Da un lato il vuoto, le cornici scolpite dai grandi venti, la parete Nord fredda e severa; dall’altro i pendii dolci, la neve bonaria, il sole che riscalda le valli italiane. La cresta disegna la linea di divisione tra due mondi, due ambienti tipici, ambedue affascinanti.
A fianco della punta per eccellenza, il Cervino, tutte le montagne paiono tozze e larghe ma il Breithorn, corno largo, giustifica pienamente il suo nome. Non una montagna ma almeno 3 punte. Il Breithirn Occidentale, il più alto e frequentato, il Centrale e l’Orientale a cui si aggiungono il cosiddetto Gemello del Breithorn e la Roccia Nera che, parte della stessa lunga dorsale, fanno apparire questa montagna come una lunga cresta poco appariscente dal versante italiano dove il grande Ghiaccio di Verra ne lambisce il filo e le cime.
In questo scenario la traversata dei Breithorn da un lato permette di raggiungere ben 5 vette oltre quota 4000 metri e dall’altro regala una splendida cavalcata sempre in quota, tra le più belle e classiche del Gruppo del Monte Rosa, con percorso vario di oltre 2 km tra divertenti tratti in roccia ed estetiche lingue di neve. Il panorama poi è costantemente meraviglioso, dai triangoli perfetti della corona imperiale alle cime nevose intorno alla Capanna Margherita, alla sagoma maestosa del Bianco, alle altre cime della Valle d’Aosta, dal Rutor al Gran Paradiso, sempre sotto lo sguardo attento e severo della Gran Becca!
La logistica della cresta è varia, così come gli accessi e la discesa, si descrive e si consiglia il percorso Est-Ovest con il pernotto al Bivacco Rossi-Volante, partendo da Cervinia e passando per la Testa Grigia.
Prima salita: J. Stafford-Anderso, U. Almer e A. Pollinger il 16 agosto 1884 aggirando a Sud il Breithorn Centrale
Primo percorso integrale: E. Hahn e compagno prima traversata integrale il 19 luglio 1900
Prima invernale: G. Dondeynaz e M. Gaillard il 26 febbraio 1959











