Campocatino si trova nel cuore delle Alpi Apuane, ed è forse il paese più in alto della catena (se paese lo si può ancora definire). Dietro alle suggestive capanne di pietra, si ergono pareti dall’aspetto dolomitico: si tratta di Roccandagia, Penna di Campocatino e Grondalpo, parte di una lunga cresta che si stacca a nord est dal monte Tambura. Tra le prime due sale il Canale di San Viviano (o San Viano), che prende il nome da un Eremo abbarbicato alla sua base. La linea, esposta a sud est e abbastanza incassata, non si vede da Campocatino né dal sentiero di avvicinamento; per osservarla bisogna andare sul lato opposto della valle di Arnetola, presso le cave ai piedi del monte Sumbra.
Il canale è attrezzato con qualche sosta e chiodo di passaggio, ed è abbastanza frequentato (non solo d’inverno): se ben innevato non presenta difficoltà particolari, ma vista l’esposizione e il pericolo di scariche dalle pareti circostanti va attaccato al mattino presto. In condizioni di scarso innevamento, presenta invece brevi salti scoperti di roccia all’inizio e nella parte alta. La cresta che conduce in vetta alla Roccandagia è molto scenografica e costituisce un degno coronamento della salita: non è comunque da sottovalutare, per l’esposizione e la difficoltà di proteggersi. Nel complesso, una traversata non lunga ma impegnativa in condizioni invernali, specialmente se si decide di tornare a Campocatino attraverso il Passo della Tombaccia (sentiero CAI 177).
Prima salita: ignoti





















