Punta Dufour – Cresta Rey: grande via di misto alla cima più alta del Monte Rosa

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Logicità della linea

10

Ingaggio della salita

8

Bellezza dell'ambiente

10

Qualità della roccia

8

Eleganza dell'arrampicata

9

Elegante: diretta in vetta!

Il Monte Rosa è sinonimo di ghiacciai, di alta quota, di 4000; il gruppo culmina a 4633 metri con la vetta della Punta Dufour, la seconda cima delle Alpi e punto più elevato della Svizzera. Qui l’alpinista alle prime armi trova nelle salite delle tante vie normali obiettivo ideale e di soddisfazione mentre i più esperti puntano a creste e traversate, spesso su terreno nevoso o misto. Queste sono grandiose salite in quota dai panorami sconfinati ma in un contesto complessivamente mai opprimente e soprattutto dalle discese comode o comodissime. Unica eccezione, la Punta Dufour, che soprattutto dal lato italiano si difende con la grandiosa parete Est e sul lato meridionale con una larga bastionata alta circa 400 metri. Su questa diretta dalla cima si sviluppa in direzione SSW un marcato crestone dedicato a Guido Rey.

Guido Rey, figura di perfetto alpinismo del secolo scorso, che amò e cantò le montagne con arte e delicatezza. […] Guido Rey trascorse gli ultimi anni della sua vita al Breuil, dove poteva ammirare il Cervino da ogni finestra della sua casa. Con rammarico vide il progresso invadere la sua valle, i clacson delle automobili sostituire lo scampanio delle greggi. Morì nel 1935, l’anno in cui la strada carrozzabile arrivò sul limitare della sua proprietà. […] Il nome di Guido Rey s’incontra in vari posti sulle Alpi, ma forse proprio qui, su questo sperone, egli è più degnamente ricordato. Il “Cantore della montagna” ben meritava che il suo nome fosse legato a questa via di un bellezza sobria e naturale.

La Cresta Rey alla Dufuor è una delle classiche impegnative del Gruppo del Monte Rosa; la via si sviluppa tutta in quota tra i 4200 e i 4600 metri circa seguendo il ripido sperone sempre ascendente tra passaggi su neve e roccia. Le condizioni sono spesso variabili ma risulta percorribile in tutte le condizioni: secche o miste. Le difficoltà dell’itinerario non sono mai eccessive, un passo di IV e qualcuno di III su roccia discreta ma sostenute dall’inizio alla fine. L’orientamento è facilitato dalle numerose ramponate che aiutano a scegliere i passaggi che comunque non risultano mai obbligati e non si discostano dal filo di cresta. La discesa dalla normale italiana permette di chiudere un elegante giro ad anello sull’esposto filo di cresta spartiacque ed è l’ultima difficoltà prima di ritornare sui dolci pendii del Monte Rosa dove la carrozzabile poco amata da Guido Rey non è ancora arrivata, ma la traccia che arriva della Capanna Margherita è sempre presente e abbondantemente frequentata.

Prima salita: E. Hulton, J. Moser e P. Rubi il 20 agosto 1894

PUNTA DUFOUR (4634 m) - CRESTA REY

Esposizione
Avvicinamento
1° giorno: 1 h, 340 m D+; 2° giorno: 3 h 850 m D+, 250 m D-
Discesa
a piedi 3.45 h (1510 m D-, 140 m D+)
Tempo totale
10.15 h (1° giorno: 1 h, 2° giorno: 9.15 h, 2.30/4 h la via)
Dislivello
1760 m (1° giorno: 300 m, 2° giorno: 1460 m, 400 m la via)
Sviluppo
15 km (1° giorno: 2 km, 2° giorno: 13 km)
Acqua
No.
Salita il
18 Luglio 2024
Itinerario
Punta Dufur per la Cresta Rey, discesa per la via normale italiana
Località di partenza
Quota di partenza e arrivo
3280 m – 4634 m
Tipologia arrampicata
Difficoltà globale
Salita di misto in alta quota.
Difficoltà tecnica
Passo di IV, spesso II/III
Chiodatura
Un friend incastrato nel passo di IV. Si protegge bene con friends e spuntoni.
Frequentazione
Periodo consigliato
Attrezzatura consigliata
Normale da ghiacciaio, Friend a misure alterne

Webcam Capanna Gnifetti

INDICAZIONI STRADALI

Da Pon-Saint-Martin si risale la Valle di Gressoney fino al parcheggio degli impianti di risalita di Staffal (interamente a pagamento, estate 2024).

AVVICINAMENTO

Saliti con gli impianti a Punta Indren (3280 m) si segue la frequentata traccia che sale ai Rifugi Mantova e Gnifetti compiendo un ampio semicerchio sul Ghiacciaio d’Indren (neve a inizio stagione, spesso ghiaccio). Costeggiando il versante meridionale della Punta Giordani si raggiunge la base di una fascia rocciosa. Se si pernotta al Rifugio Mantova si segue il sentiero che traversa a sinistra (breve tratto attrezzato) e si sale rapidamente al Rifugio Mantova (3498 m, 0.30 h). Se si pernotta al Rifugio Gnifetti, dal Rifugio Mantova si prosegue sulla traccia verso NE poi per neve compiendo un semicerchio verso sinistra sul Ghiacciaio di Garstelet fino alla base della corta fascia rocciosa che sostiene il Rifugio Gnifetti. Seguendo le corde fisse si raggiunge in breve il Rifugio Gnifetti (3610 m, 1 h). In alternativa è possibile raggiungere direttamente il Rifugio Gnifetti senza passare dal Rifugio Mantova; dalla bastionata oltre il Ghiacciaio di Indren si tiene a destra, tracce, puntando direttamente alle rocce che si superano grazie ad un breve tratto attrezzato, quindi si segue la traccia proveniente dal Rifugio Montova sul Giacciaio di Garstelet che porta al Rifugio Gnifetti. Questa seconda opzione è di poco più rapida ma considerata anche la brevità dell’avvicinamento, si consiglia il giro largo per il Rifugio Mantova.

Dal Rifugio Gnifetti si sale sulla dorsale rocciosa sopra il rifugio. Si scende il lato opposto (scala) portandosi sul Ghiacciaio di Garstelet e si segue la traccia, sempre presente, in piano (crepacci) quindi si inizia a salire costeggiando il versante orientale della Piramide Vincent. Si ignora poi a destra la traccia che conduce a quest’ultima e si piega leggermente a sinistra (grandi crepacci) continuando sempre a salire fino al Colle del Lys (4255 m, 1.45 h). Dal colle si continua lungo la traccia per Capanna Margherita perdendo un po’ di quota, quindi si tiene a sinistra e si scende lungo la traccia che proviene dalla Monte-Rosa-Hütte. Si perde quota fino a quando è possibile iniziare a traversare a destra sotto dei seracchi. Cercando di non perdere quota ci si sposta verso sinistra quindi si rimonta una dorsale da cui si vede l’attacco della cresta. Qui è possibile a seconda delle condizioni o rimanere bassi e attraversare direttamente il valloncello glaciale puntando alla base dello sperone della Cresta Rey o risalire la dorsale e attraversare più alto sopra dei seracchi. Nel primo caso si traversa fino a portarsi al centro del circolo glaciale e lo si risale oltrepassando una fascia di seracchi (blocchi di ghiaccio) a destra e a sinistra. Risalendo il pendio nevoso verso sinistra ci si porta in prossimità della cresta (4200 m circa, 3 h dalla Capanna Gnifetti). L’attraversamento di questo tratto può risultare anche molto complicato in condizioni non buone.

SALITA

Si traversa su neve a sinistra raggiungendo il filo dello sperone che si sale su percorso misto non difficile cercando di rimanere il più possibile sulla neve se presente, spesso sul lato destro (40/45°) o per roccette in condizioni secche. Si superano alcuni passaggi più ripidi (II) e un diedro con fessure (III), poi la cresta si abbatte un poco e sale con percorso misto più agevole. Si continua lungamente ricercando sempre i passaggi migliori (I/II) fino a portarsi sotto un salto più verticale. Lo si affronta prima verso destra, esposto, poi salendo con passi delicati un diedro (IV, friend incastrato in uscita), e si esce verso sinistra più facilmente su buone prese (III). La cresta prosegue sempre ripida tra tratti su neve e brevi passaggi su roccia (II), e si sale rimanendo talvolta sul lato desto. Nella parte finale si affrontano ancora bei passaggi (II/III-) su buona roccia rimanendo ora sempre sul filo e uscendo direttamente nei pressi della croce di vetta della Punta Dufour (4634 m, 2.30/4 h dall’attacco).

DISCESA

La discesa avviene lungo la via normale italiana della Punta Dufour. Dalla cime seguire la cresta a destra su neve (esposta). Un primo risalto con una targa si evita sul lato sinistro (spit). Si ritorna poi sul filo e si procede con qualche saliscendi fino a uno stretto tratto roccioso. Lo si affronta direttamente, con un passaggio un po’ scomodo a cavalcioni (III, 2 spit) rimontando poi sulla cresta sommitale della Punta Dunant (4632 m). La si percorre nevosa, molto esposta, quindi si inizia a scendere sempre rimanendo sul filo. Si perde quota per roccette (I/II, spit) superando poi una breve placchetta (III-) . Si continua più agevolmente per creste di neve fino a un tratto più ripido. Si scende sul lato destro per blocchi/misto (II-). Per neve si procede quasi in orizzontale, poi si scende agevolmente verso un pendio di neve (o placche inclinate). Le si scende con attenzione (45°) sulla dorsale qui più ampia fino a raggiungere delle placche più ripide (spit con anello di calata). Ci si abbassa per una fessura a sinistra di ottima roccia (II/III, possibile breve doppia), quindi spostandosi verso il filo sempre per fessure. Si continua sulla cresta nevosa più semplice, poi per roccette, quindi nuovamente su neve con bel percorso altamente panoramico (possibili cornici) in orizzontale. Si evita un primo breve saltino sul lato destro (II) e un secondo più alto ancora a destra con percorso misto. Si ritorna poi in cresta e si raggiunge il Grenzattel, il colle tra la Punta Dufour e la Zumstein (4451 m, 1/2 h). Si risale per neve fino a portarsi alla base di un tratto più ripido. Lo si affronta direttamente con un passaggio un po’ scomodo su lame (III), poi più agevolmente (2 spit) con percorso misto o su rocce più rotte fino a ritornare sulla neve. Per bella cresta nevosa si rimonta sulla cima della Punta Zumstein (4563 m, 1.30/2.30 h). Si scende ora direzione Capanna Gnifetti (traccia sempre presente), rimanendo sul lato sinistro in un caminetto, poi per facile cresta nevosa fino ai sottostanti pendii alla base della Punta Gnifetti. Si scende verso Sud lungo la traccia verso il versante occidentale della Punta Parrot e risalendo verso il Colle del Lys quindi si rientra a Capanna Gnifetti (2.45 h) e agli impianti di Punta Indren (3.30 h).

osservazioni

Salita davvero completa, l’abbiamo trovata in condizioni eccellenti, miste come piacciono a noi, e siamo saliti rapidi sempre in conserva con i ramponi ai piedi. Solitamente ad agosto la cresta si presenta più pulita e quasi interamente rocciosa mentre ad inizio stagione o dopo nevicate è in condizioni miste. La scelta su quando percorrerla può dipendere anche dalle preferenze personali; certamente a inizio stagione l’accesso e la discesa sono più agevoli e risulta complessivamente più consigliabile. La discesa, lungo la via normale italiana della Punta Dufour, è descritta spesso come molto delicata e tratto chiave dell’itinerario; in realtà pur non essendo banale e richiedendo attenzione, se in buone condizioni è molto bella, piacevole e ben attrezzata nei passaggi esposti o più impegnativi.

Punto d’appoggio ideale è il Bivacco Giordano al Balmenhorn ma partendo presto dalla Capanna Gnifetti o anche dal Rifugio Mantova non si hanno problemi. Conviene puntare la sveglia per arrivare con le prime luci poco oltre il Colle del Lys.

I tempi di salita e discesa possono allungarsi anche di molto se si procede a tiri, e l’itinerario richiede ottima dimestichezza nel procedere su terreni misti/rocciosi in quota se ci si vuole godere appieno della salita e soprattutto non perdere la funivia al ritorno!

NEI DINTORNI: BERE, MANGIARE, DORMIRE

Alla Capanna Gnifetti porzioni e qualità non mancano, come l’affollamento. Cuocere la carne per tutto un tavolo sulla pietra ollare dopo una prima volta da wow, però non è proprio il massimo…

METEO, WEBCAM E BIBLIOGRAFIA

Previsioni meteo
Bibliografia
Alba verso il Cervino
Alba verso il Cervino
Sulla prima parte della Cresta Rey, sullo sfondo la Zumstein
Sulla prima parte della Cresta Rey, sullo sfondo la Zumstein
Passaggi lungo la cresta
Passaggi lungo la cresta
In vetta alla Punta Dufour
In vetta alla Punta Dufour
Risalita verso la Punta Zumstein
Risalita verso la Punta Zumstein
Lo splendido circolo Zumstein - Gnifetti
Lo splendido circolo Zumstein - Gnifetti

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