Il Monte Bianco non è una montagna come le altre. Forse perché è la più alta delle Alpi, forse perché è il luogo dove è nato e cresciuto l’alpinismo ma quando si pensa di salire il Monte Bianco si ragiona diversamente. Non c’è una sola via normale ma ben quattro e oltre a queste si può optare per decine e decine di vie più impegnative per raggiungere la cima. Molti sono itinerari classici, altri sono vie moderne di alta difficoltà. Visto l’imbarazzo della scelta ogni alpinista può trovare il proprio itinerario perfetto per salire il suo Monte Bianco.
Il versante Sud-Ovest del Bianco non è il più severo, impervio o verticale – all’apparenza é quasi a misura d’uomo e meno opprimente rispetto all’opposto del lato meridionale, il versante della Brenva – ma certamente è quello più nascosto e selvaggio. Non ci sono vie dai nomi famosi o altisonanti, linee che catturano subito l’occhio ma è il grandioso insieme tra seracchi, speroni e ghiacciai, racchiusi tra le ultime propaggini di granito del Bianco della Cresta del Brouillard e la spartiacque Cresta delle Bosses che fanno di questa zona del Gigante una di quelle meno frequentata del massiccio. È curioso però che questo stesso luogo sia stata teatro della prima salita del versante, il 2 luglio 1872 da parte di Thomas Stuard Kennedy, Jean-Antoine Carrel e Johann Fischer (7 anni dopo la prima salita dello Sperone della Brenva, molto più evidente e ‘comodo’ dal basso), lungo quello che oggi è conosciuto come lo Sperone della Tournette.
La via dello Sperone della Tournette è infatti la salita più evidente e logica di tutto il versante, un marcata cresta rocciosa, alta 1100 metri che dalla parte superiore del Ghiacciaio del Monte Bianco termina direttamente sulle Rocher de la Tournette a quota 4706 metri lungo la frequentata via normale francese. Oggi è la più classica di questo spicchio di Monte Bianco e una delle più ‘semplici’ tra le grande course del lato meridionale. La via, dove le difficoltà tecniche si perdono nella lunghezza dell’itinerario (dalla partenza alla vetta sono oltre 3000 metri di dislivello) è un vero viaggio, a partire dal lungo avvicinamento del primo giorno alla storica Capanna Sella, che richiede i suoi tempi e la pazienza che porta ad apprezzare la fatica, la roccia dubbia e le piccole gioie che solo l’alta montagna sa regalare.
Prima salita: T. S. Kennedy, J-A. Carrel e J. Fischer il 2 luglio 1872


































