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Becca Conge. La prima salita del progetto Vie Normali Valle d’Aosta

by REDclimber
4 minuti di lettura

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Sono le foto e i video raccolti in otto estati passate in Valle d’Aosta per il progetto Vie Normali. Non li avevo mai messi davvero in ordine; e, a essere sinceri, non lo sono neppure ora. Ma almeno abitano tutti la stessa, gigantesca cartella.

Non ricordavo quale fosse la prima cima salita per il progetto, quel luglio del 2018. Non sono mai stato bravo a memorizzare (e pronunciare) i nomi delle montagne o degli alpinisti. A restarmi impressi, invece, sono sempre stati i passaggi, i luoghi attraversati, le sensazioni. Ora, con decine di salite che si accumulano ogni anno, anche quei ricordi iniziano a sfumare e a sovrapporsi. Sarà per le troppe salite… o forse per gli anni che passano.

È la mattina del 4 luglio 2018. Esco dalla tendina piantata alla buona la sera prima, nei pressi del grande Monumento ai Partigiani di Trois-Villes, una piccola frazione di Quart, sopra Aosta, con una vista meravigliosa sulla piramide dell’Emilius. Salgo in macchina fino al parcheggio di Fontein e mi incammino verso il Col de Saint Barthélemy.

La marcia è lunga: prima la poderale, poi il sentiero. Ma l’eccitazione per la prima vera salita del progetto in Valle d’Aosta annulla la fatica dell’avvicinamento. Mi fermo spesso a prendere appunti: scrivo su un piccolo taccuino con le matite dell’Ikea, quelle corte, scomode… ma perfette e leggere per ricordare i dettagli.

Verso il colle incontro una piccolissima chiazza di neve colorata di rosso, con un’impronta d’acqua celeste al centro. Il contrasto con i prati verdissimi e punteggiati di fiori è incredibile. Non sono un grande esperto nel riconoscerli, ma resto a lungo a scattare fotografie.

Arrivo al Col de Saint Barthélemy e inizio a seguire la cresta: facile, erbosa, invitante. Mi tengo a tratti sul lato destro, scavalco qualche cimetta, fino a raggiungere i 2926 metri della vetta escursionistica. Ma la cima vera è più avanti, lungo una cresta che diventa improvvisamente seria. È il motivo per cui sono qui oggi.

Non ho ricordi nitidi di quella parte più impegnativa. La relazione che scrissi allora dice:

Si scende con attenzione nel versante settentrionale (I) per una decina di metri, quindi si traversa sul lato destro immettendosi in un canaletto con un passaggio delicato (III-), facendo particolare attenzione alla roccia. Si scende qualche metro per poi traversare, dove possibile, le placche a sinistra (II) raggiungendo l’evidente intaglio tra le due cime. Si scende nel lato meridionale per una ventina di metri costeggiando una parete un poco strapiombante fino a individuare il passaggio più facile. Si sale su rocce gradinate, poi per un canaletto a sinistra di un becco (I). Si continua per rocce rossastre più appoggiate fino a rimontare la cresta che conduce al grande ometto di vetta, quota 2953 m (0.30 h dalla cima escursionistica).

In vetta alla Becca Conge (2953 m) tiro fuori la maglietta rossa di Vie Normali e mi scatto una foto. Lo farò per tutte le cime salite in Valle d’Aosta; non so se per dimostrare davvero di esserci stato, o per conservare un ricordo di quei luoghi dove, probabilmente, non tornerò mai più.

Mi perdo nella vista delle montagne: la Grivola è ancora bianchissima; le piramidi della Dent Blanche e della Dent d’Hérens disegnano l’orizzonte a nord insieme alla massa imponente del Grand Combin. Il Cervino resta nascosto dalle nuvole, sarà il grande obiettivo di quell’estate, mentre dietro si intuiscono i ghiacciai enormi del Monte Rosa.

Il rientro a Parma avviene anch’esso per strade normali, in coda dietro una grande tigre caricata su un carretto. E, chissà perché, è proprio quell’immagine assurda che chiude il ricordo della mia prima cima del progetto.

Il progetto Vie Normali Valle d’Aosta prevede di salire tutte le 1226 cime della regione lungo la loro via normale per realizzare una collana di otto volumi escursionistici-alpinistici. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale: www.vienormalivalledaosta.it

La Becca Conge è l’itinerario n°5 del 1° volume della collana, Cervino. Valtournenche e Valle di Saint Barthélemy [Idea Montagna, Andrea Greci – Federico Rossetti, 2019, 352 pp.]. La guida, che contiene le relazioni a 95 cime della Valtournenche e della Valle di Saint Barthélemy, è acquistabile sul REDSHOP QUI oppure sito del progetto, a questa pagina.

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