Sperone Campia all’Argentera: gran arrampicata nelle Alpi Marittime

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Logicità della linea

8.5

Ingaggio della salita

8.5

Bellezza dell'ambiente

9

Qualità della roccia

7.5

Eleganza dell'arrampicata

7.5

Per gli amanti dell’alpinismo classico d’avventura, linea logica su una montagna importante

L’Argentera (3297 m) è la cima più alta delle Alpi Marittime e presenta un interessante e imponente versante Ovest solcato tra tre marcati speroni: lo sperone Promontoire, lo sperone Campia e lo sperone Salesi, che offrono salite dal sapore classico con difficoltà contenute, pochi chiodi e ambiente severo. Lo Sperone Campia è una lunga arrampicata al centro del versante che si sviluppa interamente lungo una cresta – sperone e regala una lunga ascensione dove la ricerca della via migliore si fonde con il piacere di arrampicare e raggiungere la cima. Le difficoltà sono relativamente contenute (passi di IV/IV+/V-) con lunghi tratti di II e III grado. La chiodatura è essenziale, solo qualche chiodo e cordone, utile una scelta di friend, qualche chiodo e martello.

Prima salita: M. Campia, N. Gandolfo, A. Quaranta l’8 agosto 1937

CIMA SUD DELL'ARGENTERA (3297 m) - SPERONE CAMPIA

Argentera - Sperone Campia
Il versante Ovest dell'Argentera, in rosso il tracciato dell'accesso e dello sperone Campia

Esposizione
Avvicinamento
3.30 h (1400 m D+); dal rifugio 1/1.30 h (400 m D+)
Discesa
3.30 h (In doppia, 2 h dalla vetta al Bozano, 1.30 h dal rifugio al parcheggio).
Tempo totale
10/12 h (4/5 h la via)
Dislivello
1700 m D + (300 m la via)
Sviluppo
400 m
Attrezzatura consigliata
Normale da arrampicata, Serie di friend (da 0.3 – 2 BD), Serie di dadi, Martello, 10 rinvii, Chiodi per le emergenze
Salita il
19 Agosto 2015
Cordata REDclimber
Itinerario
Sperone Campia Argentera sud
Tipologia itinerario
Quota di partenza e arrivo
1569 m – 3297 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
D
Passo di V-, tiro di IV e IV+ spesso III
Difficoltà tecnica
V-
Chiodatura
R3
Qualche chiodo e cordone
Roccia
Frequentazione
Periodo consigliato

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INDICAZIONI STRADALI

In Piemonte raggiungere Cuneo prima e Borgo San Dalmazzo poi, quindi seguire per Valderi. Continuare lungo la valle fino a Terme di Valderi e parcheggiare in località Gias delle Mosche (1569 m).

AVVICINAMENTO

Imboccare il sentiero (N10) in salita che risale lungamente il vallone dell’Argentera (il versante Ovest dell’Argentera con lo Sperone Campia si vedono mentre si sale). Ignorare tutti i bivi e seguire le indicazioni per il Rifugio Bozano (2458 m) che si raggiunge in poco più di due ore.

Dal rifugio seguire la presa dell’acqua, quindi continuare a traversare su pietraie fino a un nevaio. Salire per roccette per terreno delicato (II/III) fino a una cengia che si segue a destra fino a un colletto (ometto). Seguire le tracce fino a scendere in un canale, risalire l’opposta paretina (II/III), quindi scendere lungo la cengia bianca fino all’attacco dello sperone, il secondo (1/1.30 dal rifugio, 3.30 h dal Gias delle Mosche).

SALITA

Seguire lo sperone senza via obbligata, salendo leggermente verso destra per paretine appoggiate e tratti con erba con qualche sezione più verticale e roccia lichenosa fino a quando la cresta diventa sottile. Si sale fino a un gendarmino ‘arancione’ dove conviene procedere a tiri (0.40 h dall’attacco – II con passi di III).

1° tiro: traversare a destra (III), poi salire per fessure (III+) e sostare a una sella su cordone sotto un gendarme (40 m).

2° tiro: salire sul filo (III), quindi spostarsi a sinistra e salire una rampa (III) per rimontare in cresta. Salire l’affilata cresta (IV), poi abbassarsi e sostare su spuntone due metri prima di una forcelletta (50 m).

3° tiro: portarsi al colletto e salire la parete (chiodo alla base), superare un passo delicato a sinistra, poi verticalmente (IV sostenuto) per una quindicina di metri, quindi spostarsi a sinistra e traversare, esposto (passi di IV) su roccia delicata in uscita (2 chiodi) fino a un masso incastrato dove si sosta (45 m – 3 chiodi).

4° tiro: spostarsi nel versante opposto, traversare scendendo leggermente verso destra un paio di metri, quindi salire verticalmente per diedrino non molto definito con bell’arrampicata su ottima roccia (IV+) fino a una grossa lama staccata. Poi ci si sposta a destra e si entra nel diedro che si segue, quindi più facile, ed uscire in opposizione (IV) per caminetto dalla roccia rosso scura (chiodo alla base). Al suo termine traversare due metri a sinistra e sostare su terrazzo, chiodo (50 m allungare le protezioni!)

5° tiro: salire a destra della sosta verso lame strapiombanti (III), superarle con passo atletico (III+) e proseguire per placca appoggiata. Salire poi verso il diedro a destra e scalarlo con arrampicata verticale (IV-/IV), sosta su spuntone (50 m).

6° tiro: salire sopra la sosta la cresta affilata (III) fino alla sua sommità (ometto) e sostare su spuntone (15 m).

Calarsi in doppia dall’estremità su abbondanti cordini. Scendere inizialmente sul lato destro fino al terrazzo, poi verticalmente alla sella (5 m).

7° tiro: scalare la placca sul lato destro con passi delicati (V- – 2 chiodi), poi via via più facile per placche appoggiate (III+/III) fino a sostare sulla sommità su spuntone (40 m – 4 chiodi).

Slegarsi e scendere nel diedro, quindi salire senza via obbligata per l’ampio catino (passi I/II), poi per cresta fino in vetta (3297 m – 4/5 h dall’attacco).

DISCESA

Per la normale della Cima Sud. Scendere lungo la cresta Est fino a una spalla dove si segue un canalino (tratti attrezzati) che porta alla cengia che taglia la parete SE. Si segue tutta la cengia, tratti esposti attrezzati con corde fisse fino al Passo dei Detriti (3120 m) dal quale per ripidissimo sentiero si scende tra pietraie e sfasciumi al Rifugio Remondino (1.30/2 h). Per sentiero si rientra poi al Gias delle Mosche (3/4 h dalla cima).

osservazioni

Salita di ampio respiro in ambiente severo. Le difficoltà tecniche sono abbastanza contenute ma si sale lungamente per terreno d’avventura dove occorre sempre ricercare la via migliore e i giusti passaggi. Per intraprendere la salita è consigliabile una buona dimestichezza a procedere slegati sul II/III grado (procedere a tiri lungo la prima parte ne allungherebbe notevolmente i tempi).

La relazione l’avevo scritta durante la salita dell’estate 2015 ma l’avevo ‘persa’. Avvicinamento e discesa pertanto non sono molto dettagliati e la relazione è riportata come avevo annotato.

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Rifugio Bozano ottimo punto d’appoggio. Al rientro si passa anche dal Rifugio Remondino
Argentera - Sperone Campia
Creste 'sottili' e un po' di traffico
5° tiro
5° tiro
La doppia
La doppia
La cresta verso la vetta
La cresta verso la vetta
Verso la cima Nord
Verso la cima Nord

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