Il Monte Prado è uno dei quattro “duemila” dell’Appennino settentrionale, nonché la vetta più alta della Toscana. Sul versante della Garfagnana digrada con grandi pendii erbosi, mentre il lato emiliano è più movimentato. La cresta che lo unisce a nord al gruppo del Cusna, con la massiccia cima secondaria del Monte Cipolla, separa due versanti dalla chiara morfologia glaciale: la conca del Lago Bargetana, in alta val d’Ozola, e la Valle dei Porci, al culmine della valle del Dolo. Gli ampi spazi aperti fanno della zona un paradiso per lo scialpinismo; ma non mancano le pareti rocciose solcate da canalini più o meno ripidi, che con neve trasformata diventano molto interessanti con piccozza/e e ramponi.
Il versante più estetico e ripido del Prado è quello est, che guarda appunto la selvaggia valle dei Porci. La via più evidente, che sbuca direttamente sull’antecima, è il canale della Clessidra, ambita discesa di sci ripido; subito a sinistra sale un canale più incassato e dall’andamento sinuoso: il Canale a zeta. Le difficoltà variano a seconda della quantità e delle condizioni della neve, e si possono intraprendere varianti più ripide. Sul canale non è presente attrezzatura. Vista l’esposizione al sole, conviene salire alla mattina presto oppure in giornate molto fredde. La via è abbastanza breve, ma spostandosi sul vicino Sassofratto, che resta all’ombra, si può coronare la giornata.
Prima salita: F.Bertoncelli, C. Messori e L. Parmeggiani, 11 marzo 1978











