Spigolo Ovest al Cornetto di Salarno: una classica poco frequentata dell’Adamello

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Logicità della linea

9

Ingaggio della salita

8.5

Bellezza dell'ambiente

9

Qualità della roccia

8.5

Eleganza dell'arrampicata

8

Bella via classica in ambiente severo

La Val Salarno è forse la massima espressione dell’arrampicata adamellica. In questo lungo vallone circondato da gigantesche montagne di granito, le possibilità sono pressoché infinite e negli anni è diventato terreno di gioco prediletto per gli arrampicatori dai molteplici gusti. Non mancano infatti le lunghe creste, le placche dalla roccia meravigliosa, le grandi pareti in stile big wall e le classiche per ogni ordine e grado.

In questo scenario il Cornetto di Salarno, montagna di per sé dallo scarso interesse e raggiunto quasi in vetta dai ghiacci del Pian di Neve, si erge oltre il Rifugio Prudenzini con un imponente crestone che precipita con un’ampia bastionata. L’altezza della parete decresce da destra a sinistra e offre diverse possibilità tra cui menzioniamo Granitomachia che sale un evidentissimo e spettacolare specchio di granito. Lo Spigolo Ovest, particolarmente estetico se guardato dal rifugio, si staglia contro il cielo con bella linea estetica e regala un’arrampicata meritevole dal classico stampo adamellico.

Prima salita: S. Battaini e P. Sacchi il 13 luglio 1982

CORNETTO DI SALARNO (QUOTA 2900 m) – SPIGOLO OVEST

La bella forma dello spigolo ovest del Cornetto di Salarno

Esposizione
Avvicinamento
1° giorno 3 h, 800 m D+; 2° giorno 2 h, 400 m D+
Discesa
A piedi, 4 h 1400 D- (2 h dalla vetta al rifugio)
Tempo totale
13 h (4 h la via)
Dislivello
1500 D+ (300 m la via)
Sviluppo
400 m
Punti d’appoggio
Acqua
Fonte presso il Lago di Salarno. Al rifugio ufficialmente non potabile
Salita il
30 Giugno 2023
Itinerario
Spigolo ovest
Tipologia itinerario
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
1458 m – 2900 m
Difficoltà globale
Difficoltà tecnica
Passo di V+, spesso sul IV/V nella prima parte, poi più discontinua
Chiodatura
Pochissimi chiodi in via
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Serie di friend (da 0.3 – 2 BD), Micro friends, Friend 3 BD, Scelta di chiodi

Vista sull’alta val Salarno dal Rifugio Prudenzini

ALTRE WEBCAM ADAMELLO – PRESANELLA

Rifugio Prudenzini (BS) | Vista sull’Alta val Salarno
Passo del Tonale (BS/TN) | Vista a 360° dal Passo Presena
Rifugio Città di Lissone (BS) | Vista sulla valle di Saviore
Gaver (Bagolino, BS) | Vista sul Cornone di Blumone da sud
Rifugio Tita Secchi (BS) | Lago della Vacca e versante ovest Cornone di Blumone
Val Daone (Prezzo, BS) | Webcam Malga Bissina

PREVISIONI METEO ADAMELLO-PRESANELLA

INDICAZIONI STRADALI

Risalire la Val Camonica fino a Cedegolo, dunque seguire le indicazioni per Saviore dell’Adamello. Dal centro del paese imboccare un secco bivio a sinistra per Fabrezza Val Salarno, e poco dopo un altro tornante a destra. La strada è asfaltata ma molto stretta e termina presso il ristorante albergo Stella Alpina (1458 m, pochi spiazzi auto, in parte riservati ai clienti).

AVVICINAMENTO

Seguire la comoda sterrata (segnavia 14) che risale lungamente la Val Salarno, superando i suoi due laghi, fino al rifugio Prudenzini (2226 m, 2,30/3 da Fabrezza). La bastionata del Cornetto di Salarno è ben evidente dietro il rifugio e alla sua sinistra contro il cielo lo spigolo ovest. Per raggiungere l’attacco si segue il sentiero 14 verso il Bivacco Giannantoni, oltrepassando la piana ricca di massi e la vecchia costruzione del rifugio. Si continua a seguire il sentiero sul lato destro del vallone fino a quando questo piega a destra, qui si procede (tracce/qualche ometto) costeggiando la bella parete del Cornetto. Si entra poi in un meraviglioso anfiteatro tra le grandi pareti dei Corni e il ghiaccio della Vedretta di Salarno. Qui conviene mantenersi sul lato destro (ampia cresta/spallone roccioso) e salire tra le rocce con facili passi d’arrampicata ricercando la via migliore (p. I/II) fino a portarsi alla base dell’evidente spigolo, neve a inizio stagione (1.30 h dal Prudenzini).

SALITA

1° tiro: salire per placche appoggiate da sinistra verso destra (III/II), sostando su un terrazzino (50 m).

Il tiro è evitabile salendo a destra (p. II), quindi rientrando a sinistra su ampia e comoda cengia.

2° tiro: salire le placche appoggiate incise da fessure seguendo la rigola superficiale di sinistra con arrampicata delicata di aderenza (IV/IV+, 1 chiodo – poco proteggibile) fino a raggiungere una stretta cengia. Percorrerla a destra fino a un comodo terrazzino dove si sosta su due chiodi, cordino e anello di calata ( 55 m, 1 chiodo).

3° tiro: salire leggermente a destra della sosta puntando a un chiodo visibile, poi per un diedrino (IV/IV+, vecchio cordone). Spostarsi poi a destra, delicato (V), e salire per placche con sottili fessure (V, chiodo) con bell’arrampicata tecnica fino a raggiungere terreno più rotto e facile. Salire a un piccolo terrazzino (chiodo e vecchi cordoni, possibile sosta intermedia) e proseguire a sinistra per lame (IV+), poi più facile per blocchi fino alla sosta comoda su cengia, chiodo e masso incastrato (60 m, 2 chiodi, 1 sosta intermedia, 1 cordone incastrato).

3° tiro: continuare sopra la sosta leggermente verso destra per placche (IV), poi in dülfer a sinistra (IV+), quindi per un diedrino con roccia più lichenosa si esce su terreno più facile e si sosta su ampia cengia (35 m).

4° tiro: traversare a sinistra fino a raggiungere un evidente diedro-camino. Salirlo prima facilmente (III+), poi con bella arrampicata più atletica e verticale (V). Al suo termine spostarsi a destra e sostare su massi incastrati, vecchi cordini (35 m). Dalla sosta invece che percorrere il diedro/camino si può invece proseguire verticalmente per bella lama staccata.

5° tiro: salire sopra la sosta l’evidente diedro (IV), quindi prendere la fessura a destra (chiodo poco sicuro) e uscire con passo scorbutico (V+). Per terreno più facile e rotto si prosegue in cresta dove si sosta su spuntoni (30 m, 1 chiodo). Il passaggio è probabilmente evitabile a sinistra.

Dalla cima scendere un diedrino fessurato (III-), la seconda parte è franata, e si scende verticalmente superando un passo più impegnativo ma ben prestato su roccia delicata o ci si mantiene direttamente sullo spigolo. Raggiunta la cresta se ne segue il filo senza difficoltà mantenendosi sul lato sinistro (I) fino alla base dell’estetico salto successivo.

6° tiro: salire direttamente il filo con bella arrampicata (III) fino a quando diventa liscio e più verticale. Traversare a destra in placca per qualche metro, quindi salire seguendo una serie di ‘lame sovrapposte’ (IV+) con andamento verso destra fino a raggiungere il filo di uno spigolo. Continuare ora verso sinistra sfruttando sottili fessure (IV) fino alla cuspide sommitale che si raggiunge con un ultimo passo delicato. Dalla punta abbassarsi nell’opposto versante raggiungendo un esile terrazzino, sostare direttamente sulla punta (50 m).

Poco sotto una sosta attrezzata con cordini e un chiodo (lasciato un kevlar nuovo e moschettone) permette con una calata (15 m) sul versante sinistro di raggiungere terreno più facile. Riportarsi poi in cresta e attaccare il successivo salto.

7° tiro: seguire fedelmente la cresta con divertente arrampicata (II/III) fino a sostare sulla sommità su spuntoni (50 m).

8° tiro: dalla cima abbassarsi facilmente (I) e raggiungere un colletto, continuare senza difficoltà salendo verso destra per sfasciumi, quindi per un caminetto verticale (III+) di rocce rotte (60 m) fino alla cima.

DISCESA

Dalla cima proseguire lungo la cresta fino a un’ampia sella, quindi scendere nel versante sinistro (ometti). Per terreno non difficile continuare costeggiando la cresta di salita (numerosi ometti) fino a raggiungere l’attacco (0.40 h). Da qui si scende al rifugio con medesimo percorso dell’avvicinamento (2 h dalla cima). In alternativa dall’attacco invece che ripercorrere lo zoccolo e rimanere in cresta può essere conveniente raggiungere il centro dell’ampio vallone e seguirlo fino a ritrovare il percorso di salita più in basso.

Dal rifugio si segue poi il comodo sentiero fino a Fabrezza (2 h dal rifugio).

osservazioni

Da tempo avevamo cerchiato in rosso questa via sulla guida Arrampicare in Adamello di Edo Balotti. Ci ispirava ed effettivamente non siamo restati delusi, anzi abbiamo trovato tutto quello che ci piace dell’andare in montagna: ambiente selvaggio, ingaggio al punto giusto, linea estetica, difficoltà da divertirsi, solitudine e roccia buona.

La via merita e nonostante la lunghezza non eccessiva si ha il sapore di una vera salita. I gradi e l’arrampicata sono adamellici, così come le protezioni e l’avvicinamento!

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Rifugio Prudenzini punto d’appoggio ideale. C’è anche possibilità di mangiare a Fabrezza.

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Verso l'attacco, sullo sfondo il Corno di Salarno
Il non facile terzo tiro
Il non facile terzo tiro
Roccia adamellica sul 5° tiro
La parte iniziale del non banale 5° tiro
Cornetto di Salarno - Spigolo ovest
Cornetto di Salarno - Spigolo ovest
Foto di vetta
Foto di vetta
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