esile terrazzino vicino al diedrone (30 m, 6a, 8 spit).

5° tiro: continuare nel diedro salendo d’incastro o in spaccata, fino a un grosso masso incastrato da cui pende un cordone. Superarlo uscendo dal camino con decisione, e continuare un poco più facilmente nel diedro o sulla placca di destra. Superata una seconda strozzatura, proseguire in spaccata fino all’esile cengetta su cui si trova la sosta (25 m, 6a+, 9 spit).

6° tiro: ancora su per il diedro, ora più appigliato ma sempre verticale ed esposto. Arrivati sotto un evidente strapiombo, spostarsi a sinistra superando un paio di passaggi più ripidi. La sosta si trova su un comodo terrazzino sul filo dello spigolo, vicino a una pianta (25 m, 6a, 6 spit).

7° tiro: salire la bellissima placca prima un po’ in obliquo a sinistra, poi dritti, superando un paio di muretti strapiombanti. Più a sinistra ci sono gli spit della via Sulle tracce di Claudio. La sosta finale (l’unica su catena con anello) si trova poco sotto la fine della parete (25 m, 6c, 11 spit).

DISCESA

In doppia sulla parete a sinistra del grande diedro, seguendo in parte gli spit di una via vicina (Sulle tracce di Claudio):

1° doppia, dritti 35 m, sosta su catena su piccola cengia (attenzione, massi pericolanti!).
2° doppia, 30 m, dritti vicino al bordo della placca. Ignorare la sosta della via a spit, 5 metri più giù, sullo spigolo, c’è la sosta corretta con catena.
3° doppia, 45 m, dritta, per buona parte nel vuoto, fino alla grande cengia che separa lo zoccolo dalla parete vera e propria.
4° doppia, 55 m, dritta in un corridoio fra le piante (occhio agli incastri) fino alla base della parete.

osservazioni

Via magnifica, esigente per il tipo di arrampicata, con una chiodatura buona ma non certo da falesia. La calata lungo la via è possibile ma certamente scomoda (portare eventualmente maglie rapide, quando la abbiamo ripetuta noi non c’erano); dall’uscita del diedro è possibile calarsi in obliquo a sinistra per circa 15 metri raggiungendo la sosta sottostante di Una via per Claudio, ma la calata dall’ultimo tiro è più dritta e filante. I primi tre tiri non sono così brutti come può sembrare da certe relazioni, certo la vegetazione e il terriccio non mancano ma qualche passaggio interessante c’è. In generale, la qualità della roccia migliora salendo. Abbiamo trovato la faccia sinistra del diedro piuttosto bagnata, quindi certi tratti dove forse si poteva passare in spaccata abbiamo preferito (almeno da primi) farli dentro la fessura/camino, dove risulta piuttosto scomodo lo zaino (e anche il casco!). Prestare attenzione al materiale instabile lungo la linea di calata! L’ultima doppia è a rischio incastro per il terreno con molti alberi, ma a noi è andata bene.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Se non si è mai stati, d’obbligo una sosta all’alimentari di Vinca, dove la mattina c’è la focaccia del vicino forno ancora calda ma si può anche fare merenda con salumi vari. Altrimenti ci sono un paio di bar a Monzone e Gragnola.
INFO UTILI
BibliografiaApuane a spit e chiodi
Previsioni MeteoMeteoApuaneMeteo Lamma Toscana
Giungland - Torri di Monzone
1° tiro
Giungland - Torri di Monzone
4° tiro
Giungland - Torri di Monzone
5° tiro
Giungland - Torri di Monzone
Mario in uscita dal 6° tiro

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