Il Cornone di Blumone (2843 m) è il primo “pezzo da novanta” dell’Adamello. Gli manca poco per essere un tremila, ma la sua mole imponente e rocciosa, ben riconoscibile dalla pianura, ne fa una montagna di tutto rispetto. Gli accessi alla montagna, sia in estate sia in inverno, sono tutto sommato comodi, specialmente se confrontati ad altre zone adamelliche; nonostante questo si può stare abbastanza sicuri di non trovare traffico sulle numerose vie, di roccia o di ghiaccio che siano.
Il rifugio Tita Secchi è un ottimo punto di appoggio per le vie sulla parete sud ovest, affacciata sul lago della Vacca. Caratterizzato dalla profonda fenditura del Canale Maffei, questo versante presenta vie per tutte le difficoltà: dal classico Spigolo Maffei (max IV+) a più impegnative vie moderne (si citano Riti magici al chiaro di luna, 6b; Piovra, VII+).
La Via dei pilastri rossi è una delle vie più abbordabili e ripetute, «la classica delle classiche che non può mancare nel curriculum di un adamellista». Seppure spezzata in due parti da una grande cengia detritica, si tratta di una salita logica e molto divertente: cerca infatti le debolezze della parete, caratterizzata da stupenda roccia rossastra, e specialmente nella seconda parte si infila in diedri perfetti, dove l’arrampicata è elegante e di soddisfazione. La chiodatura, abbastanza essenziale, si può facilmente integrare con friend. Ciliegina sulla torta, la cresta finale, esposta e panoramica, che conduce dritto all’antecima nord, di poco più bassa rispetto a quella principale, da cui la discesa al rifugio è comoda e veloce.
Prima salita: Fabio Ercolani, G. P. Messa e Marco Preti il 4 luglio 1976























